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Rassegna stampa:

le cronache di San Cristoforo dal 1998

Gli articoli sono tratti dal quotidiano "l'Adige" di Trento.

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.> Nota della redazione di sancristoforo.net

Negli ultimi mesi le cronache di San Cristoforo sono state occupate in larga parte dalla questione del "rilancio" del paese con annessi progetti e relativi dibattiti. Gli articoli apparsi sui quotidiani sono innumerevoli, come innumerevoli le prese di posizione e le voci che si sono alzate a favore o contrarie ai progetti che da tempo si stanno delineando.
In tutto questo, abbiamo creduto che seguire minuziosamente tutte le notizie apparse in questi mesi, magari spesso smentite nel giro di pochi giorni o completamente rovesciate nella sostanza, non potesse servire ad avere un'idea chiara e concreta della situazione. Questo, ovviamente, nei confronti di chi si avvicina a questo sito per interesse di carattere "turistico" o per curiosità verso la nostra frazione.
La conclusione: abbiamo deciso di raccogliere le varie opinioni nella pagina "fatti & misfatti", offrendo ospitalità a tutti coloro che su questo tema hanno qualcosa da dire. Vi invitiamo pertanto a inviarci le vostre opinioni e a collegarvi alla pagina

FATTI & MISFATTI

 

.> 12/06/2010

La concessione citata nel ricorso inviato dalle minoranze consiliari in Provincia ed in Procura consente la costruzione di una palazzina alta tre piani a San Cristoforo (alle spalle del Gulliver Pub) di proprietà della Edilcasa srl dell'imprenditore locale Flavio Pallaoro. Possiede in loco 4.000 metri quadrati di suolo incolto sul quale sono iniziati i lavori di approntamento. La palazzina sorgerà su 1.500 metri quadri, con un volume inizialmente previsto di 2.530 metri cubi, sorretto da pilastri, sopra i quali verranno costruiti due piani di 300 metri quadri ciascuno.
Pallaoro, a che punto sono i lavori? «Li ho fermati, in attesa che cessi l'attenzione sulla costruzione, si tratta di una vicenda esclusivamente politica, in cui, mio malgrado, mi sono trovato ad essere coinvolto. Devo dire, invece, che l'amministrazione comunale è stata molto comprensiva nei miei confronti. Mi rammarico che le minoranze mi abbiamo tirato in ballo in consiglio comunale. Ho preferito sospendere. Penso che riprenderemo in settembre, ma con un diverso progetto».
Quale? «Aumentiamo il volume per ricavare altri due ambulatori, fino ad una superficie complessiva sui due piani fuori suolo di circa 760 mq. Presenteremo una variante in corso d'opera. Il rinvio è dovuto anche alla necessità di spostare i sostegni di una linea elettrica e allo scambio di quote di superficie tra la società ei Bacini montani. Ho scavato un canale di deflusso delle acque per interrare l'esistente».

 

.> 30/05/2010

È rinviata ad un incontro specifico la discussione pubblica sulla riqualificazione della fascia lago di San Cristoforo, sulla perequazione praticata dal Comune con i privati e sull'uso del territorio. Ne ha dato notizia il sindaco Silvano Corradi durante l'assemblea popolare di venerdì sera, convocata dal municipio per ottenere le indicazioni dei nuovi fiduciari frazionali (per S. Cristoforo, Giorgio Slompo).
Il futuro della fascia a lago, dunque, non ha tenuto banco, ma corale è la richiesta locale per un uso oculato del territorio, da non svendere alla speculazione edilizia ed alle immobiliari.
Le tematiche sul tappeto per S. Cristoforo sono quelle da lustri sollevate dalla popolazione, ma ancora senza risposta. Per Sebastiano Sontacchi, noto imprenditore turistico del posto, prioritaria è la riqualificazione della fascia lago dove le spiagge soffrono d'un abbandono pubblico che dura da 25 anni, ha ricordato.
Tra le richieste urgenti avanzate dai presenti, il proseguimento della pista ciclabile, troncata com'è, nettamente, dalla strada provinciale che attraversa l'abitato. Da un albergatore del luogo, Mario Lazzeri, è venuta la richiesta di vietare il transito sulla medesima provinciale ai mezzi pesanti nei mesi estivi, quelli di maggior afflusso turistico.

 

.> 20/05/2010

Qualche anticipazione giorni fa ed ora l'ufficialità. Altri 206 posti a parcheggio saranno a pagamento, in centro storico a Pergine e lungo le rive del lago di Caldonazzo (qui solamente nei periodi estivi).
A San Cristoforo sono 46 lungo via dei Pescatori in zona Cus (ora a sosta libera) ed altri 25 in viale Lido, del tutto nuovi. Altri 15 in località Ca' Rossa dove ora si parcheggia senza pagare. Altri 30 sono individuati lungo la spiaggia pubblica di Valcanover. Gli importi saranno uguali a quelli fino ad oggi in vigore, secondo l'assessore Aldo Zanella, che ha proposto le nuove aree blu.
Forse sarà introdotta una novità, chiesta da Lino Piva (Alternativa per Pergine) e valutata con molta attenzione dallo stesso Zanella. La possibilità di sostare in aree a pagamento senza ticket per la prima mezz'ora, come altrove in Italia, per sbrigare impegni veloci.

 

.> 19/05/2010

C'è un terzo parere provinciale sull'esatta definizione dell'attività del centro medico che troverà posto nel palazzo in costruzione presso il Pub Gulliver di S. Cristoforo, ad opera della Edicasa srl del noto imprenditore cittadino Flavio Palloro. Parere richiesto questa volta dalla consigliere Daniela Casagranda (Civica per Pergine, minoranza) ed espresso, come i due precedenti (quelli chiesti dal Comune), dal servizio provinciale per l'organizzazione e la qualità delle attività sanitarie. Non è inquadrabile nell'attività sanitaria di base pubblica, si legge, come già detto nel primo. Comunque, precisa il dirigente, «il fattore dirimente» non è il parere del servizio, «bensì l'interpretazione che ne danno gli amministratori comunali».
La vicenda è nota. Nel palazzo citato si trasferirà lo studio odontoiatrico Broseghini-Dell'Acqua ora in viale Venezia, ma l'area nel piano urbanistico è destinata solamente a istituzioni pubbliche, non ad attività private. Questa la tesi delle minoranze consiliari, illustrata in una mozione discussa lunedì sera e bocciata dalla maggioranza, che non ha però proferito verbo, come altre volte. In sala, durante la discussione, esponenti del Pd, socialisti dell'area Zanella e l'imprenditore Pallaoro.
«I consiglieri di maggioranza non hanno un minimo di dignità, non hanno rispetto per l'istituzione - ha chiesto Lino Piva (Alternativa per Pergine, minoranza), rivolto ai banchi dei silenziosi. Mozione approdata anche in consiglio provinciale, mentre c'è in vista l'invio anche alla Procura della Repubblica.
Secondo la giunta Corradi e la sua maggioranza, nell'area destinata al centro medico, con studio odontoiatrico incluso, è possibile l'attività sanitaria privata indiretta, in quanto convenzionata. Ha fornito dettagliate spiegazioni in merito Massimiliano Beber, l'assessore all'urbanistica, sulla scorta di pareri legali chiesti di recente e di leggi nazionali e provinciali. Il progetto ha conformità urbanistica, la censura fatta dalle minoranze è dunque fuori luogo, ha dichiarato. Per Beber, «un'assistenza specialistica ambulatoriale privata che si propone alla collettività con una convenzione con il servizio pubblico sanitario, garantendo l'accessibilità generale al pubblico, svolge una funzione pubblica essenziale». Ha ricordato che lo studio Broseghini-Dell'Acqua ha aderito all'assistenza indiretta secondo le direttive della giunta provinciale. La convenzione firmata tra Edilcasa e Comune ha autorizzato la realizzazione d'una struttura denominata centro medico.
«Non è competenza del Comune stabilire all'interno dei servizi sanitari quali siano quelli più o meno meritevoli di essere qualificati come essenziali o meno, convenzionabili o meno, svolti direttamente dall'azienda sanitaria o indirettamente attraverso specialisti», ha detto Beber. Dunque, l'assistenza sanitaria specialistica indiretta, anche se privata, è possibile in quell'area. Ma secondo le minoranze, lo studio in questione non sarebbe convenzionato con l'Azienda sanitaria trentina, dunque non potrà esercitare a San Cristoforo, in area destinata all'assistenza sanitaria pubblica.
La querelle è tutt'altro che esaurita, continuerà in sede provinciale.

 

.> 16/05/2010

Perché il servizio provinciale per l'organizzazione e qualità delle attività sanitarie prima dà un parere e poco dopo lo muta? Il quesito è in un'interrogazione firmata dall'intero gruppo del Pdl in consiglio provinciale. Sotto la lente la costruzione di un centro medico a San Cristoforo, in un nuovo palazzo posto tra il Pub Gulliver, la statale 47 ed il panificio Grisenti, cui sta provvedendo Edilcasa srl dell'imprenditore locale Flavio Pallaoro. I firmatari chiedono se i pareri in merito espressi dal servizio sono conformi alla legge o contraddittori. Della vicenda discuterà domani anche il consiglio comunale, convocato d'urgenza su richiesta del gruppo di centro-destra «Alternativa per Pergine». Il testo dell'interrogazione provinciale la racconta. Lo studio dentistico e odontotecnico Broseghini-Dell'Acqua ora in viale Venezia, nel luglio 2008 esprime la volontà di trasferire l'attività in una struttura moderna. Il Comune di Pergine nell'aprile 2009 chiede al citato servizio provinciale un parere sulla possibilità di considerare uno studio dentistico «quale sanitario di base». Infatti, nella zona prescelta, il Prg comunale consente solo «istituzioni sanitarie, culturali, sociali, assistenziali, ecc» e solo «per la pubblica amministrazione». Può considerarsi tale uno studio dentistico privato? La prima risposta data dal dirigente del servizio detto è un no chiaro, nel luglio 2009, ma dopo che Edilcasa ha chiesto, nell'ottobre successivo, la concessione edilizia per costruire il centro medico in questione, c'è un incontro tra il servizio provinciale già citato e funzionari del Comune di Pergine. Il servizio, questa volta, esprime due pareri, contraddittori. Ciò nonostante, il Comune rilascia la concessione edilizia.

 

.> 08/05/2010

È dedicata all'Europa la festa organizzata dal Piano giovani di Pergine e della valle del Fersina assieme ad Europa Direct domani presso il parco del Centro universitario sportivo (ore 11). Europa dei giovani, per celebrare il 60° anniversario della Dichiarazione Schuman. L'evento centrale è la regata di 27 imbarcazioni rappresentanti gli stati membri dell'Unione europea sul lago di Caldonazzo. A San Cristoforo avranno luogo attività di sensibilizzazione sul tema della lotta all'esclusione sociale, con il varo di un trimarano per disabili, dimostrazioni pratiche dell'utilizzo di handbike e della «Joelette», la particolare carrozzina fuori-strada, laboratori ludico-educativi per i bambini. Si inseriscono all'interno di una più ampia programmazione comunitaria, in occasione dell'anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. L'organizzazione ed il coordinamento sono della cooperativa sociale Archè e dell'associazione Nuove Rotte. Parte attiva hanno i ragazzi del Piano giovani della Vigolana, che assieme ai perginesi ed ai mocheni hanno preso parte al progetto «Essere in Europa».

 

.> 27/04/2010

La giunta Corradi deve annullare la concessione edilizia rilasciata il 3 marzo scorso alla Edilcasa srl per costruire un centro medico in località San Cristoforo.
La richiesta è contenuta in un una mozione firmata da tutti i consiglieri comunali comunali di minoranza. Denunciano pesanti vizi di illegittimità, che articolano e documentano. Inoltre, considerano il metodo che è stato usato come un palese raggiro per evitare quanto stabilito dall’atto di indirizzo per la perequazione, votato a suo tempo dal consiglio comunale, relativo alla fascia lago di San Cristoforo e conseguente allo studio Pizzi. I consiglieri di minoranza chiedono pure la convocazione urgente del consiglio comunale per l’annullamento in autotutela.
Il centro medico è ora in costruzione, la Edilcasa (legale rappresentante è l’imprenditore Flavio Pallaoro) sta approntando la bonifica dei suoli sui quali sorgerà. L’operazione costa 2,5 milioni euro (acquisto dei terreni, bonifica e costruzione). Vi si trasferirà lo studio associato Boseghini-Dell’Acqua (dentistico e odontotecnico) ora in viale Venezia.
L’attività è privatistica, ricordano le minoranze, dunque non è possibile costruire in quell’area (compresa tra il Pub Gulliver, la statale 47 ed il panificio Grisenti), perché il Prg vigente la destina a «zona per attrezzature pubbliche e di uso pubblico» che vengono specificate: culturali, sociali, associative, assistenziali, ricreative, sanitarie di base, ecc. «Di certo non è un’istituzione un libero professionista o una società di costruzione», si legge nella mozione. Per sciogliere il nodo, il Comune aveva interrogato a suo tempo l’apposito servizio provinciale: le attività del centro medico potevano essere considerate quali sanitarie di base? La risposta: «non rientra nella definizione di assistenza di base l’attività ambulatoriale di tipo specialistico». Dunque la concessione edilizia non avrebbe rispettato la norma, manca la conformità urbanistica.
Ecco i motivi di illegittimità in mozione, secondo le minoranze consiliari. L’intervento che ha ricevuto la concessione manca di conformità urbanistica, dunque non doveva essere permesso. Il parere positivo espresso alla giunta comunale non è ammissibile, in quanto solamente la commissione edilizia e il consiglio comunale sono competenti ad esprimere pareri urbanistici. Inoltre, il consiglio stesso è il solo competente ad approvare una convenzione in materia di servizi pubblici, non il dirigente dei servizi alla città e al territorio (ingegner Loris Moar) che l’ha firmata. Per l’eventuale mancato rispetto della convenzione, Edilcasa srl dovrebbe cedere la fidejussione, che è pari a 10.000 euro, mentre la sanzione dovrebbe consistere nell’acquisizione del bene al patrimonio comunale. Illegittima è considerata pure la durata della garanzia prestata, pari a dieci anni, per l’adempimento degli oneri previsti dalla convenzione, in quanto contrastano con il noto principio secondo il quale le previsioni contenute nei piani regolatori generali non hanno scadenza.

 

.> 25/03/2010

La cooperativa S. Cristoforo presieduta da Federico Samaden e soci ha ottenuto in concessione per 25 anni l´area gestita dal Centro universitario sportivo (Cus), il verde pubblico circostante ed il bar di pertinenza. È una delle più belle zone del lago di Caldonazzo. Per la stagione in corso la base nautica sarà comunque gestita dal Centro universitario. Infatti, la concessione partirà dal primo gennaio 2011.
«Finalmente - è il commento di Samaden - il contenzioso tra Comune e Cus ci ha bloccato per due anni, ora possiamo definire la progettazione, nel rispetto delle proposte del bando che avevamo a suo tempo vinto, per definire il business plan, lavori e tempistica. La decisione spetta ora alla compagine sociale, comunque posso già fin d´ora anticipare che ci apriremo a nuove adesioni, perché la nostra iniziativa va a favore di Pergine, del lago e delle vallate circostanti, per lo meno».
Se la convenzione sarà firmata a giorni, il progetto è comunque definito, in due obiettivi: la creazione di un «Bike Park» di richiamo europeo e di un centro per la balneazione a servizio delle famiglie e degli sportivi. Quello anticipato da Samaden è il secondo polo del rilancio di San Cristoforo.
«Noi puntiamo a creare un punto strategico di coordinamento di tutti i percorsi già esistenti per le bikes, le bici da corsa e le down hill sull´altopiano di Lavarone, in Valsugana, compresa la pista del Brenta fino a Bassano del Grappa, nel Perginese, nella vale dei Mocheni ed in Panarotta, di richiamo italiano ed europeo. Punto dotato di servizi per ciclisti, ristorazione, pernottamento ed infodesk. Diventerà il cuore pulsante di San Cristoforo. E nell´area dell´attuale Cus prevediamo la costruzione d´una grande piscina, dove ora si trova l´area verde sulla sinistra dell´entrata alla base nautica, a disposizione delle famiglie e dei frequentatori del centro. Garantiremo attività di vela, windsurf, canotaggio, comprese barche per disabili. Nel nostro programma è prevista la creazione di posti di lavoro, tengo a sottolinearlo, aperti ai giovani in formazione presso centri per l´albergatoria ed il turismo».
Entro i primi cinque anni, secondo il bando di gara, la coop è obbligata ad investire 100.000 euro in attrezzature e 500.000 per interventi strutturali in linea con lo studio Pizzi e la conseguente variante al Prg. È lo stesso Samaden ad anticipare i primi interventi. «Già dal 2011, se tutto fila liscio, garantiremo la piscina con centro benessere ed attività velistiche di vario tipo. Il bando vinto prevede l´accesso libero a tutti al centro nautico, la sua apertura minima per sei mesi all´anno, la gestione di scuole di vela, servizi di noleggio di bici di vario tipo, il servizio di rimessaggio di imbarcazioni e personale qualificato. La concessione mette la parola fine al sofferto braccio di ferro tra Comune e Cus, concluso con una transazione. Ora la cooperativa S. Cristoforo s´appresta a far rinascere la fascia lago.

