Accade a San Cristoforo:

fatti e misfatti

 

 

 

 

PROGETTI SU SAN CRISTOFORO / 1

Clicca sul link per leggere l'articolo pubblicato su "Questotrentino", ottobre 2010 (formato .doc):

 

San Cristoforo al bivio
 

 

 

PROGETTI SU SAN CRISTOFORO / 2

Clicca sul link per leggere l'intervento di "Italia Nostra" su San Cristoforo, ottobre 2010 (formato .pdf):

 

Il lungolago di San Cristoforo - urbanistica contrattata e partecipazione

 

 

 

PROGETTI SU SAN CRISTOFORO / 3

Clicca sul link per leggere il volantino realizzato dal "Comitato per San Cristoforo", settembre 2010 (formato .doc):

 

VOLANTINO

 

  

 

Maggio 2010 - C'è una nota positiva da segnalare che, per quanto piccola, è significativa. Il brutto guard rail di ferro installato sulla stradina che porta alla chiesetta (ne avevamo criticamente parlato nel "memorandum" di fine 2009) è stato sostituito con una palizzata in legno. C'è dunque speranza che il buon senso e il buon gusto possano alla fine prevalere anche nei più ampi progetti futuri relativi a San Cristoforo?

 

 

 

Marzo 2010 - Come potete leggere nella sezione "Rassegna stampa", stanno prendendo vita i primi progetti relativi al rilancio turistico di San Cristoforo al Lago.

Purtroppo, l'unico progetto in campo che per ora ci sentiamo di approvare pienamente è il sentiero pedonale lungolago. Per il resto, c'è da chiedersi quale apporto turistico possa portare il centro medico in fase di realizzazione tra la statale e il pub Gulliver.

Soprattutto, grandi perplessità suscita il progetto relativo alla zona occupata dall'attuale Cus. Sparirà il grande spazio verde pubblico per lasciare posto a una serie di edifici: piscina con centro benessere, servizi per ciclisti e centro nautico. In particolare, l'apertura minima garantita del centro nautico è di almeno 6 mesi l'anno (sarà interessante verificare quanto realistica risulterà questa intenzione).

Sulla carta un simile progetto potrebbe essere giudicato positivamente ma in realtà non tiene abbastanza conto della posizione nella quale tutto questo verrà realizzato: si tratta dell'unico vero grande spazio verde di San Cristoforo adiacente al lago. Ora che finalmente si stanno mettendo in moto energie per rilanciare San Cristoforo, a noi sembra manchi la consapevolezza del vero capitale turistico: la bellezza. Il nostro bel lago e i suoi spazi limitrofi meritano di essere valorizzati e curati per quello che già naturalmente sono: ciò non significa costruire edifici a pochi metri dal lago o creare servizi per ciclisti o realizzare una piscina. Tutto questo dovrebbe venire dopo.

Prima, occorrerebbe rendere urbanisticamente piacevole l'ambiente e appetibile a quei turisti che dopo centinaia di chilometri di viaggio si aspettano di soggiornare in un luogo esteticamente gradevole, non troppo cementificato, pubblico, curato nel verde con alberi, aiuole, prati, siepi, percorsi pedonali e aree di sosta sulle rive del lago.

Inoltre, dopo una giornata di sole e bagni al lago, forse, un turista chiede di poter trascorrere anche la serata senza doversi spostare con l'auto per trovare qualche proposta di svago, fosse anche solo una semplice passeggiata in un luogo dove abbia un senso passeggiare. Come? Valorizzando tutte quelle iniziative e attività che possono offrire proposte durante le ore serali. Si tratta di creare un insieme organico e sincretico tra realtà che ad oggi paiono separate e indipendenti. Se l'obiettivo è chiaro, anche le scelte diventano chiare e naturali.

