.> Il biotopo "Canneti di San Cristoforo"

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Il biotopo "Canneti di San Cristoforo" è situato nell'Alta Valsugana, 3 km a sud rispetto all'abitato di Pergine, ad un'altitudine di circa 450 msm. Si estende sulla riva settentrionale del lago di Caldonazzo, il maggiore dei bacini lacustri di origine naturale interamente compresi nel territorio della Provincia di Trento. Occupa una superficie di 9,4 ha ed è costituito da due distinti nuclei territoriali, separati tra loro dall'abitato di San Cristoforo. Essi comprendono i più estesi lembi di vegetazione lacustre e ripariale dell'intero lago, nonché una parte dello specchio d'acqua a questi immediatamente antistante. Rappresentano tipologie ambientali di particolare interesse e pregio per la loro rarità dovuta alla consistente azione distruttiva delle attività di fondovalle. Infatti vi nidificano, svernano o sostano nel corso degli spostamenti migratori, molte specie di uccelli, alcune delle quali estremamente rare per il territorio trentino. In ogni stagione la frequentazione del biotopo offre quindi l'opportunità di compiere interessanti osservazioni naturalistiche.

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.> La scheda

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Gestore: Provincia Autonoma di Trento - Servizio Parchi e Foreste Demaniali

Sede: Via G.B. Trener, 3 - 38100 Trento

Tel: 0461/495833

Fax: 0461/495918

Tipologia: Canneto

Nome locale: Canneto

Nome topografico: San Cristoforo

Comune: Pergine Valsugana

Comprensorio: C.4 - Alta Valsugana

Quota media s.l.m.: m 450

Superficie: ha 9,4 circa

Principali motivi di interesse naturalistico: avifauna acquatica

Provvedimento istitutivo:

delib. Giunta Prov. 09.09.1988, n. 10345; modif. delib. 03.08.1992, n. 10248

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.> La sua storia

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Il canneto in origine costituiva probabilmente un'unica fascia di vegetazione ripariale che avvolgeva senza soluzioni di continuità tutto il lago di Caldonazzo. Tale zona paludosa si estendeva verso nord fino al paese di Pergine Valsugana, occupando l'area ancor oggi denominata "paludi" e bonificata solo alla fine del '700. Emergeva da questa palude il colle dove è situata la chiesetta di san Cristoforo e dove si sono insediati i primi abitanti del paese.

In tempi più recenti la costruzione lungo le rive di importanti arterie stradali e ferroviarie, unitamente all'espansione dell'edilizia abitativa e delle infrastrutture turistiche, hanno fortemente ridotto l'estensione della vegetazione igrofila (=amante dell'umidità, che vive cioè in luoghi umidi come le rive dei laghi).

I "Canneti di San Cristoforo" si collocano quindi all'interno di un ambito territoriale fortemente antropizzato, in posizione a rischio a causa della pressione delle attività umane, in particolare di quelle turistico balneari.

La salvaguardia di quest'area, avente rilevante interesse naturalistico, si è concretizzata con l'istituzione del biotopo "Canneti di San Cristoforo", avvenuta nel settembre 1988 ad opera della Giunta Provinciale. Il Servizio Parchi e Foreste Demaniali ha poi provveduto ad attuare gli interventi di tutela attiva del biotopo, potenziandone tra l'altro la ricettività nei confronti degli uccelli acquatici nidificanti. Allo stesso tempo sono stati intrapresi gli interventi finalizzati alla sua valorizzazione culturale, al fine di garantirne il godimento alla collettività.

L’esigenza di garantire all’avifauna l’indispensabile tranquillità e favorire le nidificazioni, oltreché di preservare la delicata vegetazione acquatica da possibili danneggiamenti, rappresenta il motivo dell’inclusione nell’area protetta delle due porzioni di specchio d'acqua antistanti ai canneti, che risultano così interdette alla navigazione e alla penetrazione dell'uomo.

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.> La legge sui biotopi

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I biotopi in Provincia di Trento sono stati istituiti con la L.P. 23 giugno 1986, n. 14 "Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico".

La legge definisce biotopi:

a) le zone umide che presentano importanti funzioni per la salvaguardia del regime e delle qualità delle acque o che costituiscono fonte di alimentazione o luogo di riproduzione e di sosta per gli uccelli acquatici nel periodo delle migrazioni, o che costituiscono ricetto di particolari entità florofaunistiche;

b) le aree nelle quali l'habitat è ottimale per la vita di specie animali e vegetali di particolare interesse naturalistico delle quali si voglia evitare l'estinzione.

Allo scopo di evitare possibili alterazioni, per ognuno dei 68 biotopi provinciali sono previsti specifici vincoli di tutela la cui mancata osservanza comporta sanzioni amministrative.

In totale i biotopi provinciali censiti sono 287, dei quali 68 di interesse provinciale e i restanti di interesse comprensoriale.

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.> Le norme di comportamento

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- Mentre visiti il biotopo non uscire dalle strade e dai sentieri: potresti spaventare gli animali e danneggiare le piante.

- Non abbandonare niente per terra: le cartacce ed i rifiuti deturpano l'ambiente, mentre i mozziconi di sigaretta sono i maggiori responsabili degli incendi.