 

.> 19/03/2010

Il Lido di San Cristoforo rimane alla famiglia Sontacchi. Le trattative tra la proprietà ed il Comune, in corso da mesi e condotte sul filo della perequazione, sono saltate per il notevole divario (in euro) tra domanda ed offerta e per un ostacolo urbanistico-ambientale relativo al progetto del nuovo Lido proposto dal privato. Sul tavolo i suoli dei Sontacchi compresi tra l´acqua (Lido incluso) ed il biotopo «Canneti» (sul lato destro del viale, a scendere). Suoli offerti al Comune. Su questi la famiglia ha presentato un progetto che prevede l´arretramento del Lido storico, da ricostruire dove oggi ci sono i campi da tennis. E sul lato opposto del viale, nei pressi della strada provinciale, una nuova costruzione residenziale-turistica. La perequazione, all´osso: in cambio del suolo detto, il Comune s´è proposto di offrire al privato una capacità edificatoria pari a 4.000 metri di superficie utile lorda valutandola 4 milioni di euro, parte da usare realizzando circa 60 appartamenti nei pressi del viale, parte in altra zona comunale, da individuare. A quanto pare, il privato non ha ritenuto congrua l´offerta ed impari lo scambio. A quanto s´apprende, non solamente per la distanza tra la quotazione attribuita dall´ente pubblico e l´attesa del privato, ma anche per il no opposto dal Comune alla realizzazione d´un Lido arretrato rispetto all´attuale e di dimensioni inferiori. La motivazione: non può sorgere in quel luogo perché lo vieta la legge urbanistica (distanza dall´acqua) e perché si verrebbe a trovare in area precaria sotto il profilo idrogeologico. Vi scorre un rio, che talvolta esonda.
«Io sono sereno - commentava ieri Sebastiano Sontacchi, il «senior» della famiglia - il Lido aprirà tra poco per la stagione estiva». Ammette la distanza tra i 4 milioni di euro ed i 6, ma lo stupisce ancor più il no al Lido contenuto nel suo progetto. «M´hanno detto in Comune che la legge Galasso lo impedisce, ma com´è possibile, allora, che si possa costruire vicino al lago nei pressi della base nautica ora del Centro universitario sportivo? Quel progetto prevede nuove edificazioni». Insomma, sembrerebbe convinto che la partita fino ad oggi giocata lo abbia voluto pesantemente condizionare.
«Ricordiamoci che prima lo studio Pizzi, commissionato dal Comune, ha dettato le regole e su queste, pioi, noi abbiamo modellato il nostro progetto. Con l´amministrazione Anderle c´era stato l´accordo, pieno, ma tutto è cambiato con quella in carica. Oggi posso dire di non sapere cosa intenda fare veramente.
Durante le trattative ho anche dimostrato che ero disposto a sacrificare in parte il mio progetto pur di trovare l´accordo, ma non è servito a nulla. Il valore che m´è stato prospettato non è sufficiente e quel no al nuovo Lido mi pare poco sostenibile».
E´ una partita chiusa definitivamente questa? «Io sono succube della situazione, ma non sbatto la porta in faccia a nessuno. La trattativa può ripartire, rivedendo tutto».

 

.> 05/03/2010

Sarà un centro medico la prima attività ad aprire in fascia lago a San Cristoforo, quella analizzata dallo Studio Pizzi. Il palazzo destinato ad ospitarlo sorgerà nel terreno ora in stato d'abbandono compreso tra la statale 47 della Valsugana ed il Gulliver Pub. La sua costruzione inizierà tra poco tempo, nei primi giorni di marzo. Ne ha dato conferma ieri l'imprenditore cittadino Flavio Pallaoro, proprietario del suolo.
Infatti, una delle sue società, la Edilcasa srl, possiede in loco circa 4.000 metri quadrati di incolto, all'interno dei quali, su 1.500 metri quadri sorgerà la palazzina, un «triangolone» con il lato maggiore prospiciente la statale e gli altri due puntati verso l'interno. Sarà un volume di 2.530 metri cubi, sorretto da pilastri, sopra i quali verranno costruiti due piani di 300 metri quadrati ciascuno, con entrata da una via interna.
Tra l'altro, per garantire la stabilità necessaria al nuovo edificio, la zona infatti è assai paludosa, dista poche centinaia di metri dal lago, è prevista la deviazione delle acque d'un rio che attraversa il terreno in questione in un nuovo tracciato lungo la statale, per farle confluire nel non distante Canale Leporini. Dopo lunghe trattative, il settore provinciale delle acque pubbliche ha consentito un collegamento di circa 100 metri.
La Edilcasa vende il suolo e costruisce il nuovo palazzo per venderlo allo studio associato Broseghini-Dell'Acqua (dentistico e odontotecnico), due professionisti noti non solo in provincia di Trento che operano dal 1981 in città. Da qualche anno in viale Dante, nei pressi della rotatoria Dosseti.
«Acquisteremo noi il palazzo ed il suolo - anticipava ieri Mauro Broseghini - per consentire alla nostra attività di riorganizzarsi ed offrire alla clientela ulteriori competenze nel nostro campo, ma aggiungendo nuove prestazioni nel settore della fisiatria, della chirurgia estetica, dell'otorino-laringoiatria, ecc.. Insomma, garantiremo alte specializzazioni per rispondere alla richiesta del futuro prossimo anche dotandoci degli spazi adeguati».
Mauro Broseghini e Piero Dell'Acqua, in una parola, puntano ad un centro di eccellenza, evidentemente in grado di staccare la concorrenza. Già oggi nella sede di viale Dante propongono le prestazioni di sei dentisti, tre odontotecnici e 15 persone di assistenza a vario livello professionale.
L'operazione complessiva, acquisto dei terreni, del fabbricato e delle attrezzature necessarie, parte da un piede di 2 milioni di euro.
Ma nella zona tra il Pub, la statale ed il vicino panificio, la palazzina del centro medico non sarà l'unica a sorgere. Lo studio Pizzi ne prevede una seconda a fianco, per una volumetria uguale, pari ad altri 2.530 metri cubi. Ed altri due palazzi alle spalle (sul lato del panificio), questi su tre o più piani, è da decidere. Ad uno dei due è interessato lo stesso imprenditore Pallaoro.
C'è già l'indicazione del suo uso: commerciale, residenziale e a servizi.

 

.> 14/01/2010

Bordeggia le rive del lago sulla fascia tra acqua e campeggi, giardini di ville private, prato Augsburgerhof, sfiora biotopi, in certi punti sarà ricavato su scogliere da posare. Al sentiero pedonale lungolago, il primo (inserito nell'Accordo di programma a cinque tra Pergine, Tenna, Caldonazzo, Calceranica e Levico), stanno lavorando gli architetti Renzo Acler e Laura Zamboni inserendo le disposizioni appena impartite dall'amministrazione Corradi per liberare le rive perginesi, consentendo l'accesso ad aree ora colonizzate da attività umane, eccezion fatta per le sole zone del biotopo «Canneti di San Cristoforo» e per la base nautica dell'Avt (l'Associazione velica trentina).
Obiettivo ambizioso. Infatti, deve confrontarsi con la fragilità dell'ambiente naturale già intaccato pesantemente dagli interventi umani.
E se, da un lato, punta a far tornare pubblico ciò che in vari modi è stato nel tempo privatizzato, dall'altro presta il fianco a rivendicazioni sia delle proprietà coinvolte sia dall'abitudine tacitamente consentita per tanto tempo ad usare il pubblico come fosse privato.
Tra le novità, a lato del sentiero (sarà largo mediamente due metri), il progetto propone tre parcheggi di servizio (per 230 posti macchina) , spiagge e luoghi di sosta. Un primo parcheggio è previsto in località Valcanover alle spalle dell'Avt su 3.700 metri quadrati di terreno privato per 140 posti macchina, un secondo a servizio della nuova area dei pescatori nei pressi dell'Augsburgerhof per altri 50, mentre il terzo è previsto lungo la statale 50, poco distante dal ristorante Cà Rossa, lato a monte, per altri 40. Il sentiero entra nell'area oggi usata dal campeggio Punta Indiani. È previsto pure l'allargamento dello stretto camminamento in cemento antistante le darsene di San Cristoforo.
L'intero tracciato si snoderà in territorio perginese per circa 5.500 metri.
Inizia a Valcanover, là dove termina la ciclabile lungolago. Il progetto lo ipotizza sulle rive antistanti alcune villette, quindi alle spalle della base nautica dell'Avt, si inoltra nel camping Punta Indiani, bordeggia l'area Augsburgerhof, giunge al biotopo in zona Lido rimanendo però in fregio esterno, lontano dall'acqua. Poi usa la stradina lungolago a servizio della spiaggia pubblica fino alla base del Cus (Centro universitario sportivo).
Alle vicine darsene di S. Cristoforo costeggia l'acqua e propone un solarium, quindi aggira i canneti del biotopo ed utilizza un passaggio esistente dalla località Faro fino alla Cà Rossa, con il rifacimento della spiaggia.
Il tratto seguente sarà, invece, tutto nuovo fino al territorio di Tenna.
Costo previsto, con parcheggi, spiagge ed aree di sosta, è di circa 6 milioni 500 mila euro (2,5 milioni per espropri), dei 14 milioni previsti per il percorso lungo l'intero lago. L'abbattimento di altri costi a suo tempo inseriti nell'Accordo di programma, quello del campo da golf levicense, sgonfiato da 9 milioni di euro a 2,6 (ad esempio), consente di investire maggiormente nel percorso lungolago.

 

.> 18/12/2009

Da qualche giorno è iniziata una raccolta di firme per protestare contro la soppressione di alcune fermate del treno alla stazione di S. Cristoforo. In consiglio provinciale è stata presentata un´interrogazione per conoscerne le ragioni. Dal 13 dicembre, con l´entrata in vigore dell´orario invernale, quasi la metà delle fermate nella stazioncina di periferia è stata cancellata, sollevando malumori. Risponde Roberto Andreatta, dirigente del Servizio trasporti della Provincia. «La soppressione è prevista dal progetto di velocizzazione della linea sul tratto Trento-Borgo Valsugana, predisposto dal gruppo di lavoro congiunto Provincia-Rfi, la Rete ferroviaria italiana, a conclusione di valutazioni approfondite effettuate nel corso degli ultimi anni».
Ma non si parla della linea come metrò di superficie? Dunque, l´utenza non dovrebbe essere incentivata garantendo quante più corse e fermate possibili?
«È più importante velocizzare per i 4.000 passeggeri medi a giornata o mantenere tutte le fermate per poche unità?»
Quanto è usata la fermata di San Cristoforo?
«Le nostre rilevazioni sono periodiche. Ad esempio, dal treno in partenza alle 18.05 da Trento, a S. Cristoforo talvolta scendono al massimo 4 persone. Da quello delle 12.05 ne scendono tre, ma per molte delle fermate soppresse si va da zero ad uno e nemmeno sempre».
Quali risultati produce il progetto velocizzazione?
«Il gruppo di lavoro si è posto l´obiettivo di una riduzione generalizzata. Quello dei tempi di percorrenza è il forte limite della ferrovia a binario unico, tra l´altro soggetta alla "concorrenza" della strada dopo l´apertura delle gallerie di Martignano».
Tradotto in minuti, quanto vale la riduzione?
«È di 9 minuti sulla percorrenza di tutti i treni tra Trento e Borgo Valsugana Centro, dai 63 minuti precedenti il 13 dicembre ai 54 minuti attuali. Di 7 minuti tra Trento e Borgo Valsugana Est, di 5 minuti tra Borgo Valsugana Centro e Trento. Per ottenere questi tempi, il progetto ha indicato come necessaria la soppressione di alcune fermate a S. Cristoforo, le meno frequentate e non nelle ore di punta. Inoltre, da quando è stato introdotto il cadenzamento, nel dicembre 2006, tutte le stazioni della Valsugana vedono fermare le 46 corse garantite tra Trento e Borgo ogni giorno, mentre prima erano facoltative. E sono previsti lavori sulla linea per aumentare la velocità».
Quali lavori?
«A Levico, dove sono iniziati dall´agosto scorso, a Caldonazzo e Roncegno, per realizzare marciapiedi, sottopassi e ammodernamenti tecnologici alle strutture, aumentando così la velocità di ingresso dei treni a 60 all´ora e l´ingresso contemporaneo degli stessi per eventuali incroci. L´investimento provinciale è di 12 milioni di euro».
Sono in vista soppressioni di ulteriori fermate?
«Il progetto non ne prevede».

 

.> 17/12/2009

Perché sulla linea ferroviaria della Valsugana, che più volte è stata pubblicizzata come metropolitana di superficie, la fermata presso la stazione di San Cristoforo è stata depotenziata? Perché ciò è avvenuto senza informare gli utenti? Perché non s'è provveduto ad individuare forme alternative di mobilità pubblica? Questi tre quesiti si trovano in un'interrogazione presentata mercoledì 16 dicembre dal consigliere provinciale Bruno Dorigatti (Dp).
Ricorda che da domenica 13 dicembre lungo la tratta ferroviaria della Valsugana sono state drasticamente ridotte le fermate presso la stazione di San Cristoforo. Cita tra i soppressi i treni in partenza da Trento alle 12.05, alle 18.05, alle 19.05. Ed i treni in partenza da Borgo alle 7.23 ed alle 8.25.
«Questa scelta penalizza in modo pesante i pendolari che utilizzano per lavoro la ferrovia per recarsi verso Trento o verso Borgo - scrive il consigliere - e questo vale anche per altri convogli di cui si è soppressa la fermata, sempre a San Cristoforo. Così facendo gli abitanti delle frazioni meridionali di Pergine sono stati pesantemente toccati dalla soppressione, cui non è seguita nessuna nuova forma alternativa di trasporto pubblico capace di sopperire a tale disagio e non sembra, allo stato attuale, esistano piani per una riconfigurazione del trasporto pubblico urbano nel comune di Pergine».

 

.> 15/11/2009

Mentre si tratta sulla perequazione in fascia lago di San Cristoforo, Marina Malpaga anticipa tutti: entro la metà di dicembre aprirà «Maximilian», un lussuoso bed & breakfast nella villa ex Canepele. È la prima nuova struttura ricettiva dopo molti anni di stasi nella frazione lacustre.
L'operatrice turistica sta dando gli ultimi ritocchi alla villa ottocentesca, per proporre un'ospitalità elegante, dotata di stanze e suite, saloni per incontri, giardino, piscina ed accesso alla riva del lago. Modello Provenza. La proprietà è dell'imprenditore perginese Flavio Pallaoro, acquistata qualche anno fa per 1.300.000 euro. Non è coinvolta dalla perequazione sulla quale l'amministrazione perginese sta lavorando con alcuni imprenditori interessati alla fascia lago: non mancano le novità rispetto ai progetti presentati nel 2008. La più appariscente riguarda il Lido. Il progetto «Sontacchi» ne prevede l'abbattimento, ma il Comune non ci sta e lo vuole mantenere.
Il progetto in questione, commissionato dalla «4 Esse snc» di Sebastiano Sontacchi (proprietario del Lido) e redatto da un team di giovani architetti guidati dal locale Paolo Pegoretti, prevede l'abbattimento della struttura lacuale per dare continuità alla spiaggia pubblica e proporre sui due lati del viale, tra la provinciale e le rive, un albergo ed una residenza turistico-alberghiera in aree ora destinate ad attrezzature sportive e a verde pubblico. L'abbattimento non piace al Comune e neppure una delle due nuove strutture, quella disegnata vicina al biotopo. «Stiamo trattando - commenta laconico Sontacchi -. Attorno al Lido, aperto nel 1929, si gioca una triplice partita: turistica, economica ed affettiva». Al «tavolo della perequazione», nel fine settimana si è seduto anche l'imprenditore Pallaoro, faccia a faccia con amministratori municipali. Il suo progetto è noto. Tre blocchi di nuova realizzazione tra il viale che porta al Lido e la piazzetta frazionale: un villaggio diffuso (una ventina di casette di due piani ciascuna), una costruzione dotata di ristorante e sala convegni ed un albergo da 20 camere. L'attuale dependance dell'albergo Lido-Seehof viene demolita.
Nella trattativa in corso, all'imprenditore il Comune chiede in cambio, tra l'altro, la costruzione di un blocco servizi non lontano dal Pub Gulliver, per ospitare una sala frazionale, un ambulatorio medico, la farmacia e l'ufficio turistico. Poco distante, tra la statale 47, il panificio Grisenti ed il Pub, è prevista la costruzione del «Nuovo centro medico San Cristoforo». (M.A.)
 