Ma purtroppo non sembra sia questa la direzione intrapresa visto che si è subito persa l'occasione di valorizzare il parco dell'attuale Cus che, tra l'altro, rappresenta anche l'unico grande spazio di aggregazione per la comunità, adattabile a varie manifestazioni. Temiamo che alla fine San Cristoforo si limiterà a diventare una specie di Luna Park con qualche attrazione per un turismo di sportivi "mordi e fuggi": a luci spente, non resteranno che quattro strade desolate tra edifici di cemento brutti e vuoti. Non sentiremo più il fruscio del vento pomeridiano tra le fronde dei maestosi alberi del parco ma in compenso avremo una grande piscina piena d'acqua a pochi metri da un lago...

 

Nelle foto, l'area dell'attuale parco Cus e l'area destinata al centro medico

 

 

 

 

 

Gennaio 2010 - Finalmente, l'inverno a San Cristoforo non è più un incubo.

Tra i tanti misfatti elencati in questa rubrica, finalmente possiamo aggiungere un fatto decisamente positivo. Gli anni scorsi, durante il periodo invernale, sembrava che San Cristoforo cadesse in un inquietante buco nero e, abbandonato a se stesso, dovesse combattere contro i decimetri di neve che si accumulavano sulle strade... portando i residenti ad effettuare rituali propiziatori verso gli dèi affinché qualcuno dall'alto li potesse aiutare ad uscire di casa senza ricorrere al gatto delle nevi. Quest'anno è invece doveroso un rituale di ringraziamento perché almeno viale alle Darsene (la strada interna che collega provinciale e statale al "doss": ricordiamo, per "chi" non lo sapesse, essere un luogo abitato da persone che per necessità di lavoro devono poter uscire di casa e raggiungere la statale) e il parcheggio del Cus, in occasione di nevicate, sono percorribili e mantenuti puliti. Speriamo che questa buona abitudine venga mantenuta nel tempo...

 

 

 

 

Dicembre 2009 - Riceviamo e direttamente pubblichiamo una mail inviataci da Alberto:

 

Abito a S.Cristoforo da un anno, il posto è bello ma a mio parere ci sono diverse cose che non vanno per niente e potrebbero essere segnalate anche qui.

Alcune di queste con interventi relativamente contenuti potrebbero essere risolti.

Ciclabile: per raggiungerla bisogna passare per forza sulla strada, con tutti i pericoli del caso. Idem per i pedoni. Quella che sale a nord verso Pergine si interrompe prima del sottopasso, proprio in un punto pericoloso. Quella a sud parte da Valcanover..

Sentieri lungo il lago: sono impraticabili o difficilmente raggiungibili, verso Ischia bisogna un'altra volta passare sulla Valsugana, dove se non ti stirano è un miracolo. Poi c'è il problema dell'abusivismo lungo il lago, non viene quasi mai rispettata la distanza dei 5 metri di legge dal bagnasciuga. Cosa fanno le amministrazioni a riguardo (a parte Tenna?), cosa aspettano a riprendersi le aree demaniali?

Trenino Valsugana: ha orari ridicoli, specialmente la sera, come si fa ad usarlo come vera alternativa all'auto?

Traffico pesante sulla s.p. Valsugana: mai visti controlli, la notte i tir sfrecciano a velocità folli e producono un rumore assordante dalle 4 in poi. Non parliamo di dormire con le finestre aperte in estate. Perché non vengono installate almeno delle barriere antirumore?

 

 

 

MEMORANDUM DI FINE ANNO...

 

Dicembre 2009 - Oltre ai punti elencati dal visitatore del nostro sito nella lettera riportata qui sopra, vogliamo anche ricordare che gli ultimi interventi all'abitato "storico" di San Cristoforo, tesi a migliorarne l'estetica "urbanistica" e dunque anche utili a fini turistici, risalgono a 5 anni fa (stradina in pietra attraverso il parco del Cus, sistemazione del lavatoio accanto alle darsene, palizzata in legno lungo viale alle Darsene).

Nel 2007 avevamo fatto presente (vedi foto sotto) il cattivo stato dell'asfalto in viale alle Darsene e parcheggio del Cus: l'estate scorsa è stata effettuata la riasfaltatura... peccato che il periodo di lavoro scelto abbia provocato non pochi disagi ai visitatori che frequentavano la zona del Cus in piena stagione turistica.