- Non fare schiamazzi e non girare con radio accese: oltre agli animali daresti fastidio anche agli altri visitatori.

- Non raccogliere fiori o piante: all'interno del biotopo sono strettamente protetti.

- Non disturbare gli animali: anch'essi nel biotopo sono rigorosamente protetti.

- Porta con te dei manuali sulle piante e sugli animali: grazie ad essi potresti riconoscere molte delle cose che vedi.

- Non dimenticarti il binocolo, la lente di ingrandimento e la macchina fotografica: ti permettono di conoscere meglio il mondo del biotopo e di rivedere anche a casa le tue "scoperte".

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.> La fauna

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 .  ..Svasso maggiore .  ..Cannaiola  .. .Cannareccione

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 .  ..Falaga . . .Germano reale  .. .Tarabusino

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 .  ..Tuffetto . . .Porciglione . . .Airone cinerino

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Il biotopo "Canneti di San Cristoforo" ospita una fauna molto ricca, che costituisce probabilmente la componente di maggior pregio ambientale dell'area protetta. E' di grande importanza, in particolare, la notevole funzione di richiamo che le fasce di canneto posseggono nei confronti dell'avifauna. Molte specie costruiscono il nido nel fitto della vegetazione, ponendolo così al riparo da eventuali predatori, e trovano qui una grande abbondanza di organismi (pesci, molluschi, insetti ed altri invertebrati) che rappresentano una ricca fonte di nutrimento.

Tra le varie specie presenti lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) è la più facilmente osservabile (qui si trova la più consistente popolazione nidificante dell'intero Trentino): l'eleganza del piumaggio e le elaborate parate nuziali primaverili lo rendono assolutamente inconfondibile. Lo svasso maggiore, così come la folaga (Fulica atra) e la piccola gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), anch'esse presenti nel biotopo, costruisce nel folto del canneto un nido galleggiante composto da resti vegetali acquatici.

Le specie di minori dimensioni, come il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e l'usignolo di fiume (Cettia cetti), intrecciano il proprio nido ai lunghi steli della cannuccia d'acqua. La presenza di questi insettivori, difficilmente osservabili, è svelata in primavera ed in estate dai loro caratteristici canti.

Molto vistoso è invece il martin pescatore (Alcedo atthis), in grado di catturare piccoli pesci con spettacolari tuffi. Altre interessanti specie che pongono il loro nido nell’intrico delle canne sono il porciglione (Rallus aquaticus), il tarabusino (Ixobrychus minutus) e il germano reale (Anas platyrhynchos).

Nei mesi invernali, quando il gelo spinge verso regioni più calde molte specie di uccelli, altre presenze animano lo specchio d'acqua di fronte al canneto. Sono le anatre, quali la moretta (Aythya fuligula) dalla caratteristica cresta nera, che raggiungono i nostri laghi per trascorrervi l'inverno. Vi si fermano inoltre aironi cenerini (Ardea cinerea), tarabusi (Botaurus stellaris), cormorani (Phalacrocorax sp.), tuffetti (Tachybaptus ruficollis), nitticore (Nycticorax nycticorax), gabbiani (Larus, varie specie), falchi pescatori (Pandion haliaetus).

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.> La flora

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 .  . ..Cannuccia di palude .  .. .  .Cariceti .  .. .  .Ontano nero .  . .  ..Ninfea

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Il biotopo comprende pregevoli formazioni vegetali ed ospita varie specie botaniche di notevole interesse. Predominanti sono i canneti, fitte formazioni di cannuccia d'acqua (Phragmites australis) dalle lucenti infiorescenze; tra questi cresce in fitti cespi il vistoso giaggiolo giallo (Iris pseudodacorus) e la tifa (Typha sp.) dalla tipica infiorescenza cilindrica e di color marrone alla maturazione.

Ai margini del canneto sono presenti altre interessanti specie botaniche, tra le quali il giunco di palude (Scirpus lacustris), dalle eleganti foglie a forma di cannuccia ricurva, mentre le grandi foglie cuoriformi del nannufaro (Nuphar Iuteum) formano sullo specchio d'acqua una specie di sottile tappeto galleggiante.

Le zone retrostanti la distesa di canne, dove minore è l'umidità del terreno, sono occupate qua e là da boschetti di salice (Salix spp.) ed ontano (Alnus glutinosa) che, oltre ad arricchire il biotopo sotto l'aspetto ambientale, ne impreziosiscono anche i caratteri paesaggistici.

Il Servizio Parchi e Foreste Demaniali della Provincia Autonoma di Trento ha inoltre provveduto a reintrodurre nel biotopo la ninfea (Nymphaea alba), una pianta acquatica dagli splendidi fiori candidi scomparsa dal lago pochi decenni or sono, che oggi ha ricostituito nella zona protetta una rigogliosa popolazione.

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Bibliografia

"Canneti di San Cristoforo" a cura della Provincia Autonoma di Trento

Nella foto, a sinistra il Lido e a destra "El Dos"

che racchiudono l'abitato di San Cristoforo:

ai lati si estende il biotopo

Nelle foto sotto, panoramiche dal biotopo

e dalla passeggiata lungolago

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... ospiti del biotopo

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