.> 12/11/2009

Nulla osta a costruire il «Nuovo centro medico San Cristoforo», assicura la Provincia. Un parere in merito era stato chiesto dal Comune in quanto il centro si verrebbe a trovare in un'area tra la statale 47, il panificio Grisenti ed il Pub Gulliver: zona ora destinata dal Prg ad attrezzature pubbliche di interesse urbano commerciali e amministrative.
Secondo la Provincia, ci può stare anche attività sanitaria. I volumi dovranno comunque rispettare quanto previsto nello studio Pizzi sulla fascia a lago. Un progetto per costruire il centro era stato commissionato l'anno scorso dallo studio dentistico Broseghini-Dell'Acqua, da anni aperto in città, in viale Venezia. Prevedeva una palazzina a due piani di circa 300 metri quadri ciascuno, sostenuta da pilastri sotto i quali ricavare aree di sosta.
Nel nuovo volume, accanto allo studio dentistico, includeva spazi per medicina dello sport. Il terreno era stato venduto ai proprietari dall'imprenditore perginese Flavio Pallaoro.
 

.> 18/09/2009

Prudentemente, le parti la chiamano ipotesi d'accordo, visto il contenzioso che nei mesi scorsi era montato attorno alla gestione della base nautica gestita dal Centro Universitario Sportivo (Cus) a San Cristoforo.
Ma ieri l'incontro tra l'Università trentina e l'amministrazione comunale ha prodotto una soluzione percorribile, dopo lunghi mesi contrassegnati da posizioni contrapposte che erano approdate sui tavoli del tribunale di Trento.
Un compromesso, una mediazione: gestire a due mani la base nautica, tra Università e Cooperativa San Cristoforo che aveva vinto un bando comunale apposito nel 2008. Unica partecipante, ma mummificata dal contenzioso.
La gestione futura non riguarderà comunque la sola base nautica, ma pure il verde circostante e i servizi previsti nello studio Pizzi, che in zona indica un Lido, con piscina e manufatti per gli sport acquatici e dotati di ristorazione.
La presenza di Fulvio Zuelli all'incontro, presidente dell'Opera universitaria, è servita evidentemente a smussare molti spigoli.
Era accompagnato dalla dirigente generale dell'amministrazione universitaria Giancarla Masè.
«S'è aperta una strada percorribile che riteniamo assai interessante - commenta Zuelli - non è ancora una decisione definitiva, in quanto all'incontro mancava il presidente del Cus Gianluca Tasin, col quale ne parleremo, ma a mio parere si può fare. Proseguire il confronto in tribunale è del tutto inopportuno. Certo ora si tratta di chiarire bene i rispettivi ruoli. A noi interessa che gli studenti possano continuare le loro attività sportive a San Cristoforo, magari mediante un rapporto convenzionale. L'Opera universitaria si sta dedicando intensamente ad iniziative sportive».
Convinto della soluzione sembra anche Marco Morelli, l'assessore comunale allo sport e al turismo, ma pure titolare del progetto speciale per il rilancio di San Cristoforo; affiancato ieri dal sindaco Silvano Corradi.
«Desideriamo trovare una soluzione ragionevole prima dell'udienza in tribunale, prevista entro ottobre. Mi sembra che l'atteggiamento dei nuovi interlocutori sia molto diverso rispetto al passato, dunque la volontà di mediazione può prevalere, ora sono ottimista».
Il prossimo incontro vedrà al tavolo tutte le parti. Sarà decisivo? In caso contrario la parola passerà solamente ai giudici.
La contrapposizione tra Comune e Cus era nata quanto il 16 ottobre 2007 la giunta Anderle aveva deciso di modificare le modalità di gestione del Centro nautico per motivi di pubblico interesse.
Il Cus non sembrava adatto al rilancio sportivo e turisti della fascia lago, previsto nei progetti comunali, ma era titolare di un contratto di gestione che scadrà nel 2012. Lo sfratto intimato dal Comune è dell'ottobre 2007. Vi si oppose il Centro. L'ordine comunale di sgombero non sortì alcun effetto. Allora la giunta Anderle chiese lo sfratto esecutivo rivolgendosi al tribunale, mentre il Cus proseguì nella gestione. (M.A.)
 

.> 27/08/2009

In vista un altro tratto della ciclabile lungolago, la Valcanover/Lanterna-Calceranica che si estenderà in direzione delle frazioni perginesi. Il Servizio conservazione della natura provinciale ha avviato la procedura di gara per affidare i lavori del tratto Lanterna-via Valene, oggi il più pericoloso. Le biciclette in uscita dalla pista lungolago e dirette a Pergine si trovano a percorrere la strada provinciale in direzione di San Cristoforo, sempre assai trafficata.
Il tratto, lungo 350 metri, è già progettato. Si prevede la pista sul terreno di riporto del cavalcaferrovia bucandolo mediante un tunnel che consente al tracciato di staccarsi dal lago e di entrare nelle strade tra i frutteti.
L'opera è assai costosa (1.200.000 euro già finanziati), per le tecniche necessarie: il sostegno del tracciato con micropali e la realizzazione del tunnel. Per la prosecuzione esiste un progetto per il tratto tra via Valene ed il passaggio a livello di San Cristoforo, di circa 600 metri, non finanziato.
 

.> 28/07/2009

Ma quale rilancio della fascia lago? Tante parole, ma qui non si vede nulla. È il commento comune tra gli operatori del lago e dell'entroterra, ristoranti, pizzerie, alberghi, ecc. Il tanto strombazzato studio comunale «Pizzi» del 2008 ovvero il ridisegno di San Cristoforo, con nuovo porticciolo, nuova ricettività, palazzine, residenzialità, ecc. rimane nei cassetti municipali.
«Stiamo lavorando come cani sciolti» commenta Davide Fornasa, che sabato ha rilanciato con una grande festa l'Angi nei pressi di Canale, a poche centinaia di metri dalle rive come trattoria all'aria aperta. «Serve un progetto lago che possa coordinare operatori ed iniziative, entro terra a spiaggia». L'invito è piaciuto ad altri operatori e sono entrati in merito. Tanto più che il rilancio va ideato e radicato proprio ora, in tempo di crisi. Ma chi prende l'iniziativa? E con quali progetti? «Noi operatori» risponde senza esitazioni «Billy» Valduga gestore del ristorante Ca' Rossa sul lago e del Lido di San Cristoforo, sulla sponda opposta. «Troviamoci per organizzare assieme le attività e cointeressiamo l'ente pubblico. Qui da noi mancano specialmente iniziative per il divertimento. La gente, trentini ed europei in vacanza, si stanno spostando progressivamente sul Garda dove l'offerta è maggiore».
Che propone? «Due iniziative. Un polo di attrazione notturna, ne beneficerebbero tutti, il Binario 79 di Valcanover, il Pub Gulliver, la Trattoria Angi, il Lido, anche locali di Pergine come Le Bistrot e quelli in centro Pergine.
Sarebbe bene accettato dai campeggiatori e dai trentini ed allungherebbe la stagione delle vacanze, sarebbe un valore aggiunto vero. La seconda: il completamento della pista ciclopedonale lungo tutto il lago di Caldonazzo, il turismo anglosassone e del Nord Europa ne sarebbe entusiasta. Non si può fermarsi ad una ciclabile a metà come oggi, senza illuminazione, senza servizi, gettata lì in modo grezzo».
Di crisi Valerio Valentini se ne intende. La società di cui è contitolare assieme ai fratelli, la Moving srl, ha deciso di chiudere sino a fine estate la discoteca Paradisi Star-Number One.
«Altro che se serve un progetto lago - dice - come minimo per creare eventi organizzati e sostenuti da tutti gli operatori. Rimanere ciascun chiuso nel proprio orticello è stato l'errore che ora, in tempo di crisi, paghiamo ancor più che in passato. Un esempio: noi come discoteca avevamo lanciato già otto anni fa il laghibus per collegare territori ad acqua e discoteca, ma c'era chi aveva rifiutato per non spendere quel poco che serviva, Levico ad esempio. Un collegamento serve anche con le Serate da favola in centro città, sarebbe produttivo, ma sborsare la minima somma necessaria pare impaurisca gli operatori commerciali».
Non ha atteso i progetti comunali sulla fascia lago Paolo Valcanover, titolare del Binario 79, ha aperto un locale moderno, assai frequentato dai giovani, a due passi dal lago a Valcanover. «Sta andando bene, ma di un progetto lago sento anch'io la mancanza. Il coordinamento tra operatori è quanto mai utile».
Con altro occhio osserva la situazione Renzo Piffer, il «patron» del camping Punta Indiani.
«Fino a quando Pergine non si dichiara città turistica e si impegna veramente ad esserlo, c'è il rischio che si vada incontro solamente a mega-palazzi». Il riferimento è allo studio comunale Pizzi. «Se si vuole rilanciare San Cristoforo, basta copiare da altre località, ma i mega-palazzi previsti vanno cancellati: o si fa turismo o si fa cemento». .
 

.> 10/06/2009

Coraggioso l'approccio di Laura Zamboni, l'architetto che, assieme al collega Renzo Acler, ha ricevuto l'incarico di progettare la riqualificazione delle spiagge dei due laghi. Nonostante le difficoltà insite sulla fascia a lago di Caldonazzo, Calceranica e San Cristoforo (urbanistiche, viabilistiche, cemento di privati fino a lambire l'acqua, ecc) la professionista ha tracciato gli obiettivi d'un progetto destinato a modificare la situazione esistente.
L'individuazione di accessi viabilistici compatibili verso il lago di Caldonazzo, ri-studio di zone a parcheggio, la creazione d'un percorso attorno a tutto il lago. Partenza a San Cristoforo (area già preordinata dallo studio Pizzi) e tappe in zona Ca' Rossa, con spiaggia da ridisegnare e l'ipotesi d'un teatro sul lago sfruttando alcuni gradoni esistenti. L'apertura parziale della base dello sci nautico all'accesso pubblico. La valorizzazione naturalistica del canneto dove nasce il fiume Brenta. Interventi lungo le rive fino a Calceranica per creare un percorso lungolago aperto a tutti e praticabile, con le spiagge da dotare di servizi, verde, illuminazione, ecc. Ed una tappa anche lungo la nuova ciclabile lungolago Calceranica-San Cristoforo, con bicigrill.
«Siamo consapevoli che senza un progetto forte non si sblocca la situazione delle rive» è l'opinione di Zamboni. Nell'illustrazione delle linee progettuali, l'architetto ha stigmatizzato la collocazione d'un parcheggio inserito dallo studio Pizzi nel biotopo di San Cristoforo. «Quel parcheggio è fuoriluogo». E prevede pure un percorso attorno all'intero lago di Levico, nel rispetto della naturalità dell'ambiente, per pedoni e bici, ma non per bikers da competizione.
Il costo indicativo del progetto di riqualificazione complessiva è stimato in 5.670.000 euro.
 

.> 07/06/2009

Il professor Andrea Tomasi s'è dimesso dalla presidenza del centro universitario sportivo che a San Cristoforo gestisce la base nautica. Nel frattempo l'università trentina ha incaricato Filippo Bazzanella, un ex direttore di Apt, di progettare il rilancio delle attività sportive universitarie.
Tomasi, perché s'è dimesso? «Guidavo il Cus dalla fine degli anni Ottanta, dunque è giunto il momento di trovare nuove energie per il Centro».
Suo malgrado, Tomasi s'è trovato negli ultimi anni al centro d'una disputa con il Comune di Pergine per la gestione della base sul lago. Da un lato la ex giunta Anderle, in quanto proprietaria dei suoli, era decisa a rilanciarne l'attività e a ridare impulso economico all'intera fascia lago. Per centrare l'obiettivo aveva emanato un bando per la gestione della base stessa. Il Cus s'era opposto, rivendicando le clausole contrattuali che gli consentivano la gestione anche per i prossimi anni. La vicenda è finita in tribunale.
«Desidero ricordare che noi non abbiamo mai fatto nulla, è stato il comune a portarci davanti ai giudici - così ieri il presidente dimissionario - noi ci siamo solamente difesi ed in modo legittimo, sulla scorta del contratto tra noi ed il comune. Chiaro però che noi proseguiamo le nostre attività e se il comune vuole rilanciare la zona è liberissimo di farlo».
E' possibile che il Cus rilanci le sue attività? «Si, ma deve fare i conti con la diminuzione dei finanziamenti ministeriali alle università. Per quest'anno non ci sono problemi, ma il dieci per cento in meno di risorse peseranno specialmente su attività come quelle sportive, prima ancora che sulla didattica e sulla ricerca».
La soluzione di riserva è già pronta. La cooperativa S: Cristoforo ha partecipato al bando comunale per la gestione ed attende solamente di poter inuziare l'attività. (A.T.)

.> 01/08/2008

Lo studio Pizzi per la riqualificazione di San Cristoforo? È solamente un'idea, si è sentito dire in consiglio comunale martedì sera da esponenti di maggioranza e minoranza. È stato approvato comunque, ma dopo le forti contrapposizioni delle scorse settimane anche dentro la maggioranza, il consiglio ha votato una semplice presa d'atto dello studio con l'aggiunta di alcune puntualizzazioni mirate a controllarne l'applicazione sul territorio mediante una variante al Prg che dovrà tenerne conto. L'eventuale aumento
dei volumi rispetto a quelli già previsti dovrà essere assoggettato alla perequazione. Oggi è possibile costruire nuove residenze turistico alberghiere a monte del Lido e nei pressi della «Casa del Maestro», servizi tra il Pub Gulliver e il panificio Grisenti, residenze abitative alle spalle della Casa citata e tra il Giropizza e viale Lido. Gli interventi dovranno essere rispettosi dell'ambiente, gli spazi verdi e per la balneazione vanno aumentati rispetto agli attuali; i nuovi parcheggi dovranno essere realizzati gradualmente. No a interventi invasivi. Si sono fatti anche i nomi di chi è interessato ad investire. Ne ha parlato Stefano Planchel (Lega Nord), riferendosi all'imprenditore locale Flavio Pallaoro. Lo stesso vicesindaco Marco Osler ha ricordato il progetto Sontacchi per lo spostamento del Lido a monte, lasciando in uso pubblico lo spazio che rimarrà vuoto. Sul rapporto tra pubblico e privato s'è accesa la discussione e c'è chi ha anche alluso a rapporti particolari tra chi vuole investire e la pubblica amministrazione (sul tema anche una lettera non firmata è giunta ieri a tutti i consiglieri comunali). La risposta di Anderle: «Noi non seguiamo indicazioni di imprenditori, né soggiaciamo a loro pressioni; lo strumento della perequazione presuppone il confronto, sarebbe grave se chiudessi la porta a chi viene a presentare progetti d'investimento».
Concetto ribadito dall'assessore all'urbanistica Marco Osler.
Un monito forte da Marina Taffara (Ds): evitiamo di costruire volumi residenziali che rischiano di rimanere vuoti per 11 mesi all'anno. Sergio Paoli (Ppe) teme l'addensamento di nuovi volumi nel risicato spazio frazionale. A pochi piace la nuova circonvallazione individuata dal professionista tra le zone agricole a monte dei binari ferroviari. Nel merito, pollice verso anche del Patt.

.> 05/07/2008

Paolo Vitti, la giunta Anderle e lo studio Pizzi. Il consigliere comunale di Rifondazione comunista pone nove interrogativi sulla frazione e i soggetti interessati ad investirvi. E una conclusione: «L’insieme della proposta (di Pizzi, ndr) ha notevole validità e interesse. Riqualificare la banalità di San Cristoforo oggi, dopo che gli Asburgo se ne sono andati novant’anni fa, è una scelta eccellente. Da evitare, a mio avviso, è la trasformazione del tutto in una cittadella del divertimento anche sportivo ad uso privato, dove l’amministrazione rischi di socializzare le perdite e privatizzare i profitti». Secondo Vitti, le scelte operate dall’architetto Pizzi sono di qualità, ma.... Il«ma» di Vitti è lungo nove domande, rivolte alla giunta Anderle. Eccole.

Il piano è l’ennesimo studio d’immagine del Comune, da mettere nel cassetto? Qual è il ruolo del Comune e quale quello dei privati, «sperando che non torniamo alla storia della riservatezza dei nomi com’è successo per l’altro mitico piano Golf Valsugana». In quell’occasione venne presentato e sostenuto in consiglio comunale dall’assessore allo sport Renato Tessadri, presidente della società che intende realizzare l’impianto; richiesto, non rivelò gli investitori interessati ai consiglieri. I proprietari dei terreni coinvolti dallo studio sono stati sentiti? Le dimensioni dei nuovi volumi da realizzare sono già calcolate? «Oppure riposano in freezer pronte allo scongelamento dopo un’eventuale via libera del consiglio?». Nello studio gli edifici e le torri sono in linea con gli standard della zona? «Non vedo misure di altezze nella cartografia allegata, ma il muro della Cavit insegna a non fidarsi». Le piazze e la viabilità ciclopedonale previste sono pubbliche o rientrano in un riassetto urbanistico privato del tipo «centro residenziale»? I parcheggi individuati saranno pubblici, privati, liberi o a pagamento? Il prato vicino al Cus rientra nelle nuove strutture previste in loco, dunque come si pensa di recuperare una pari superficie verde sul posto? Sul territorio di San Cristoforo rimane una zona non presa in considerazione dallo studio, contenente edifici di non eccelso valore o bellezza: «Come si intende mitigare questa disparità?».