Inoltre, da poco sono terminati i lavori di sistemazione della stradina (a seguito di un cedimento del terreno) che dalla chiesetta scende verso le darsene: qui dobbiamo dire che non è stato segnalato con appropriati cartelli l'imminente inizio dei lavori, durati poi una settimana. La chiusura al traffico di un tratto della strada è stata pertanto improvvisa... seguita da qualche imprecazione dei residenti. Con il ripristino della strada è stato installato un guard rail che, se da una parte può essere utile come barriera di protezione (la stradina è in pendenza e in curva, ma la velocità di percorrenza si aggira sui 10 km/h), dall'altra ricorda molto un tratto della statale della Valsugana...

Per finire, ricordiamo quanto era stato detto 5 anni fa dai responsabili dei lavori all'impianto di mineralizzazione delle acque sotto il colle della chiesetta: "... verrà ripristinato il dosso con qualche miglioramento. È previsto uno spazio verde con alcune panchine". Inutile dire che il dosso era ovviamente "più verde" prima dei lavori e che i miglioramenti, panchine comprese, ad oggi dicembre 2009, non si vedono.

 

 

 

Anche il settimanale Vita Trentina si è occupata di San Cristoforo. Nel giugno del 2009 ha pubblicato un articolo ("San Cristoforo, futuro torbido") nel quale, sostanzialmente, è riportato il rammarico di molti privati che nello sviluppo del paese hanno creduto e che poi hanno dovuto fare i conti con una incomprensibile incapacità di trasformare i tanti progetti relativi alla zona in realtà.

Così chiude l'articolo:

C'è ancora uno spiraglio, aperto dalla nuova amministrazione comunale di Pergine guidata da Silvano Corradi (di S. Cristoforo), che ha distribuito agli assessori alcuni “progetti speciali”; tra questi anche quello di sviluppo della zona di S. Cristoforo-Castagné. Gli abitanti ne prendono atto, ma con molto scetticismo; i proclami di rilancio sono già stati troppi e senza seguito.

Questo il link all'articolo completo:

San Cristoforo, futuro torbido

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Ecco il progetto del marzo 2008 che ridisegna il volto di San Cristoforo tra il Doss e la zona del Centro Universitario Sportivo.

La linea tratteggiata rappresenta il percorso della nuova ciclabile. Per la descrizione dettagliata del progetto leggete gli articoli nella rassegna stampa (link in testa a questa pagina).

Non ci resta che verificare quando e come il tutto sarà realizzato. Resta da capire come il parco accanto al Cus, un'area verde ora liberamente usufruibile da tutti, verrà stravolto e se continuerà ad essere a libero accesso.

 

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2007. Dopo due anni dall'inizio dei lavori di sbancamento del colle di San Cristoforo per un impianto di mineralizzazione delle acque ecco il risultato nelle foto seguenti. Non si può certo dire che il manufatto passi inosservato (la qual cosa non è una consolazione). Per quanto possa essere ulteriormente "sistemato", la domanda rimane. Perché proprio lì?

Ricordiamo comunque quali erano le parole di rassicurazione dei responsabili dei lavori:

 

"Avevamo inizialmente preso in esame l'ipotesi di costruire l'impianto nel parcheggio limitrofo, ma si rovinavano diverse aiuole e si occupava spazio. La soluzione di interrarla sotto il dosso ci sembrava la migliore. (...) Infine sopra verrà ripristinato il dosso con qualche miglioramento. È previsto uno spazio verde con alcune panchine"

 

Ora, a fine 2007, siamo a conoscenza dei piani di sviluppo per San Cristoforo: li potete leggere negli articoli della rassegna stampa. Altri misfatti per San Cristoforo o finalmente qualche risultato positivo? Staremo a vedere. Incrociando le dita.

P.S. La preoccupazione nel "rovinare diverse aiuole" (preoccupazione che ha portato a scavare il colle) rimarrà anche quando verranno costruiti gli edifici per il nuovo centro sportivo che sostituirà il Cus?

 

All'inizio dei lavori nel settembre 2005...

 

  

 

... GIUGNO 2007...

 

  

 

... SETTEMBRE 2007...

 

  

 

... E DOPO TUTTI QUESTI LAVORI, SAREBBE TROPPO CHIEDERE UNA SISTEMAZIONE ALL'ASFALTO DELLA STRADA?

 

  

 

CON L'OCCASIONE, VOGLIAMO RICORDARE CIO' CHE SI E' RIUSCITI A FARE PROPRIO ACCANTO AL CUS?

 

 

 

 

SETTEMBRE 2005. Passando sotto la chiesetta di san Cristoforo è impossibile non rimanere allibiti da ciò che sta accadendo. Per costruire un impianto di mineralizzazione delle acque si sta letteralmente smantellando una parte del colle che rappresenta il nucleo storico e originario del paese. I responsabili dei lavori ribadiscono che "è tutto in regola coi permessi" e che una volta terminati i lavori il dosso sarà ripristinato. Il cosiddetto "ripristino" (tutto da verificare) non risolve tuttavia i veri problemi avvertiti dai residenti di San Cristoforo in questo e in altri casi simili di intervento sul territorio: la mancanza di rispetto per la storia e per l'ambiente, l'incapacità di ideare soluzioni alternative non impattanti e non offensive, l'assenza di sensibilità e di buon senso nella gestione qualitativa di tutto ciò che deve essere considerato come un bene comune.

Di seguito, il documento realizzato dal Comitato Spontaneo "Per un'altra Pergine" del 3 ottobre 2005 e ancora in attesa di una risposta da parte di responsabili e organi competenti:

 

Al Sindaco di Pergine dott. Renzo Anderle

Al Consiglio di Amministrazione della Stet

Ai Capigruppo del Consiglio Comunale di Pergine

Al Presidente della Giunta Provinciale sig. Lorenzo Dellai

Al Vicepresidente della Giunta Provinciale ed Assessore alla Cultura dott. Margherita Cogo

All'Assessore all'Urbanistica e Ambiente dott. Mauro Gilmozzi

Al Presidente di Italia Nostra dott. Maier

Al Presidente del Fai in Trentino Alto Adige dott. Giovanna degli Avancini

Al Presidente del Wwf del Trentino Alto Adige dott. Francesco Borzaga

 

Ai giornali Trentino, Adige, Corriere del Trentino, Questo Trentino, Vita Trentina

 

Il Comitato "Per un'altra Pergine", indignato e incredulo per la totale mancanza di rispetto nei confronti del patrimonio storico-ambientale e per l'evidente insensibilità che Stet e Amministratori del Comune di Pergine Valsugana hanno dimostrato con la scelta di scavare il piccolo colle della chiesetta di San Cristoforo risalente al sec. XIII, per inserirvi un impianto di trattamento dell'acqua, chiede che i responsabili degli organi competenti rendano note pubblicamente le seguenti precisazioni ai molti cittadini a cui dà voce il comitato, stupiti e delusi da interventi che sfregiano il loro territorio attuati dagli amministratori del bene pubblico:

1. Come mai non ha sortito alcun ripensamento di collocazione alternativa l'accorato appello inoltrato nel 2004 da un abitante di San Cristoforo al Difensore Civico con successiva procedura di intervento per far sì che Comune di Pergine e Stet valutassero una soluzione che non distruggesse irrimediabilmente uno dei luoghi più caratteristici? Hanno risposto al difensore civico gli organi competenti?

2. Come mai sono state scartate le altre possibili collocazioni dell'impianto, compreso il mantenimento e potenziamento di quella esistente, la "sorgente Dalmeri", che non avrebbero snaturato la zona più bella di San Cristoforo?

3. Come è stato possibile alterare per servizi una zona di centro storico? Nel Prg tutta l'area del dosso è vincolata dalla L. 1089/39 che prevede la tutela dei beni che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnografico.

4. Quale è stato l'iter autorizzativo-procedimentale dell'opera?

5. Chi sono le persone e le istituzioni competenti che hanno autorizzato un simile intervento e quali le motivazioni fondanti la scelta del colle piuttosto che qualsiasi altro anonimo spazio, magari già cementificato?