.> 04/07/2008

«Qualcosa non quadra nei contenuti dello studio Pizzi e nel metodo con il quale è stato proposto alla votazione? Benissimo - dice Federico Samaden - è un bel segnale di partecipazione dato dai consiglieri comunali lunedì sera, quando hanno rigettato lo studio Pizzi. A loro vanno tutti i miei complimenti, significa che sta loro a cuore il territorio, il suo uso. Ed è positivo che la giunta voglia promuovere una zona così importante, ma siamo preoccupati».
Samaden è il presidente della cooperativa San Cristoforo, nata il 10 gennaio 2008 allo scopo di promuovere la fascia a lago con attività sportive e ricettive, iniziando dalla base nautica del Cus. La coop ha partecipato al bando comunale per chi intende gestirla.
Perché è preoccupato, Samaden?
«Visto come sono andate le cose, tutto può bloccarsi, anche se abbiamo la sensazione che proprio il rigetto di lunedì sera possa produrre molta più attenzione al rispetto dell’ambiente, allo sviluppo della fascia lago in modo ecocompatibile, equilibrato e condiviso».
Perché lo studio ed il metodo fino ad oggi adottato non rispettano i tre principi che stanno a cuore alla cooperativa?
«Non mi sembra. Ad esempio, noi non siamo stati coinvolti in alcun modo durante la elaborazione dello studio. Ed aggiungo ai tre criteri l’auspicio che lo sviluppo della zona sia progettato senza cementificazioni, ma che lo sia, invece, dal punto di vista turistico, creando posti di lavoro. Su questo concordiamo».
Lei pensa al metodo della progettazione partecipata?
«Penso ad una maggiore collegialità quando si stende un progetto. Va benissimo che sia stato assegnato ad una persona preparata come l’architetto Pizzi, ma sappiamo tutti che queste cose vanno calate nel territorio. Non siamo a Milano dove si chiama un professionista di livello mondiale. È la filosofia stessa della nostra cooperativa a suggerirci che un progetto così deve passare attraverso la popolazione, i privati interessati ed il consiglio comunale».
Qual è la vostra proposta?
«Chiediamo un confronto di idee per una progettazione comune, visto che si tratta d’una zona da tutelare e sviluppare, tra comune, progettista, privati interessati ad investire e rappresentanti locali della popolazione, prima del voto consiliare. Noi abbiamo dato vita alla cooperativa in quanto siamo un gruppo di persone comuni e di imprenditori uniti dalla volontà del rilancio equilibrato e condiviso della zona, per dare vita ad un modello di eccellenza che non può essere cementificazione».
Qual è il vostro progetto?
«Mira a dar realizzare un centro per bikers con la ricettività adatta ed a rilanciare alla grande il centro Cus».

 

.> 02/07/2008

Ore 23.50 di lunedì notte. «Ritiro la delibera, in attesa di approfondimenti» dice Marco Osler, il vicesindaco ed assessore all’urbanistica. Il documento contiene anche lo studio Pizzi su San Cristoforo. Insomma l’ha riposto nel cassetto dal quale l’aveva tolto alle 19 per presentarlo al consiglio comunale. Le cinque ore di discussione, di osservazioni, critiche serrate, domande e qualche apprezzamento al professionista che l’ha redatto hanno convinto la giunta a non rischiare il naufragio ponendolo in votazione.
In sala c’era Emilio Pizzi, l’architetto che l’ha elaborato e l’ha illustrato a lungo, difendendolo e chiarendo la sua visione della fascia lago. Luogo per nuova ricettività turistico-alberghiera, per sport velici e per ciclisti, con nuovi poli d’attrazione: strutture balneari e residenziali arretrate rispetto all’attuale Lido, piazza coperta e nuova residenzialità tra quelle ed il Giropizza, centro servizi tra Pub Gulliver e panificio Grisenti e nuova base nautica all’ex Cus. Molti nuovi volumi, un’altra San Cristoforo.
A seduta chiusa, il capogruppo della Margherita Luca Zeni ed il consigliere-presidente del Patt Francesco Pergher hanno ammesso che ben difficilmente i loro gruppi avrebbero votato a favore. Preannunciato in sala il mancato appoggio delle minoranze. L’intervento di Matteo Savastano (Ds in Ulivo, di maggioranza) era stato tagliente: «Penso che il professor Pizzi abbia dovuto fare i conti con gli imprenditori interessati alla zona» ha sottolineato, per segnalare uno dei punti non chiariti nel corso della serata: il rapporto reale tra giunta, progettista ed imprenditori che puntano ad investire nella fascia lago di San Cristoforo.
«Lo studio tiene lontana la speculazione?» ha chiesto Savastano, esplicitando il pensiero di molti ed aggiungendo: «Qui due soggetti si sono spartiti tutta la fascia». Altri hanno chiesto a quanto ammonti l’aumento dei volumi indicati nello studio rispetto a quelli concessi dal Prg attuale. Anche il Patt, nell’intervento di Mauro Nadalini. Domanda rimasta senza risposta, come altre, relative alla durata dello studio, prevista in 150 giorni e protrattasi per circa un anno, ai soggetti privati interessati, ecc. «Qual è la convergenza tra pubblico e privato?», ha chiesto Giuseppe Facchini (Verdi) ovvero «dove comincia uno e dove finisce l’altro?».
Marco Morelli, assessore al turismo, ha cercato di rispondere a questa domanda: «A Pizzi abbiamo chiesto un progetto economicamente sostenibile. Negli anni scorsi su San Cristoforo non c’erano interessi di privati, che ora invece ci sono. Dunque, è giusto che il Comune sia a fianco dei privati, per rilanciare la zona. Dobbiamo chiudere in fretta». Pieno appoggio allo studio anche da parte di Osler e del sindaco Renzo Anderle.
A molti consiglieri non è piaciuto, e l’hanno dichiarato, il metodo adottato dalla giunta. Questa avrebbe dovuto vagliare lo studio con i consiglieri e sottoporlo alla discussione popolare nella frazione prima di proporne la votazione per un sì o un no. Concetti espressi chiaramente da Lino Piva (Ppe) e Mario Lazzeri (An). Anche Zeni ha condiviso alcune loro perplessità. Lazzeri ha chiesto la sospensiva del punto, poi ritirata. Forti le perplessità sul nuovo centro servizi, che il progettista considera invece utile alla zona come centro commerciale, da segnalare con un’alta torre visibile dalla vicina statale 47. E nei pressi tre blocchi edificiali per nuova residenzialità, secondo l’architetto di supporto alle attività sportive dell’ex Cus, ma non digerite da molti consiglieri.
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Che fine farà lo studio Pizzi? La domanda è rivolta al vicesindaco Marco Osler, che l’ha proposto alla discussione consiliare. Osler, perché l’ha ritirato? «Per consentire approfondimenti, dal momento che il dibattito ha espresso la necesità di riesaminarlo, con l’auspicio che vengano portati suggerimenti proprio da chi l’ha criticato».
Perché l’avete proposto al consiglio, ben conoscendo le opposizioni critiche presenti anche dentro la maggioranza? «È la prima volta che viene ipotizzato un piano simile che contiene urbanistica e prevede la perequazione. La giunta ha proposto al consiglio il piano per fissare precisi paletti prima di pensare ad altri incontri».
Critiche e perplessità non sono mancate sui molti nuovi volumi inseriti. Che ne dice? «Sono su area alberghiera già presente nel Prg in zona Lido ed in zona residenziale di completamento. Altri volumi sono inseriti al centro servizi dove il Prg già prevede zona alberghiera. Comunque sono ipotesi di massima. Noi pensiamo di distribuire su tutta la superficie dello studio la perequazione, perciò serve l’approvazione consiliare».

 

.> 29/06/2008

Nel «piano Pizzi» sono comparse le aree residenziali. Una tra viale Lido e la piazzetta antistante il Giropizza, le altre alle spalle del Gulliver Pub, all’entrata della frazione provenendo da Pergine e lungo via Pescatori. Ed 881 nuovi posti macchina, 450 interrati.
Per rilanciare San Cristoforo servono investimenti privati, aveva detto (e sperato) la giunta Anderle due anni fa, preannunciando un piano mirato a stimolare nuove iniziative, garantendo che sarebbe stato soft, senza nuovi volumi impattanti, nel rispetto dell’ambiente.
Invece i volumi ci sono ed assai importanti ed anche le zone residenziali: si trovano nelle «Ipotesi di qualificazione dell’ambito del lungo lago di Caldonazzo» redatte dall’«Emilio Pizzi team architects Epta srl» su commissione municipale. Ne discute domani il consiglio comunale.
Sono tre gli interventi di maggior peso indicati dal piano stesso, mirati, il professionista milanese lo dichiara esplicitamente, a rilanciare turismo, sport ed ambiente ed a riordinare l’esistente. Il primo disegna una nuova piazza pubblica sull’attuale viale Lido, circondata da altrettanto nuove costruzioni di servizio alla balneazione sul lato destro in direzione lago e da volumi per uso misto tra residenziale ed Rta (residenza turistico alberghiera) sul lato opposto. Corrispondono perfettamente al progetto illustrato su questa pagina il 16 febbraio scorso da Sebastiano Sontacchi, il proprietario del Lido di San Cristoforo. La sua «4Esse snc» lo aveva commissionato ad un gruppo di architetti guidati dal perginese Paolo Pegoretti.
Nei pressi si trova un ulteriore nuovo volume, anch’esso del tipo Rta, in spazi di proprietà dell’imprenditore cittadino Flavio Pallaoro che sta nel frattempo ristrutturando la dependance del vicino Lido Seehof. A pochi metri il piano prevede un’altra nuova piazza coperta e scoperta, con ristorante e sala conferenze annesse ed altri volumi per attività ricettive, alberghiere e commerciali. Insomma, tra viale Lido e la piazzetta del Giropizza sono comparsi nuovi ed imponenti volumi.
Altri ancora sono inseriti da Pizzi alle spalle del Pub Gulliver. Qui prevede un alto edifico: un lato prospiciente alla statale 47, l’altro curvilineo sul retro, dove si diramano a raggiera due costruzioni. Chiamo il nuovo complesso edilizio «centro servizi per la città» dove possono entrare uffici, attività commerciali, ecc. Ulteriori volumi residenziali, tre «stecche», sono disegnati nella via Pescatori, sul lato destro in direzione Cus, alle spalle del campeggio S. Cristoforo.
Il tutto si inserisce in una linea che il Team nello studio descrive come tendente a creare «allineamenti nelle nuove edificazioni, capaci di ridefinire connotati urbani in alternativa allo sviluppo frammentato per piccole quantità edilizie attuali». Insomma l’effetto urbano con edificazioni nuove, prevalente su quello ambientale, storico e d’impronta lacustre.
Per servire le spiagge, i nuovi volumi ricettivi e residenziali sono previsti 881 posti macchina nuovi di zecca. Dei quattro parcheggi del piano, i più capienti si trovano nel sottosuolo delle due piazze disegnate tra viale Lido ed il Giropizza per 250 posti e vicino al Pub Gulliver per altri 200. A livello suolo gli altri due: all’incrocio tra la statale 47 e la stradina che porta al colle di San Cristoforo (242) ed all’inizio di viale Lido, all’incrocio con la provinciale per 189 posti. Quest’ultimo in grado di garantire anche 48 posti per camper. Sta ora al consiglio comunale approvare, mutare o cassare il piano Pizzi.

 

.> 09/05/2008

Solamente la cooperativa San Cristoforo partecipa alla gara per la futura gestione del centro nautico, per tanti anni condotto dal Cus e riaperto pochi giorni fa dallo stesso Centro universitario. Ieri alle 12 è scaduto il termine fissato per presentare i progetti e soltanto la cooperativa presieduta da Federico Samaden, l'ex direttore della comunità di San Patrignano, ne ha presentato uno. La cooperativa è stata costituita da nove soci il 10 gennaio scorso nello studio di Borgo Valsugana del notaio Donato Narciso. Era nata come soggetto per attività imprenditoriale, allo scopo di realizzare un sistema integrato d'offerta per la fascia lago e la frazione, e per valorizzarne l'economia. I fondatori erano Gabriele Buselli, Roberto Filippi, Mario Lazzeri, Massimo Oss, Flavio Pallaoro, Stefano Ravelli, Marco Segnana e Paolo Stefani.
La cooperativa ha proposto il suo progetto di riqualificazione garantendo d'investire la somma di 500.000 euro nei primi cinque anni di gestione ovvero l'importo minimo richiesto dal bando.
«Abbiamo partecipato perché siamo nati come cooperativa che ha per obiettivo di sviluppare tutta l'area di San Cristoforo - ha tenuto a precisare ieri Samaden - per creare un sistema lago, in modo da evitare quanto accaduto altre volte negli anni scorsi, quando si discuteva, ma non si realizzava. Per noi la gestione del centro nautico rappresenta una tranche del progetto complessivo. Se si fosse trattato della sola base nautica del Cus, non ci saremmo stati».
L'assurdo è che da un lato il Comune ha emesso il bando quando lo stesso comune è in contenzioso, non risolto, con il Cus. E una cooperativa ora intende aggiudicarsi la gestione della base.

 

.> 04/04/2008

Non solo la base nautica del Cus, ma anche tutto il territorio circostante è messo in gara.
Il bar-ristorante, la spiaggia pubblica verde, il minivolley, i parcheggi antistanti. Ieri la giunta Anderle ha varato l'apposito bando che sarà pubblicato tra qualche giorno, con scadenza entro la prima quindicina di maggio. Potranno partecipare associazioni, imprese individuali, società di persone, di capitali e cooperative già costituite.
È prevista la concessione degli immobili esistenti nel centro nautico per 25 anni. Il bando chiede ai partecipanti un programma di investimenti minimo di 500.000 euro sulle strutture per ampliamenti e miglioramenti e di altri 100.000 in attrezzature. Inoltre, richiede un piano promozionale capillare e diffuso specialmente nel Nord Europa, nonchè la previsione di agevolazioni tariffarie per chi praticherà il nuovo centro a favore di cittadini perginesi, studenti, disabili e affiliati ad associazioni sportive. Il vincitore, però, potrà iniziare la sua attività solamente quando il Comune rientrerà in possesso delle strutture da tempo date in comodato al Cus.
Nel merito, abbiamo posto alcune domande all'assessore alle attività economiche Marco Morelli.
Perché il bando mette in gara anche l'intera area circostante la base nautica?
«Per dare la possibilità al vincitore di fare business, dal momento che gli chiediamo un impegno finanziario rilevante».
Il vincitore, però, non sa quando potrà entrare in possesso dell'area, occupata ancora dal Cus Trento. Non pensa che ciò finisca per scoraggiare la partecipazione alla gara?
«Diamo tempo cinque anni per realizzare gli investimenti richiesti dal momento in cui l'area sarà libera e disponibile. Dunque, a mio parere, il vincitore non rischia e potrà iniziare i lavori a tempo debito».
Quale futuro vuol dare il Comune all'area?
«Sarà il motore dello sviluppo di San Cristoforo. Ovvio che alla nostra dovranno seguire le iniziative private ovvero i progetti in area Lido e nelle vicine. Se il Cus non se ne andrà, si assumerà la responsabilità del mancato rilancio di San Cristoforo».
Potrà partecipare alla gara anche il Cus?
«Il bando è aperto a tutti. Si badi, però, che noi chiediamo una fidejussione pari al 50 per cento degli investimenti minimi richiesti».
A che punto è la diatriba Comune-Cus?
«Ad un punto morto. Noi abbiamo intimato lo sfratto, il Cus avrebbe dovuto liberare la nostra proprietà entro il 25 gennaio scorso. Comunque ora il Comune pubblica il bando di gara e subito dopo verificheremo le loro intenzioni. Spero che per loro si apra la prospettiva Augsburgerhof, dove potrebbero trovare spazio, ma la decisione dipende solo dall'università trentina che ne è la proprietaria».
Non teme che la vicenda possa finire in tribunale?
«Se la situazione non si sblocca o non se ne vanno, daremo corso allo sfratto giudiziario».
La stagione 2008 della base nautica è dunque sfumata?
«No, potrà gestirla il vincitore del bando di gara».