6. Quali sono le proprietà interessate al procedimento?

7. Sono stati avvisati tutti gli uffici competenti prima dell'inizio dei lavori e ci sono stati i sopralluoghi preliminari?

8. E' stata eseguita un'indagine archeologica prima degli scavi e quando è stata effettuata? Esiste un verbale di sopralluogo e, se sì, in che data è stato redatto?

9. Esistono eventuali relazioni che esprimono l'assenza di interesse paesaggistico, storico, artistico e culturale di questo suggestivo luogo che, proprio come un'isola incontaminata, si era salvato dalle continue insidie di un ammodernamento promosso da chi con superficialità e indifferenza intacca i simboli della memoria del patrimonio culturale di tutti?

10. Qual è il costo totale dell'opera e quali gli importi per l'acquisizione del terreno, lo sbancamento del colle, l'installazione dell'impianto, l'artificioso ripristino del colle?

11. Quali sono le migliorie che apporterà l'impianto e quali i  beneficiari di tale servizio che non poteva essere ubicato in loco diverso?

12. Come verrà ripristinato il deturpato colle e chi si occuperà in futuro della sua manutenzione?

13. Ci sono già state, o sono previste, possibili varianti e ulteriori ampliamenti e, se sì, quali?

14. Quando finiranno i lavori?

 

 

 

RISOLTO IL PROBLEMA DEL BASSO LIVELLO DELLE ACQUE DEL LAGO...

In una cartina geografica del paese di San Cristoforo è la soluzione per risolvere il problema del basso livello delle acque del lago che si ripresenta ad ogni stagione estiva. Ecco il piano segreto, rivelato evidentemente per disattenzione da chi ha realizzato la cartina, che risolverà definitivamente l'annoso problema del lago di Caldonazzo: deviare il corso del Nilo e condurlo, con sapienti e mirabolanti tecnologie, a San Cristoforo. Mentre pare siano in corso diplomatiche trattative col governo egiziano, qualcuno ha già provveduto con lungimiranza e ottimismo a trasformare "viale Lido" in "viale del Nilo". Gli operatori turistici possono tirare un sospiro di sollievo.

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LA DOMENICA DEL VILLAGGIO, il programma domenicale di Rete 4 condotto da Davide Mengacci, ha iniziato la stagione televisiva 2004 da San Cristoforo domenica 17 ottobre. Ecco la presentazione della trasmissione dal sito internet di Rete 4:

 

La nuova edizione de La Domenica del Villaggio prenderà il via dalla Val Sugana, una tra le più belle vallate del Trentino meridionale, attraversata dal fiume Brenta e i cui centri principali sono: Borgo Valsugana, Pergine Valsugana, Levico Terme, e Caldonazzo. Grande rilievo, come al solito, alle tradizioni e ai prodotti tipici che, proprio in questo periodo, sono al centro di alcune manifestazioni locali come la Festa della Castagna, che ha luogo a Roncegno Terme dal 23 al 24 ottobre e la Festa della Zucca che si svolge a Levico Terme il 31 ottobre. Per quanto riguarda la nuova rubrica dedicata ai personaggi famosi legati alla località, illustrata da Emanuela Talenti con filmati e fotografie, si parlerà di Alcide De Gasperi, trentino di Pieve Tesino; di Richard Wagner e di Eleonora Duse, celebri frequentatori della zona; dell'attrice Francesca Neri, nata a Trento, e della canoista olimpica azzurra Josefa Idem, che ha scelto proprio il lago di Caldonazzo, nella Val Sugana, per i suoi allenamenti.

 

Nella foto, un momento delle riprese televisive accanto al lavatoio del parco presso il Cus

 

 

 

 

NUOVE DARSENE... Dopo quattro mesi sono terminati i lavori di abbattimento e ricostruzione di due darsene ai piedi del Doss. Ma dalle due darsene originali ne sono spuntate tre e la cubatura è praticamente raddoppiata. Era così impossibile realizzare qualcosa di meno vistoso e non in contrasto con le strutture preesistenti?