.> 12/03/2008

La pista ciclopedonale San Cristoforo-Calceranica aprirà al pubblico sabato prossimo, 15 marzo. Il ritorno del sole dopo la stretta invernale le ha messo le ali ai piedi. Ieri il collaudo sul tratto più delicato, il pontile-passerella lungo 200 metri a valle della località Happy Days ha dato esito positivo. «Sabato biciclette e pedoni potranno passare», ha deciso subito dopo le verifiche d'obbligo, compiute nella mattinata, il direttore dell'ufficio piste provinciali, l'architetto Marcello Pallaoro, in sopralluogo con il direttore dei lavori Franco Decaminada e il collaudatore statico Alberto Salizzoni.Il Trentino si arricchisce così di un percorso assai atteso e panoramico. Si snoda per poco più di 2000 metri tra la località perginese di Valcanover e Calceranica, lungo le rive del lago di Caldonazzo.
Il tracciato, in asfalto poroso, è largo tre metri e protetto a monte da una rete metallica che lo separa dalla linea ferroviaria Trento-Venezia. A valle alberi e canneti sul lago. Tracciato non facile da realizzare, ricavato a bordo lago, anni fa contestato da studiosi, esperti e naturalisti perché avrebbe danneggiato flora e fauna ittica riparia. Per 200 metri una passerella coperta in legno duro africano massimbuba è sorretta da travi in metallo posti su plinti in cemento conficcati nel fondale lacustre e per altri 150 la pista è su scogliera posta ricavata lungo le sponde. Nella stagione estiva, ai lati si lavorerà al verde, mentre il reimpianto dei canneti e la posa di talee di salice è già avvenuta per rinaturalizzare quanto possibile le rive.
I due nuovi chilometri si aggiungono ai 400 delle piste ciclabili trentine percorse nel 2007 da circa un milione di ciclisti, secondo Pallaoro.Un ecocontatore sarà montato in zona Valcanover.
«L'anno scorso i ciclisti sul tratto Calceranica-Brenta sono stati 60.000 circa - segnala - è facile presumere che toccheranno i 100.000 con la nuova pista lungolago».
Nel corso del 2008 inizierà anche la realizzazione di un sottopasso a Calceranica per collegare il centro sportivo alla pista ciclabile ed un nuovo tratto di 700 metri consentirà di pedalare dal lago di Caldonazzo a quello di Levico Terme, partendo dal ponte della località Brenta.
Da sabato si potrà salire in bici nei pressi di San Cristoforo, percorrere il nuovo tratto lungolago, quindi costeggiare Calceranica e Caldonazzo e di qui giungere a Levico, poi lungo il fiume Brenta fino a Borgo, quindi a Pianello Vallon di Grigno, confine del Trentino con il Veneto per poi proseguire fino a Bassano del Grappa.

.> 04/03/2008

Gianluca Valduga, Billy per il mondo della notte trentino, gestirà il Lido di San Cristoforo da metà aprile. Il locale e la spiaggia. Contratto siglato da poco con Sebastiano Sontacchi, il proprietario. Di Valduga è lo Studio Uno, sul Monte Bondone, sua è la gestione dello Shuttle di Andalo e della la Ca' Rossa sas, società che conduce l'omonimo locale (ristorante, bar e solarium) sul lago di Caldonazzo, proprio di fronte al Lido; tra l'uno e l'altro forse 1.500 metri d'acqua.
Dunque i Sontacchi lasciano, per la prima volta. La famiglia aveva acquistato nel 1939 ed aperto l'anno dopo con la gestione dei fratelli Achille ed Enrico. Sebastiano Sontacchi (figlio del secondo) ci era nato e l'ha gestito con l'aiuto dei familiari fino alla stagione scorsa. Ieri stava riordinando «le carte».
Perché passa la mano?
«Le figlie hanno deciso di dedicarsi ad altro. Io ho 62 anni e desidero dedicarmi al progetto». Ovvero all'abbattimento del Lido stesso ed alla costruzione, alle spalle, lontani dalle rive, di una Rta e di un albergo. Il «progetto», come lo chiama, rientra nel ridisegno complessivo della fascia a lago voluto dall'amministrazione municipale.
Sontacchi, lei vuole abbattere, ma affitta. Che senso ha? «Il contratto pattuito con Billy prevede la possibile novità, è nelle condizioni poste».
La medesima domanda o quasi, posta a Valduga. Lei gestirà sapendo che il Lido potrà essere abbattuto?
«Io ho sempre giocato d'anticipo nelle mie iniziative imprenditoriali. L'ho fatto con la Ca' Rossa a suo tempo ed ha conquistato il suo spazio. Tento ora con il Lido di San Cristoforo. Il nuovo progetto che lo coinvolge non si realizzerà certo domani mattina, c'è il tempo per la gestione».
Parteciperà anche lei al nuovo progetto?
«Perché no? Potrei entrare nello sviluppo futuro». Non nasconde che la relativa vicinanza dei due locali gli consentirà economie di scala.
Ma che locale sarò il Lido gestito da Valduga? Negli ultimi anni i Sontacchi, evidentemente pensando ad altre iniziative, hanno aperto d'estate senza spingere sull'acceleratore e curato banchetti. Non ad altro. «Io punterò al mondo della notte, senza dimenticare la tradizione balneare: la spiaggia, ristorazione leggera sempre disponibile, ombrelloni, divertimento. All'interno rinnovo parzialmente l'arredamento, in stile Liberty. I fine settimana saranno dedicati alla notte. Al venerdì musica per età dai 25 ai 35 anni, serate con stile e nessuno in tuta, servizio curato. Al sabato musica per i più giovani. Inizieremo da fine maggio. Vedremo poi come organizzare le altre giornate nei mesi invernali».
Quando le discoteche chiudono un po' in tutta Italia, lei apre. «Io ci credo ancora, come forma di divertimento. Per i primi tempi si tratterà di trovare il filo logico con tutte le istituzioni. Certo oggi è difficile gestire locali del genere per i molti divieti relativi alla somministrazione e per le molte imposizioni amministrative. Siamo in un periodo di forte difficoltà, però penso che la discoteca e il disco bar siano ancora una forma di divertimento accessibile ai giovani. Ci possono trascorrere una serata senza spendere eccessivamente».
Quale sarà la sua formula?
«Locale protetto e sicuro, con la sorveglianza all'interno, dove il ragazzo si sente bene. Musica e professionalità di chi ci lavora. La somma di questi elementi può far stare sul mercato anche oggi. Naturalmente, speriamo che il turismo ci segua».

.> 02/03/2008

La star del lago è lei, la Moretta Codona, uccello marino approdato sul lago di Caldonazzo, noto agli ornitologi con il nome di Clangula hyemalis. Per osservare l'unico esemplare, nel fine settimana appassionati, birder e fotografi sono giunti dal centro e nord Italia.
Schierati sulle rive del lago nei pressi di Valcanover. La Moretta, sola ed inconsapevole, si mostrava vicino a riva. In Italia ne sono state segnalate non più di una decina e proprio dai birder.
Il tam tam sui blog e nelle rete è continuo dopo il primo avvistamento di qualche giorno fa. Questo tipo di Moretta è ben noto nel Mar Baltico e nelle zone artiche della Russia, Islanda e Paesi Scandinavi dove nidifica, mentre in Italia sverna con un numero minimo di individui.
Ma perché tutto questo clamore per la «paperella» di Caldonazzo? «Perché è un'anatra marina - spiega Karol Tabarelli de Fatis, naturalista al Museo Tridentino di Scienze naturali - sverna abitualmente in mare aperto, si avvicina alla costa solo quando c'è burrasca. Le occasioni per osservarla a breve distanza sono veramente scarse. Mai si è concessa in Trentino con tanta generosità».
E dire che la promozione turistica spende fior di milioni per attirare persone in Trentino e sul lago, ma paradossalmente è bastato un esemplare a riva di Moretta Codona perché la notizia abbia fatto il giro d'Italia e d'Oltralpe con la velocità tipica della rete. Associazioni segnalano l'arrivo di bus, il nome del lago e delle località rivierasche è nella rete gratuitamente. Le televisioni si apprestano a filmare, mentre i birder accorrono stupiti e felici. È un evento.
In Trentino si fa promozione dei biotopi, si creano stagni artificiali con il denaro dei contribuenti e poi gli stessi stagni vengono distrutti o si creano biotopi come quelli dei canneti di San Cristoforo e poi si taglia il canneto per piste ciclabili asfaltate o per allargare i lidi per la balneazione.

.> 22/02/2008

Nella fascia lago interessata dallo studio Pizzi è spuntato un fabbricato tutto nuovo. E l'area del Cus si allarga verso le Darsene fino a puntare al biotopo vicino. Non cessa di riservare sorprese lo studio affidato all'architetto che già ha lavorato in città per il nuovo polo multifunzionale sull'area ex-Cederna. L'ultima elaborazione della fascia lago era sul tavolo della commissione urbanistica comunale martedì sera, corredata anche da alcune ipotesi relative alla nuova viabilità a monte della frazione.
A sorpresa è spuntato un manufatto nell'area verde compresa tra il Pub Gulliver, la statale 47 ed il panificio Grisenti. Non se ne conosce la volumetria, ma è presentato come contenitore per negozi, ufficio turistico, la farmacia che ora si trova in altro luogo della frazione, per una sala pubblica. Volume composto da due blocchi «difesi» dalla statale da un manufatto a vela ricurva.
Marco Osler, l'assessore all'urbanistica che coordina il piano speciale per San Cristoforo, definisce il fabbricato «centro sociale a servizio della frazione e per le nuove esigenze di rilancio turistico del lago». Oltre non va, non ne fissa l'ingombro.
Altra novità riguarda il Cus. È prevista la sua estensione verso il biotopo. Tra la base nautica attuale e le darsene sono disegnate spiaggia e piscina lacustre bordeggiata da strutture mobili sull'acqua con un pontile in direzione del biotopo.
La base nautica attuale si trasforma i porticciolo delimitato da due pontili convergenti. Il percorso pedonale che oggi si blocca alle darsene, nello studio continua in direzione dei canneti tutelati per collegarsi con la passeggiata esistente che porta, lungolago, al Faro ed alla Ca' Rossa. I parcheggi di attestamento sono due. Uno tra la collinetta dell'antica chiesa e la statale 47, l'altro sul lato opposto della fascia a lago, tra la strada provinciale e la zona del Lido, per automezzi e camper.
Tra le quattro opzioni viabilistiche proposte allo scopo di togliere il traffico dal centro di San Cristoforo, la più plausibile sembra quella che dalla rotatoria dello svincolo sulla statale si inoltra parallelamente alla linea ferroviaria fino a monte della frazione per poi sbucare in località Valene. Non mancano certo le osservazioni critiche allo studio. Per alcuni l'impostazione complessiva echeggia quella dell'Idroscalo di Milano, mirata al business turistico piuttosto che all'equilibrato rispetto dell'esistente. I mutamenti che si vorrebbero introdurre dovrebbero essere almeno compensati da «riparazioni naturalistiche» vere, non solo con erbetta in riva all'acqua. E non viene
considerato con occhio benevolo il pontile che si spinge in prossimità del biotopo. Disturba la quiete del luogo.
Manca una visione unitaria di tutta la fascia lago: è altra notazione critica sullo studio Pizzi. E la nuova viabilità dovrebbe incidere il meno possibile nelle zone agricole.

.> 17/02/2008

Ora ne parla sereno, ma dopo lunghi mesi di travaglio. «Ho fatto una gran fatica a levarmi dalla testa il mio Lido. Ho dovuto sradicarmelo, come un pianta».
Lo si può capire Sebastiano Sontacchi, il proprietario. Ha voluto un progetto, ora pronto, che cancella il Lido di San Cristoforo, proprio lo abbatte, per realizzare ben altro. Spiega il perché: «C'è il piano comunale Pizzi su tutta la fascia a lago, io desidero inserirmi, proponendo attività in grado di attirare clientela completamente nuova».
Pizzi è l'architetto milanese incaricato dal Comune di ridisegnare la frazione e la fascia lago in territorio perginese, in modo da sbloccare la situazione di abbandono in cui si trova. Alberghi chiusi, natura desolata.
Il Lido dei trentini, più che dei locali, aperto dal 1939, usato negli ultimi anni per cene al riparo da sguardi indiscreti nelle mezze stagioni e nelle estive, è destinato alla demolizione nel progetto commissionato dalla «4 Esse snc», di Sebastiano Sontacchi e redatto da un gruppo di giovani architetti guidati dal locale Paolo Pegoretti.
Si è convinto, dopo anni di difesa in trincea, con il Lido allagato dalle piene del lago di Caldonazzo nell'indifferenza altrui, ente pubblico compreso. Ora il Comune di Pergine è intenzionato a rivoluzionare l'urbanistica della fascia lago con un progetto ad hoc e ci si tuffa a pesce. Eccolo, come fosse già finito.
Dalla strada provinciale, il largo vialone in rettilineo che conduce al Lido prosegue fino all'acqua, alberato su entrambi i lati: al termine un pontile stile Salò penetra nel lago e propone un bar pensile.
Le automobili sul vialone non entrano più. Sul lato a sinistra un albergo a quattro stelle, alto due piani.
Poco più avanti, ma sul lato opposto, una Residenza turistico-alberghiera. A piano terra strutture di servizio per ciclisti e per bagnanti, ristorante, bar, gelateria.
Al piano superiore una ventina di appartamentini, massimo 60 mq ciascuno, per chi desidera pernottare. Scompare lo storico campo da tennis e dalla residenza turistico alberghiera una lunga passerella conduce all'acqua dove una struttura mobile offre due piscine. Sotto la passerella un grande prato verde, al posto del Lido una vasta spiaggia pubblica. Alla Rta si accede con una stradina esistente parallela alla provinciale, perché il vialone è riservato solo a pedoni e biciclette. Queste provengono dalla ciclopedonabile Trentino-Veneto in costruzione, che, proprio davanti alle nuove strutture si biforca.
Da un lato costeggia il lago e dall'altro svolta verso la linea ferroviaria per dirigersi al conoide di Susà, non lontano dalla città. Tra la provinciale e la stradina di ingresso alla Rta vasti spazi mascherati dal profilo stradale sono destinati alla sosta di automobili e camper.
Per concretizzare l'intero progetto serve una variante al piano urbanistico in un'area distante tra i 200 ed i 400 metri dall'acqua, area ora destinata dall'urbanistica ad attività sportive ed a verde pubblico.
L'orizzonte di Sontacchi è ampio: prevede clientela prodotta dalla ciclopedonabile. Vicino si vede sorgere la Rta dell'imprenditore perginese Flavio Pallaoro, dotata di nuova piazza per la frazione ed il nuovo albergo del fratello Claudio.
Poco distante, alla base nautica di San Cristoforo, il rilancio delle attività sportive.
Nel piano Pizzi parcheggi ed ospitalità. A questo punto si inserisce, sacrificando lo storico Lido realizzato dalla famiglia. «Business in progress» per un costo ancora imprecisato, tra i 6 e i 10 milioni di euro.

Secondo la Provincia di Trento, che l'ha progettata e la sta realizzando, la nuova pista ciclabile Trentino-Veneto produrrà il passaggio di 3.000 biciclette al giorno nei due mesi caldi della stagione estiva.
Alla novità turistica e sportiva della vallata guardano gli imprenditori che stanno investendo a San Cristoforo. Anche Sebastiano Sontacchi, il proprietario del Lido nella «4 Esse srl» ci punta.
«Importante - dice Sontacchi - è decidere a quale turismo mirare. Noi investiamo pensando alla pista ciclabile Trentino-Veneto e per lo sport legato all'acqua. Il canottaggio con base nautica dove oggi c'è il Centro universitario sportivo gestito in futuro, speriamo prossimo, dalla cooperativa che è appositamente nata alla fine del 2007».
Ma non vi farete concorrenza proprio con questa cooperativa?
«No, se saprà operare per tutto San Cristoforo e la fascia lago».
Nemmeno con l'iniziativa dell'imprenditore Flavio Pallaoro, che a pochi passi dal Lido ha progettato una residenza turistico alberghiera apposta per catturare quanto più cicloturisti è possibile?
«No - risponde Sontacchi - se il piano Pizzi voluto dal Comune pensa al rilancio di San Cristoforo in modo aperto ad ogni iniziativa imprenditoriale».