A proposito di lavori, a quando la realizzazione del preannunciato museo del lago alla darsena Dalmeri, ristrutturata da due anni?

 

Nella foto a sinistra: le due vecchie darsene, accanto alla grande darsena Dalmeri, prima dell'inizio dei lavori.

Nella foto a destra: le nuove darsene con tre entrate e altezza raddoppiata.

 

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... E PER QUANTO RIGUARDA IL BATTELLO... ecco il testo dell'intervento presentato da Armando Lazzeri ai soci del Circolo Turistico di San Cristoforo, di cui è presidente, in occasione dell'assemblea del 23 aprile 2004:

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Il Circolo Turistico di S. Cristoforo tra tutte le proprie attività si è reso promotore di una iniziativa tesa ad attuare una navigazione sul lago di Caldonazzo con punto di riferimento nella frazione di S. Cristoforo.

L’ipotesi, che ha raccolto l’appoggio dei Comuni rivieraschi di Calceranica, Caldonazzo, Pergine e Tenna, si riferisce ad una navigazione ecocompatibile effettuata attraverso un battello a trazione elettrica ed a energia solare capace di trasportare fino ad una sessantina di passeggeri con attracco sulle spiagge dei quattro Comuni e rimessaggio nella Darsena storica Dalmeri di S. Cristoforo recentemente ristrutturata dal Servizio Ripristino Provinciale che con l’occasione verrebbe ad assumere l’originale funzione di “darsena” con la conseguente valorizzazione del patrimonio storico. Oramai da quasi due anni la darsena infatti pur ristrutturata si presenta chiusa ed inutilizzata.

Perché una navigazione sul lago di Caldonazzo ?

Questa iniziativa intende perseguire i seguenti obiettivi:

-  promuovere un sistema alternativo di mobilità ecocompatibile;

-  far conoscere alcuni caratteristici scorci del lago anche a coloro che non dispongono di una imbarcazione;

-  offrire al turista una ulteriore attrattiva per la zona dei laghi;

-  realizzare un collegamento tra due sponde del lago contribuendo, in lieve misura, a contenere il traffico veicolare;

-  prospettare ai cicloturisti il collegamento tra le due sponde opposte come una valida alternativa alle pericolose e trafficate strade provinciali;

-  non è da sottovalutare il richiamo turistico che un battello elettrico con funzionamento ad energia solare può rappresentare se supportato da adeguata promozione attraverso la stampa, la televisione, cartelli, internet.

Oneri di gestione:

L’onere di gestione annuo è stato quantificato in circa 18.000 euro per il capitano, l’equipaggio, l’assicurazione ed i consumi. Con un costo del biglietto a 5 euro sarebbero stati sufficienti 3.600 passeggeri in una stagione per coprire la spesa pari a una media giornaliera di 90 persone nei due mesi estivi con 40 giornate buone per la navigazione: una quota che appare tranquillamente alla portata con 3/4 corse giornaliere. L’APT, le Agenzie di Viaggio e le numerose attività turistiche avrebbero potuto collaborare nell’organizzazione dei viaggi.

Caratteristiche del battello:

Una battello a propulsione elettrica naviga sul lago di Costanza mentre sul lago di Resia in Alto Adige da anni naviga un battello con la portata di un centinaio di persone e rappresentano sia un’attrazione turistica che una alternativa alla mobilità su ruota.

L’iniziativa avrà sviluppo ?

L’idea sembra non abbia suscitato grandi entusiasmi dell’Amministrazione Comunale e del nuovo Assessore Provinciale insediatosi dopo le elezioni autunnali tant’è che a distanza di quasi otto mesi dalla domanda nulla si sa in merito.

Probabilmente per S. Cristoforo l’iniziativa è stata ritenuta di scarso valore in confronto ad altri e ben più ambiziosi piani di rilancio programmati a breve dalle Amministrazioni in parola.

Pergine, 23 aprile 2004

IL PRESIDENTE del Circolo Turistico di S. Cristoforo

 

 

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