.> 10/02/2008

«Fatto salvo che ci sarà una decisione di giunta, noi andiamo avanti, chiederemo al tribunale lo sfratto giudiziario del Cus dalla base nautica, che è proprietà comunale».
È la risposta di Marco Morelli, l'assessore alle attività economiche, alle decisioni prese dal direttivo del Centro universitario sportivo giovedì sera: non sgombera e visto che il Comune ha intimato lo sfratto, vada fino in fondo.
«Se è quello che vogliono - replica Morelli - di fronte al giudice gli contesteremo anche il mancato rispetto di obblighi contrattuali: doveva effettuare lavori alla base nautica per centinaia di migliaia di euro che non si sono mai visti e non escludo che, a questo punto, non si possano anche chiedere i danni».
Il presidente del centro Andrea Tomasi sembra però aprire un spiraglio, là dove dichiara la disponibilità del Cus se si avviasse un progetto turistico globale sul lago, non le pare?
«Tomasi offre apertura e collaborazione ora, ma da quando io sono assessore comunale, dal 2005, ho provato ad organizzare incontri, ho chiesto anche piccole cose, come ad esempio che l'entrata al centro fosse meglio segnalata in modo da cancellare la sua immagine da club privato, ma nemmeno rispondeva alle nostre lettere.
Mi sembra un po' troppo in ritardo la sua apertura alla collaborazione attuale».
Si sospetta che dietro l'iniziativa comunale ci sia dell'altro. «Solo la volontà di amministratori, enti e privati seri che vogliono il rilancio economico di San Cristoforo. Di solito le università portano in periferia innovazione, ricerca, nuova economia, mentre a noi ha portato il Cus e l'Augsburgerhof, acquistato dall'università trentina da molto tempo ed ancora chiuso. L'atteggiamento del Centro presieduto da Tomasi pregiudica lo sviluppo della località».
Di più non dice Morelli, mentre sembra preoccupato Massimo Oss, il presidente dell'Apt Valsugana.
«Non entro nel merito della diatriba, a noi interessa solamente che venga promossa e valorizzata una zona che sta soffrendo in questi ultimi anni. Ci auguriamo che questa vicenda non si traduca in un ulteriore danno per San Cristoforo, perché la base nautica chiusa oppure aperta all'ultimo giorno utile sarà solo un danno per la prossima stagione turistica. L'Apt ha analizzato e promosso un progetto turistico che vede la nascita d'una cooperativa coerente con le indicazioni di un piano di sviluppo che il Comune sta redigendo per il rilancio turistico di San Cristoforo. Se ci sono soggetti che hanno voglia di portare il loro contributo, siano essi privati o l'università, sono i benvenuti. Solo uno sforzo comune può contribuire».

.> 09/02/2008

Quasi «scuffia» il Centro universitario sportivo, rischia di andar sotto acqua. Non le imbarcazioni che ospita, sono tutte a secco dalla fine stagione 2007, ma la sua attività.
Allo «sfratto» intimato dal Comune, 15 giorni di tempo per lasciare, non è seguita alcuna reazione.
L'ultimatum è scaduto, comunque alla base nautica di San Cristoforo non si è mosso nulla, ma se il trasloco non c'è stato è perché il Cus ha deciso semplicemente di rimanere, di resistere.
«Noi ci configuriamo come un qualsiasi soggetto cui è arrivato uno sfratto ed allora attendiamo che il Comune ovvero il proprietario prenda le sue decisioni» chiarisce Andrea Tomasi, presidente e docente ad ingegneria. Le sue parole riflettono la decisione presa dal direttivo giovedì sera.
Se è assai garbato il tono delle sue parole, è invece fermo sui contenuti della decisione presa. A questo punto, è prevedibile che la vicenda vada a finire in tribunale, sempre che la proprietà non imbocchi un percorso diverso o faccia marcia indietro, il che sembra improbabile.
Qualche settimana fa aveva comunicato al Centro universitario la sua volontà di rescindere il contratto di comodato
gratuito concesso da anni, ritenendo che per motivi di pubblico interesse fosse opportuno affidarlo a chi è in grado di promuoverne l'attività e di rilanciarla, in Italia ed all'estero. Ciò nel quadro complessivo della valorizzazione di San Cristoforo, per la quale già si sono fatti avanti Mario Lazzeri, Massimo Oss, Flavio Pallaoro, Marco Segnana e Stefano Ravelli riuniti nella Coop San Cristoforo.
La cooperativa - creata in funzione di una possibile gara per la gestione dell'ex Cus - punta a realizzarvi un centro per il cicloturismo di respiro nazionale.
«Se partisse un progetto turistico globale sul lago siamo disponibili anche noi ad essere promotori - fa notare Tomasi -. Se il Comune, invece, ha già compiuto la sua analisi e non ci ritiene soggetto interessante, tocca a lui agire, non a noi».
Tomasi sembra aprire uno spiraglio alla trattativa, ma per rimanere. Però subito dopo aggiunge: «Esiste un rapporto tra un ente ed un'istituzione, loro e noi, legati da un contratto di comodato gratuito in essere da anni
e con scadenza 2012. Il Comune legittimamente può pensare di rescinderlo anticipatamente, è previsto in una clausola scritta, ma ciò va concordato tra le parti, altrimenti credo proprio che si andrà in tribunale. Ed abbiamo
il sostegno di tanti soci. Noi restiamo perché convinti di essere nel nostro buon diritto e perché in questo momento andarsene significherebbe interrompere l'attività e ciò non è accettabile».
È evidente che il direttivo giovedì sera ha dovuto compiere una scelta difficile. Andarsene significherebbe non traslocare, ma cessare l'attività, in mancanza di altri spazi utili ed agibili. Rimanere porta però al confronto in sede giudiziaria con il Comune. Il contenzioso si è aperto da qualche mese e la vicenda ha già sorpreso, vista la natura delle parti.

.> 12/01/2008

È nata giovedì sera nello studio di Borgo del notaio Donato Narciso la cooperativa San Cristoforo. Hanno versato la quota di 250 euro i nove soci fondatori ovvero Massimo Oss, imprenditore della zona lacustre; Mario Lazzeri, albergatore del posto; Stefano Ravelli, responsabile della promozione di Funivie Lagorai spa; Marco Segnana, titolare del centro sportivo di windsurf, catamarano e bike in riva al lago di Garda (alla foce del fiume Sarca); Flavio Pallaoro, imprenditore con interessi immobiliari a San Cristoforo; Gabriele Buselli, giornalista televisivo; Federico Samaden, responsabile della comunità di San Patrignano; Roberto Filippi del direttivo di Psa e Paolo Stefani, presidente della Pro loco. La nuova cooperativa nasce come soggetto per attività imprenditoriale allo scopo di realizzare un sistema integrato di offerta per la fascia lago e la frazione e per valorizzarne l'economia.

.> 10/01/2008

È giunto alla stretta finale il braccio di ferro tra Comune e Cus, il Centro universitario sportivo. Tale è, visto l'inopinato sviluppo della vicenda.
Infatti allo «sfratto» (recesso dal contratto) deciso dal Comune il 30 ottobre scorso, il Cus ha risposto con lettera dell'avvocato, che non l'accettava. La controrisposta municipale, datata lunedì 7 gennaio, è in una lettera di poche righe firmata dalla vicesegretaria generale Lucia Masè. «Intima al Cus di provvedere allo sgombero dell'immobile», dando 15 giorni di tempo per eseguire. Conclude ricordando che, diversamente, il Comune si rivolgerà all'autorità giudiziaria.Al centro del contendere, la diversa interpretazione che le due parti danno al concetto di «pubblico interesse». A questo si era appellato il Comune quando a fine ottobre aveva informato per iscritto il presidente del Cus Andrea Tomasi di esercitare il proprio diritto di recesso dal contratto che consentiva al Centro universitario di gestire fino al 2012 la base nautica con gli immobili che essa contiene. Recesso unilaterale previsto dal contratto. Nel settembre 2007, era stato il consiglio comunale a decidere di rilanciare San Cristoforo tutta, la sua fascia lago, dunque anche la base nautica «sfruttando al meglio le potenzialità dei luoghi, le strutture presenti e attivando collaborazioni con gli operatori privati del settore».
Poco dopo, il 16 ottobre, la giunta comunale aveva definito «le esigenze di pubblico interesse che fondano la necessità di modificare le attuali modalità di gestione del centro nautico». Eccole. L'urgenza di un più efficiente utilizzo delle strutture esistenti per consentire lo sviluppo delle potenzialità offerte dai laghi. Il bisogno di attivare forme di collaborazione che garantissero accessibilità e fruibilità all'offerta sportiva «in grado di proporre pacchetti di soggiorno e di promuoverli attraverso definite iniziative promozionali». Seguì un'apposita delibera della giunta che concludeva con la necesssità di recedere dal contratto con il Cus, in quanto non garantiva quello che era ritenuto l'interesse pubblico perginese. La lettera del recesso concedeva 30 giorni per lo sgombero della base nautica. La risposta in una missiva inviata per conto del Cus dall'avvocato Eugenio Traverso il 4 dicembre scorso. Scriveva che l'interesse pubblico espresso dal Comune tale non era. Non stava giuridicamente in piedi, dunque il Cus «non può accettare di interrompere i programmi già iniziati».
La risposta comunale di lunedì concede 15 giorni di tempo per lo sgombero totale. Poi prospetta l'iniziativa legale per rendere esecutivo lo «sfratto». Si arriverà a tanto?

.> 02/01/2008

Hanno deciso di precorrere i tempi e di scendere in lizza per la gestione del centro nautico ex-Cus fino a poche settimane fa affidata all'università trentina. Ma non solo: intendono realizzare a San Cristoforo un centro per il cicloturismo di respiro nazionale. Entro la metà del mese daranno vita ad una cooperativa apposita, la «Coop San Cristoforo», davanti al notaio. Tra i nomi dei fondatori annunciati durante l'incontro di presentazione nel giorno di San Silvestro si trovano quelli di Mario Lazzeri e Massimo Oss, proprietario di un albergo il primo e di un campeggio in fascia lago il secondo (è anche presidente dell'apt Valsugana-Lagorai-Terme-Laghi).
Flavio Pallaoro, imprenditore con interessi immobiliar-turistici in zona. Marco Segnana, titolare del centro sportivo di windsurf, catamarano e bike in riva al lago di Garda, alla foce del fiume Sarca. Stefano Ravelli, responsabile della promozione di Funivie Lagorai. Tra i nomi dei probabili soci spunta quello di Federico Samaden, direttore della comunità di San Patrignano dove ha sede Bici doc, scuola d'artigianato e tecnologia della bicicletta, di Gabriele Buselli, noto gionalista televisivo appassionato del pedale, di Paolo Stefani, presidente della Pro loco, e Roberto Filippi, membro del direttivo di Psa.
Al tavolo per illustrare motivazioni ed obiettivi Oss, Ravelli e Lazzeri nell'albergo che ha il nome della frazione lacustre. «Abbiamo pensato ad uno strumento funzionale adatto al rilancio di San Cristoforo in chiave turistica - così Oss, precisando di parlare come operatore della località - partecipando alla gara per la gestione dell ex-Cus come centro per attività sportive, gara che speriamo prossima e per fare della località il primo villaggio del ciclista in Trentino e di spicco in Italia».
Le linee portanti del progetto sono già delineate e sarà Ravelli, in veste di tecnico, ad elaborare il piano di fattibilità complessivo. Adattare alla bicicletta ed allo stile di vita di chi la pratica le strutture ricettive esistenti è l'obiettivo iniziale puntando ad attrarre le decine di migliaia di ciclisti appassionati trentini e parte dei milioni che in Italia ed all'estero spingono sui pedali. Aprire una bicibiblioteca, una biciofficina ed un bicigrill, individuati nella grande darsena in legno sul lago. Comunque appoggiandosi inizialmente alla base nautica. La zona ben si presta al nuovo centro. Le bici corrono sulla pista Trento-Bassano lambendo San Cristoforo dove approda la lungolago di Caldonazzo, praticabile dalla primavera 2008 e si incrociano i percorsi lago-città già utilizzabili o progettati.
«Siamo pronti a sfornare un piano di fattibilità generale che privilegi la natura e la vacanza moderna», anticipa Ravelli. Quando sarà emesso il bando di gara comunale per le gestione del centro nautico? «Non possiamo permetterci un anno di pausa, si dovrà riaprire già a primavera» incalza Mario Lazzeri che s'è detto pronto ad investire a fronte del rilancio della fascia lago. «E come me faranno gli altri operatori, dal momento che ora si passa dalle parole, tante, degli anni scorsi, ai fatti». Il rapporto con l'università potrà continuare? «Se la nostra cooperativa vincerà la gara - assicura Oss - spalancheremo le porte a tutti, università compresa, migliorando ed ampliando le attuali strutture e senza investire nel cemento, ma in opere ecosostenibili».

Il puzzle della fascia lago si sta tangibilmente componendo. E non c'è dubbio che la regia sia pubblico-privata. Anzi, il pubblico ovvero il Comune, dichiara da tempo di muoversi per convincere il privato ad investirci.
Prima ripensa il Prg e mette sotto la lente San Cristoforo e le sue «appendici», ovvero Valcanover e la località Faro fino alla Cà Rossa. Poi incarica l'architetto Emilio Pizzi (già progettista del polo Cederna) di preparare uno studio (quasi finito) per la riqualificazione dell'intero ambito. Frattanto passano di mano alcune proprietà vicine al lago, acquistate da società dell'imprenditore perginese Flavio Pallaoro. Un albergatore rimodella la propria struttura, il Lido Seehof. Il Comune sfratta l'Università dalla base nautica. Tra qualche giorno emetterà il bando di gara per la nuova gestione.

.> 06/12/2007

Ha suscitato un deciso interesse lo studio per la riqualificazione della fascia lago dal Lido al Faro, ieri in pagina, redatto dall'architetto Emilio Pizzi, il medesimo del polo Cederna. Il commento più frequente: «finalmente si ridà vita a San Cristoforo». E molta curiosità per la la creazione del porto lacuale dove oggi si trova la base nautica del Cus, per la il grande prato verde ideato alle sue spalle, per i tre nuovi parcheggi disegnati lontani dal lago, nei pressi della statale 47, del Pub Gulliver e del vialone del Lido. Curiosità per il villaggio diffuso tra il medesimo vialone, l'hotel Lido Seehof e la sua dependance, per la nuova piazza dove oggi si trova solamente lo slargo vicino alla fermata dei bus di linea. Ha colpito l'immaginazione il pontile-spiaggia ideato sul lago, al largo del biotopo tra la zona darsene fino al Faro. Evidentemente la provocazione del professionista è forte tanto che ieri il sindaco Anderle ha segnalato che quel pontile non si farà. «E' troppo vicino al biotopo». Architetto, quali linee guida ha seguito nell'elaborare lo studio per la fascia lago e per San Cristoforo? «Il nodo sta nel capire quale centralità dare all'intera zona, come restituire in qualche modo una dignità urbana all'abitato, come ricomporre una serie di elementi oggi dispersi, ma da valorizzare, quali sono i biotopi ed il nucleo della vecchia frazione». Che senso ha il lungo pontile darsene-faro? «M'è stato chiesto di collegare il nuovo porto e le spiagge alle due sponde della fascia lago. Allora ho pensato al pontile, come spiaggia e come osservatorio del biotopo, dall'esterno, dunque rispettandolo. E' una provocazione ideale per uscire dai molti vincoli che l'area impone». Quali vocazioni ha individuato? «Sicuramente il legame con lo sport ed il turismo, ai quali però serve dare connotati di maggiore efficenza funzionale, dal momento che la fascia propone tanti elementi che possono collidere tra di loro. Per lo sport sono possibili varie discipline. Il canottaggio a ridosso sul lato Lido, la vela nel porticciolo e lo sci nautico al Faro. Altro elemento è la balneazione, con spiagge da ridisegnare, lasciando comunque intatto il profilo delle sponde». La trasformazione della base nautica del Cus quali obiettivi si pone? «Di dotare San Cristoforo d'un vero porticciolo lacustre con una nuova spiaggia sul lato delle darsene ed un'ampia fascia verde tra il porto e gli spazi previsti per il ricovero delle imbarcazioni per dare respiro a tutta la zona, con una piscina pubblica dove oggi si trova il parcheggio del Cus». Come ha risolto il rapporto tra pedoni ed automobili? «Pensando alla completa pedonalizzazione di tutta l'area dello studio, espellendo i mezzi a motore nei nuovi parcheggi, disegnati all'inizio delle strade di penetrazione, dunque lontani ed allo stesso tempo vicini, in modo da raggiungere le spiagge e l'acqua a pied. Penso anche a chiudere l'anello delle ciclabili previste in zona e lungo lago».

.> 05/12/2007

Emilio Pizzi ha ideato una diversa fascia lago per riqualificare l’intero tratto che dal biotopo nei pressi del Lido si spinge fino alla località Faro.
La frazione di San Cristoforo ne esce decisamente rivitalizzata nei suoi due fulcri, la zona Cus-colle e quella compresa tra il Giropizza ed il vialone che porta al Lido.
«È solamente uno studio, dovrà essere discusso da alcune commissioni, so che deve essere presentato alla popolazione e partecipato. Le mie sono provocazioni progettuali utili a sondare le diverse opinioni», minimizza un po’ l’architetto, ma l’elaborato è tale che, se non sarà snaturato, rinnoverà l’intera zona coinvolta.
L’area per molti anni del Centro universitario sportivo (Cus), ad esempio. Dove oggi si trova la base nautica è previsto un porto dotato di alcuni moli per la vela ed attività di diporto lacuale. Al posto del parcheggio antistante l’entrata del centro, un’area verde e contenitori per il deposito delle imbarcazioni; nei pressi attività di ristorazione. Ma lo studio ridà vita all’intera fascia pensando a dislocare l’attività di canottaggio oggi al Cus sulla sponda occidentale, in un’area attigua al biotopo con invaso da ricavare alla foce del Rio Merdar che proviene da Canale. L’attività di sci nautico, oggi inesistente in fascia, è individuata sulla sponda opposta, la orientale. Ci si arriva mediante un pontile-spiaggia del tutto nuovo, lungo centinaia di metri al largo del biotopo. Le estremità sono collocate sulla punta di San Cristoforo presso le Darsene e in zona Faro. Consentirebbe il collegamento, ci si potrebbe camminare, transitare in bicicletta o semplicemente sostare per i bagni di sole.
Nei pressi delle nuove attività, lo studio indica la possibilità di ricavare strutture ricettive per chi praticherà lo sport. La balneazione sarebbe favorita da un nuovo disegno delle spiagge, da dotare dei servizi oggi mancanti. Per lasciare le automobili il più possibile lontano dall’acqua, in modo da rendere la fascia pedonale, Pizzi ha inserito tre nuovi parcheggi. Lungo la stradina che dalla zona Darsene porta alla statale 47, sul lato sinistro. Un secondo, più esteso, alle spalle del Pub Gulliver, sul lato sinistro della strada che entra a San Cristoforo. Il terzo è collocato all’incrocio tra il viale del Lido e la provinciale, questo riservato ai camper. L’occhio dell’architetto si è poi spostato sull’altro lato della frazione, quello degli alberghi dismessi, del piccolo slargo dove si trova la fermata dei bus di linea. L’ha ripensato completamente. Sul lato verso il lago ha disegnato una piazza con anfiteatro e da questa all’acqua uno spazio verde dotato di strutture ricettive. È la zona del «villaggio diffuso» illustrato su questa pagina dall’imprenditore perginese Flavio Pallaoro. Luogo di incontro per gli amanti dello sport, per i biker, con struttura ricettiva, ristorazione, salone d’incontro e casette sul lato verso viale Lido. In collegamento con la nuova area destinata al canottaggio. Dallo studio emerge chiara la volontà di non dotare la fascia a lago di strutture pesanti, semmai di volumi sostenibili. Il concetto di eco-sostenibilità dovrà però confrontarsi con l’aumento di persone attratte dalle attività sportive e dalla ricettività. Insomma, con il nuovo carico antropico.
Se da un lato è chiara la volontà comunale più volte pubblicamente dichiarata di staccare con il passato e con il declino turistico di San Cristoforo, dall’altro le novità dovranno confrontarsi con chi ci abita e lavora, perché ogni progetto sulla fascia e per la frazione ha le caratteristiche del ricamo tra i molti vincoli urbanistici, stradali e naturali della fascia a lago.

.> 04/12/2007

Nulla s'è mosso alla base nautica del Centro Universitario Sportivo (Cus) di San Cristoforo: imbarcazioni ed attrezzature sono al loro posto, nonostante mercoledì 5 dicembre diventi esecutivo lo sfratto ovvero il recesso dal comodato gratuito deciso il 16 ottobre scorso dalla giunta Anderle. Il Centro dal 1984 utilizza gli spazi comunali in riva al lago ricevuti in comodato gratuito. Ieri in comune facevano sapere che Andrea Tomasi, il docente che lo presiede, ha chiesto tempo fino alla metà del prossimo mese di febbraio per liberare lo spazio.
Ma veramente il Cus sfrattato non interessa all'università trentina? Se la base nautica sarà dismessa, gli studenti non godranno più delle attività sull'acqua che per anni è stata in grado di offrire: canottaggio, barca a vela, ecc.. L'abbiamo chiesto al rettore dell'ateneo Davide Bassi.
«In realtà aveva progettato lo sviluppo della base e doveva essere sovvenzionato dal Coni, ma i fondi sono esauriti. Quanto sta accadendo mi dispiace, l'attività di canotaggio sul lago è importante. Lasciamo il Cus e stiamo verificando possibili opzioni, ma non posso pensare di investire come università. Le nostre priorità sono le aule per gli studenti ed i laboratori.
Naturalmente quanto è accaduto ci preoccupa, anche se il Centro è giuridicamente dipendente da un ente nazionale e non da noi, perchè svolge un'azione positiva per i nostri studenti. D'altro canto stiamo rivedendo tutto il sistema delle attività sportive della nostra offerta per studenti e dipendenti assieme all'Opera universitaria per trovare un nuovo assetto complessivo».
Forse ospiterete il Cus nel vicino Augsburgerhof di Valcanover? E' proprietà dell'università trentina dal 1999.
«Non è nei nosti programmi. Ora stiamo valutando il da farsi dello stabile e del grande prato sul lago per capire cosa convenga. L'idea di un centro congressi avanzata anni fa mi sembra poco felice, anche per i costi. Le priorità oggi sono altre».
Se ne sta occupando il settore patrimonio immobiliare dell'università. Sul tavolo ha quattro opzioni: sede riservata alle delegazioni di docenti e ricercatori in Trentino per convegni oppure luogo aperto a studenti, dipendenti ed autorizzati. Costo minimo degli intervento un milione di euro. Le altre opzioni sono intermedie tra le due citate, variano solo per la diversa ripartizione degli spazi. Lo stabile potrebbe garantire fino ad una trentina di stanze. Come ricavare nei 5.400 mq di verde annessi al fabbricato lo spazio anche per la base nautica? Non sembra possibile a chi se ne sta occupando.
Ben poche persone in città pensano che il Cus se ne andrà dal lago di Caldonazzo. «Ho incontrato il suo presidente - risponde l'assessore al turismo Marco Morelli - m'ha chiesto la proroga assicurandomi che lo sgombero avverrà entro e non oltre metà febbraio 2008. Ho accettato, anche perchè tale richiesta comprende l'implicita accettazione del recesso che abbiamo deciso». Il bando di gara per la futura gestione della base nautica è in preparazione in municipio. Prevede, tra l'altro che i partecipanti dichiarino quanto saranno disposti ad investire, con quale tempistica e quale promozione potranno garantire. Pergine, è noto, punta ad inserire la località nei pacchetti promozionali italiani e stranieri.
Dove si trasferirà il Cus? Se qualche accomodamento non verrà alla fine trovato, non mancano certo gli spazi sulla fascia lago compresa tra Riva del Garda e Torbole.

.> 29/11/2007

E' tortuoso il percorso della nuova ciclabile lago-città, ma finalmente la giunta municipale ha scelto, martedì, tra opzioni diverse. A realizzarla provvederà il servizio provinciale di conservazione ambientale. Il tracciato collegherà la ciclabile Pergine-Calceranica in costruzione con la rotatoria Dosseti in prossimità del cento storico. L'inizio in zona lago è previsto nei pressi dell'esercizio pubblico La Lanterna. La pista lambirà i binari della Trento-Venezia, lato sinistro in direzione del cavalcavia ferroviario. Qui il tracciato verrà ricavato proprio nella scarpata, poi proseguirà alle spalle del biotopo Canneti fino al vialone che porta al Lido per dirigersi al lungo lago Pescatori fino al parcheggio antistante la base nautica del Centro Universitario Sportivo. Di qui prosegue sulla stradina che sfiora il colle di San Cristoforo ed in seguito si inoltra a fianco della statale 47 fino al Pub Gulliver. Qui è previsto l'attraversamento della strada provinciale che entra nell'abitato di San Cristoforo, quindi si immette nella ciclabile esistente in direzione di Pergine città fino al parcheggio di servizio alla pista. Il progetto prevede che questa venga ricavata nella scarpata del cavalcavia stradale per sbucare in via al Lago e poi inoltrarsi verso la discoteca Number One per immettersi, infine, nella ciclabile ricavata da anni alle spelle degli esercizi commerciali fino a giungere alla rotatoria Dosseti.

.> 25/10/2007

Passerà sotto il rilevato della statale 47, all’altezza dello svincolo di San Cristoforo la nuova ciclabile comunale, lunga oltre due chilometri, che collegherà il lago al centro città.
Tra le cinque alternative progettate (l’Adige di ieri) la giunta comunale martedì ha scelto il tracciato di collegamento tra la ciclabile lungolago in costruzione e la rotatoria Dosseti, a ridosso del centro cittadino.
Il tracciato prevede l’inizio dal biotopo di San Cristoforo (all’esterno), una passerella sul Rio Merdar lunga 25 metri fino al parcheggio antistante il Lido. Di qui prosegue sulla strada lungolago esistente fino al parcheggio della base nautica del Centro Universitario Sportivo. La pista continua immettendosi nella stradina antistante il nuovo impianto di Stet spa ricavato sotto la collinetta della frazione su un lato e il parcheggio Pallaoro sull’altro. In prossimità della statale 47 devia a sinistra e la costeggia fino al Pub Gulliver. Quindi continua al di là della strada provinciale numero 1 e s’immette sul tratto già costruito contemporaneamente al nuovo svincolo di San Cristoforo, parallelo alla statale 47.
Oggi questo tratto termina vicino al passaggio a livello di via dell’Angi. Da qui la nuova ciclabile entrerà in un tunnel che il progetto prevede di ricavare sotto il rilevato con uscita su via al Lago e prosecuzione in direzione della discoteca Paradisi Star, dove devierà dirigendosi alle spalle dei magazzini commerciali fino a sbucare alla rotatoria Dosseti, sul vecchissimo tratto esistente.
Il progetto scelto prevede un costo di 1.339.000 euro, per 574 euro al metro lineare.

.> 24/10/2007

Nuove ciclabili. Una, provinciale, con percorso già deciso e una seconda, comunale, con più possibilità di scelta. La provinciale riguarda un tratto della Trento-Bassano per collegare la progettata Trento-Civezzano alla ciclabile lungolago in costruzione dalla località Lanterna a Calceranica. Propone percorsi inediti e risolve l’annosa questione del tratto tra la Lanterna e il il biotopo San Cristoforo, che non viene intaccato.
La soluzione progettata dal Servizio provinciale di conservazione dell’ambiente la inserisce nella scarpata esistente tra la linea ferroviaria e la soprastante strada provinciale lungolago. Era da anni tra le ipotesi prospettate, ora è trasformata in progetto.
Del tutto inedito, invece, è il percorso scelto per collegare questo tratto a Civezzano. È individuato in parte su stradine interpoderali e parte in campagne lungo la direttrice che dalla frazione di Canale porta fino a Roncogno ed oltre. Il percorso, segnalano i tecnici, è concepito in modo tale da garantire la sicurezza di chi percorre la ciclabile stessa e in modo da intaccare il meno possibile il territorio coltivato. Dalle vicinanze del biotopo di San Cristoforo costeggia, a monte, la linea ferroviaria spingendosi fino alla frazione di Canale, bordeggia via dell’Angi e poi entra in stradine tra i campi in posizione mediana tra le frazioni e i binari, supera la vecchia stazione ferroviaria di Roncogno per dirigersi verso Civezzano innestandosi nel tracciato della ciclabile che sale da Trento.
Il nuovo percorso si collega a quella progettata dagli uffici comunali nei pressi del biotopo di San Cristoforo a monte del Lido. Obiettivo comunale dichiarato: consentire a chi percorre quella provinciale di dirigersi verso il centro città su percorsi protetti. L’area non è facile, in quanto è solcata da strade comunali, provinciali, dalla statale 47 ed è abitata. Le opzioni sul tavolo sono cinque. Eccole.
La prima: dalla Trento-Bassano, zona biotopo, una passerella nuova sul rio Merdar lunga 25 metri fino a giungere al parcheggio del Lido e alla zona Darsene usando la strada lungolago esistente. Da qui, sulla stradina sottostante il colle della chiesetta frazionale, fino alla statale 47, poi la ciclabile la costeggia fino al pub Gulliver, attraversa la provinciale e s’innesta sulla ciclabile esistente che viene allungata fino alla rotatoria Dosseti.
La seconda: un sottopasso alla statale 47, a 50 metri di distanza al Pub Gulliver per collegarsi con la pista esistente su via del Rastel.
La terza: passa sotto il ponte della statale 47, poi, parallela ai binari, si dirige verso la rotatoria Dosseti.
La quarta: alla fine della ciclabile esistente vicina alla bretella stradale tra la città e San Cristoforo, attraversa la statale 47 con un sottopasso.
La quinta: prevede anch’essa il sottopasso alla 47 e poi un tratto protetto lungo le campagne fino a collegarsi alla ciclabile nei pressi della discoteca Paradisi Star. I costi delle cinque opzioni variano da 810.000 a 2.110.000 euro.

.> 20/10/2007

 

«Mi sembra che si voglia favorire qualche soggetto privato», afferma Andrea Tomasi, il presidente del Centro universitario sportivo, appena saputo dello sfratto deciso dalla giunta comunale. Tempo 30 giorni e poi il centro dovrà essere liberato. In vista c'è un bando per affidarne la gestione.

«Non sono io quel privato» risponde Flavio Pallaoro, imprenditore perginese con interessi anche in campo alberghiero-turistico. È noto, però, il suo interesse per San Cristoforo. Veramente non rientra nel suo business il Cus? «No, non sono direttamente interessato e non chiederò di gestirlo. A me interessa invece che tutta San Cristoforo riviva, ho puntato sul suo futuro. Certo, più persone frequenteranno la base nautica e più tutta la frazione, il lago e le sue attività ne beneficeranno».

Pallaoro parla della sua visione della fascia lago e dei suoi investimenti, dopo aver letto su questa pagina dello sfratto dato dal Comune all'ateneo trentino che proprio a San Cristoforo gestisce dal 1984 il Cus. La giunta Anderle ha incaricato l'architetto milanese Pizzi di ridisegnare tutta la fascia lago da Valcanover alla Ca' Rossa. L'imprenditore opera in zona con la sua Val.Fin srl, finanziaria di cui è amministratore unico. Società unicamente dedicata, tra le altre che possiede, ad investimenti in turismo e benessere.

«Io mi sono mosso quando ho saputo che l'amministrazione perginese intende rilanciare tutta la zona gravitante sul lago di Caldonazzo. Ho creduto nel suo futuro ed ho iniziato ad investirci. da anni è bloccata». Ha acquistato villa Caneppele, la sua piscina ed un corridoio di terra lungo 150 metri che le collega alle rive del lago e poco distante ha acquistato pure la dependance dell'hotel Seehof di Claudio Sontacchi, il tutto per circa 2 milioni di euro, di cui 1.100.000 per la villa.

Ma non basta, ha anche acquistato dei prati antistanti il manufatto di Stet spa recentemente costruito sotto il piccolo colle della chiesetta di San Cristoforo. A quale scopo, Pallaoro? «Per aprire un parcheggio di 100 posti auto, in modo che chi transita sulla statale 47 e voglia recarsi al lago possa trovare spazio per il proprio mezzo, anche per i biker che depositano l'automobile e inforcano la bicicletta». Poco distante c'è la base nautica del Cus, quello sfrattato dal Comune. Quale rapporto potrà avere con il parcheggio? «Direttamente nessuno, ma i miei investimenti sono guidati da una logica complessiva che riguarda tutta la fascia lago». Quale logica e per quali progetti? «Per rilanciarla servono parcheggi lontani dall'acqua e strutture ricettive. Ecco la funzione del prato che ho acquistato da trasformare in parcheggio. Al Cus non penso, toccherà ad altri gestirlo, penso invece al centro che ho progettato tra la piazzetta di San Cristoforo, il viale che porta al Lido e la dependance del Seehof». Cos'ha progettato? «Ristrutturo la dependance per 20 posti letto, dotata di un centro servizi da 200 posti dove i biker e la clientela possano ritrovarsi e cucinare, con garage interrato.

Servirà anche ai giovani che frequenteranno il Cus, sportivi appassionati di vela e di altre attività sull'acqua. Vicino ho progettato un albergo diffuso ovvero costruzioni per due, tre, quattro persone con una cinquantina di posti letto. È una realizzazione a bassissimo impatto ambientale, leggera, quella preferita da chi fa tursimo nella natura». Lungo il viale che porta al Lido, lo studio di fattibilità cui lavora Pizzi prevede un parcheggio a livello del suolo, di servizio, su spazio comunale, vicino agli investimenti della Val.Fin. Nei pressi è prevista una pista ciclabile nuova, lungolago, progettata dalla Provincia. Tra pubblico e privato si sta progettando la rinascita della fascia lago.

 

.> 19/10/2007

 

Qualche avvisaglia c'era stata, ma l'ingegnere Andrea Tomasi, il presidente del Cus, assicura di aver appreso dal giornale lo sfratto deciso dal Comune, leggendo la pagina di ieri. Non credeva che la giunta comunale sarebbe arrivata a tanto: sfrattare un'attività dell'ateneo trentino, presente con il suo centro sportivo dal 1984. «Sicuramente verificheremo e cercheremo di capire, ma alla fine saranno il rettore Bassi e la giunta provinciale a decidere. Il Cus è un'attività di respiro europeo, a noi si riferiscono centri europei e questo Pergine non l'ha voluto capire».

La giunta Anderle ha deciso di sfrattarvi adducendo motivi di interesse pubblico. «Cercheremo di capire cos'è questo interesse pubblico. Quando abbiamo chiesto un incontro c'è stato detto che c'erano privati intenzionati a rilanciare la zona: Sbaglia il Comune ad escluderci, perché il Cus potrebbe giocare la carta del rilancio, ma non può accollarsi certo l'onere di essere l'unico soggetto che se ne fa promotore. Qui serve ricettività, che invece manca, e di buon livello. Il problema degli ultimi anni sta nel fatto che gli universitari hanno trovato una pessima ricettività. Noi ne abbiamo informato il comune, che però non ci ha coinvolto nel progetto di rilancio».

Punta alla promozione turistica promuovendo il centro da affidare a gestori professionali in Italia ed Europa. A voi si imputa l'incapacità di dare maggiore respiro ala vostra attività, in modo da rientrare nella promozione della fascia a lago di San Cristoforo. «Trovo strano questo modo di fare perché con il Comune già cinque anni fa avevamo elaborato un progetto molto ambizioso, finanziato dalla Provincia di Trento per 600.000 euro, ma la giunta comunale l'aveva bloccato. Siamo stati accusati di non avere realizzato il centro internazionale di canottaggio, ma sono loro ad averlo bloccato.

Il progetto c'era, il presidente della Federazione italiana di canottaggio Romanini ha visitato più volte la nostra base ed il lago esprimendo un parere positivo, ma Pergine ha bloccato tutto. A quel punto la Provincia aveva ritirato il finanziamento. Leggo che il municipio farà un bando per affidare il centro ad operatori professionali. Auguro ai futuri gestori maggiore successo. Noi, comunque, abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per Pergine, contrariamente a quanto alcuni hanno dichiarato, con tariffe ipercompetitive ed attenzione ai frequentatori che mi auguro avranno anche i prossimi operatori».

La vostra gestione non ha saputo contribuire allo sviluppo della località: questo vi si imputa. «Nel 2006 abbiamo organizzato 14 corsi di vela, sia con formula settimanale che weekend per 60 allievi; 5 corsi di vela settimanali per bambini e ragazzi per 42 allievi; 10 corsi di windsurf per altri 34 e 24 corsi di canottaggio per 29 persone. L'anno scorso hanno frequentato il centro 355 soci e tra questi 135 di Trento e 86 della Valsugana e stranieri». Sarà un bando pubblico a mettere in gara la nuova gestione. Parteciperete? «Ci sembra che si voglia solo favorire qualche soggetto privato. Oggi sembra che il privato sia la soluzione, ma io ho qualche grosso dubbio. Pergine invoca gestori professionali, mi auguro che prestino attenzione pari alla nostra ai ragazzi ed ai soci e mi auguro che le tariffe non si alzino, visto che il privato fa business».

Si vuole lanciare turisticamente la fascia lago e fare della base nautica il fulcro di attività velistiche, di canottaggio e di windsurf: è il progetto perginese. «Probabilmente guardano con un'ottica ristretta. Noi abbiamo sempre organizzato campus estivi portando studenti da tutta Italia e stranieri, fino a 400 per estate nei primi anni. Siamo stati i primi a lanciarli già dal 1985, certo dopo è subentrata la concorrenza di circoli nautici per studenti di località come Palermo e Cagliari, di richiamo maggiore. Come potevamo contrastarli?». Pensa che potreste ancora giocare un ruolo significativo? «Noi potremo garantire una ricaduta legata al mondo universitario italiano e straniero e senza scopo di lucro».

 

.> 18/10/2007

 

Il Comune sfratta il Cus dalla base nautica di San Cristoforo. Se ne parlava da tempo e con più frequenza negli ultimi mesi, ma ora la decisione è ufficiale.

Martedì pomeriggio la giunta comunale ha deliberato di recedere dal contratto di comodato gratuito che dal 1984 consentiva al Centro Universitario Sportivo (emanazione dell'ateneo trentino) di gestire la base nautica in riva la lago. Tecnicamente recesso, ma sfratto di fatto. «Il tempo necessario agli uffici comunali per inviare la raccomandata ed il Cus disporrà di 30 giorni per liberare gli spazi», precisa l'assessore al turismo Marco Morelli. È la fine d'un rapporto che dura da più di vent'anni, da quando l'Università trentina approdò in riva al lago per soddisfare la voglia di sport sull'acqua dei suoi studenti. Anno dopo anno ha ospitato centinaia di giovani che trascorrono ore liete in canoa, windsurf, vela.

«Entro febbraio 2008 entrerà il nuovo soggetto gestore - anticipa Morelli. È allo studio un bando pubblico aperto ad operatori professionali in grado di garantire pacchetti promozionali d'offerta turistica, investimenti adeguati ed attività di marketing in modo da inserire il luogo nelle correnti turistiche italiane ed internazionali». La recessione dal contratto con il Cus è assai articolata nella delibera, ma di fatto s'appella ad una delle due clausole previste. Per motivi d'interesse pubblico, la proprietà - ovvero il Comune - può rompere unilateralmente il rapporto. La motivazione sta nella più volte dichiarata volontà di rilanciare il luogo e ciò, per la giunta Anderle, costituisce motivo di interesse pubblico, non più procrastinabile. La gestione universitaria, tra l'altro, s'era impegnata ad effettuare lavori di ampliamento e miglioramento per 600.000 euro entro la fine 2005, mai eseguiti, ma questa inadempienza contrattuale non si trova nella delibera decisa martedì. Lo stesso sindaco Renzo Anderle motiva lo strappo: «Noi intendiamo riqualificare tutta San Cristoforo, puntando molto sulle attività sportive legate all'acqua, alla bicicletta e al territorio, dunque non potevamo che chiudere il rapporto con l'Università, in modo che la base nautica possa diventare il fulcro di tali attività. Inoltre, il Cus ha eluso gli impegni assunti di qualificare il centro dove per tanti anni ha operato. Le attività del Cus sono divergenti rispetto al nostro progetto». E qual è questo progetto? «Sarà il centro della vela e del canotaggio con il dragon boat come attività collaterale, luogo di formazione di atleti e punterà sulla promozione delle sue attività in modo utile a tutta San Cristoforo. Il lago si presta anche come campo di gara per la canoa, l'olimpionica Josepha Idem l'ha più volte sostenuto».

 

.> 18/10/2007

 

«La base nautica oggi gestita dal Cus è compresa nella nuova visione urbanistica allo studio per tutta San Cristoforo - precisa il sindaco Renzo Anderle - dunque dovrà diventare un centro sportivo con attività in grado di inserire la frazione lacustre nell'offerta promozionale italiana ed europea. C'è uno studio di fattibilità ancora in bozza, elaborato dall'architetto Pizzi, che prevede la base nautica come fulcro di tali attività». È Emilio Pizzi, l'architetto milanese che ha progettato l'area ex Cederna ed al quale la giunta comunale ha affidato una consulenza anche per la fascia lago da Valcanover al Faro, passando per San Cristoforo.

Anderle è abbottonato sullo studio, ma è possibile comunque spiegarne i nodi fondamentali. Essenzialmente due. Uno proprio centrato sul futuro centro sportivo oggi affidato al Cus. Prevede un nuovo complesso per attività di vela e canoa, per la pratica e la formazione (alto non più di due piani), con spazi per la ristorazione dove oggi si trovano i parcheggi all'entrata della base nautica, consentendo così al futuro centro ampi spazi di manovra verso l'acqua. Il parcheggio citato sarà ridisegnato ed è prevista anche una nuova area di sosta per mezzi a motore nei prati antistanti il manufatto di Stet spa sottostante il colle della frazione. È il tipico parcheggio di attestamento, in modo da obbligare automobili e moto a sostare distanti dall'acqua e guidare le persone a piedi su nuovi percorsi fino alle rive.

L'altro nodo è nei pressi dello slargo di San Cristoforo dove si fermano i bus di linea. Utilizzando anche spazio verde all'interno, è previsto di ricavarvi un luogo di aggregazione, piazza con spazio per eventi, con collegamento diretto al lago. Non lontano il centro per i bikers con ospitalità. Il vicino parcheggio di attestamento è previsto lungo il vialone che dalla strada provinciale porta al Lido, lato sinistro, prima della proprietà Sontacchi. È previsto che le opposte rive saranno collegate da una pista ciclabile. Quanto alla viabilità che attraversa San Cristoforo, è indicato il trasferimento a monte solo della viabilità su gomma, mentre rimane nella sede attuale la linea ferroviaria.

 

.> 20/09/2007

 

Le avvisaglie prima dell'estate, ora la decisione, presa martedì dalla giunta comunale. Al Cus (il Centro universitario sportivo) sarà inviata formale disdetta del contratto rinnovato nel 2003, che altrimenti scadrebbe nel 2012. Il Centro, emanazione dell'Università trentina, gestisce la base nautica di San Cristoforo dal 20 giugno 1984. Ospita ogni anno centinaia di giovani e meno giovani che trascorrono ore liete su imbarcazioni di vario tipo: canoe, windsurf, vele Il suolo è comunale e il contratto consente al Cus di gestirlo in comodato gratuito. Tra gli oneri in capo all'Università, scritti in contratto, si trova «l'impegno di realizzare lavori di ampliamento e miglioramento del centro nautico entro il 31.12.2004 e completare gli arredi entro il 31.12.2005».

«Confermo che la disdetta sarà inviata quanto prima - assicura Marco Morelli, l'assessore comunale al turismo - comunque entro la fine di quest'anno». Perché Pergine vuole sfrattare il Cus, dopo tanti anni? «Noi non abbiamo ancora visto alcun lavoro di ampliamento e di rinnovo della base nautica, ma la giunta s'è decisa a prendere l'iniziativa per un motivo assai più importante. Desideriamo trasformare tutta la zona di San Cristoforo, caratterizzandola con nuove attività sportive di attrazione non solo locale, ma nazionale e internazionale. L'attività del Cus non risponde più a queste nostre esigenze. Questa è la motivazione reale che ci ha fatto decidere per la disdetta. Desidero sottolineare, inoltre, che agiamo dando seguito a quanto già il consiglio comunale aveva a suo tempo deciso per il rilancio della località».

Di rilancio hanno parlato le ultime quatto giunte comunali, ma non s'è visto ancora nulla di tangibile. Voi cosa proponete? «La disdetta si toccherà con mano. Abbiamo valutato ipotesi alternative alla gestione Cus, in modo da soddisfare in pieno le esigenze di rilancio di San Cristoforo, che va gestito in modo imprenditoriale tramite progetti che possano promuovere la località anche all'esterno. E pensiamo anche ad una gestione aperta». Ovvero? «Se oggi un perginese s'avvicina alla porta d'entrata della base nautica, quando è sul cancello fa dietrofront perché tutto gli indica che si tratta di una struttura chiusa, non aperta a tutti, come invece dovrebbe essere per contratto». Il contratto prevede la disdetta, ma solo per motivi di pubblico interesse. «È vero, ma San Cristoforo è d'interesse pubblico, tant'è che noi disdetteremo proprio per rispettare le indicazioni di rilancio date dal consiglio comunale».

Perché ci pensate solo adesso? Il Cus gestisce la base nautica dal giugno 1984. «Io sono assessore solo da due anni. Serve del tempo per valutare situazioni delicate». A cosa puntate? «A trasformare la base oggi del Cus nel centro di valle del turismo sportivo, punto di riferimento per ogni attività sportiva dell'alta Valsugana, ma con iniziative di forte richiamo». A chi pensate di affidarne la gestione? «In pole position c'è l'Apt Valsugana Vacanze. Ci farà da capofila per una organizzazione complessa che coinvolge tutto San Cristoforo, come riferimento per attività acquatiche, vela, canoa, nuoto, dragon boat, windsurf, ma anche scuola di mountain bike, nordic walking, eccetera». Nel nuovo progetto il Cus non avrà alcun ruolo? «Potrà farne parte, ma non essere il coordinatore capofila. Noi non chiudiamo certo le porte all'università». E se il Cus se ne andrà? «Arriverà il Centro sportivo di Segnana, da Torbole sul Garda, che è molto attrezzato per ogni attività sportiva su acqua e su terra».

 

.> 14/06/2007


Non sono solamente i piani urbanistici a moltiplicarsi sulla fascia lago perginese tra Il Faro e Valcanover. (Ieri s'è scritto in pagina di quelli urbanistici comunali, comprensoriali e provinciali, con relativi costi, quelli noti.) Infatti, ci sono anche quelli ferroviari. L'ultimo in ordine di tempo è quello presentato venerdì scorso dall'ingegnere bassanese Alberto Baccega per trasporto merci e persone, commissionato dal gruppo consiliare provinciale della Sinistra democratica e riformista: 1.500 milioni il costo preventivato della nuova linea, maggiore di quello della Pirubi.
Anche le linee ferroviarie sulle carte progettuali s'accavallano a quella esistente, da anni in varie ipotesi, ma nulla nel frattempo è cambiato. Chi ha chiesto la linea ferroviaria accanto al tunnel da scavare sotto il colle di Tenna per imboccarvi la statale 47. Chi, come l'ufficio tecnico comprensoriale nel 1985, muovendo osservazioni all'allora piano urbanistico provinciale, prevedeva la linea ferroviaria in tunnel da Civezzano a monte di Trento. Chi, ancora, aveva previsto di bucare sotto l'altopiano della Vigolana per collegare la Valsugana alla valle dell'Adige fino a Mattarello.
La pianificazione comunale perginese più recente prevede di spostare la linea a monte della frazione di San Cristoforo assieme alla viabilità per la gomma, in modo da consentire all'abitato lacustre di svilupparsi, libero dalla morsa del traffico. Da ultimo è arrivato il «piano Baccega», che ha stupito alla sua presentazione, sia per la sua accurata elaborazione che per i suoi costi. «Ora abbiamo un'alternativa alla Pirubi -- aveva sottolineato festosamente venerdì l'assessore provinciale diessino Ottorino Bressanini ai presenti - abbiamo uno studio da porre sul tavolo della discussione». Faraonico, nei commenti colti, eccessivamente costoso, irrealizzabile.
«L'intento del mio studio è quello di dare una versione mai data prima e sufficientemente approfondita - sottolinea Baccega - anche in tema ferroviario, in modo da poterlo introdurre nella discussione sulla viabilità della Valsugana e trentina».
Certo il nuovo tracciato perginese e lungo il lago di Caldonazzo è di quelli destinati a far discutere. Perché s'infila nelle montagne, scava trincee coprendole, sprofonda i binari ferroviari. Con il preciso scopo, ben motivato dal progettista, di diminuire per quanto possibile le pendenze che per i merci devono essere minime. Nel tratto cittadino, ad esempio, la nuova linea passa a monte della attuale, dal sottopasso alla statale 47 di Susà è vicina al tracciato attuale, ma sotto il livello del suolo per quasi 2.000 metri di lunghezza. Ala stazione nuova di viale Dante i binari sono previsti ad una profondità compresa tra i 13 ed i 14 metri rispetto agli attuali. Il viaggiatore ci potrà arrivare solo mediante nuove scale mobili ed ascensori. Anche altre novità proposte sono vistose. Da Calceranica in poi la linea va in galleria, lunga 1.251 metri per superare l'abitato e poi ci ritorna a tratti fino al territorio perginese. La linea si biforca al molino Dorigoni di Civezzano. Qui il progettista prevede un bivio. I passeggeri sui binari di oggi verso Villazzano, le merci sotto la montagna di Civezzano fino a San Michele all'Adige.

.> 13/06/2007

 

Un uccello dall'alto vede acqua, verde, barche case, terra. E se c'è il pesce, cerca di papparselo. Osservando con altro occhio la fascia lago perginese tra Il Faro e Valcanover (passando per San Cristoforo) si scorgono piani pubblici di vario tipo. Altri sono i pesci ovvero le persone che ci abitano. Tra i più recenti piani si trovano quello affidato dal comune di Pergine pochi giorni fa all'architetto Emilio Pizzi per riorganizzare urbanisticamente la zona: aree verdi, nuova viabilità di San Cristoforo, nuovi volumi, spiagge, ecc. (Incarico da 25.000 euro). Sul medesimo territorio (ma non solo) nel novembre 2002 presentarono il loro studio di «Riqualificazione complessiva delle aree prospicenti i laghi di Caldonazzo e Levico gli architetti Sergio Giovanazzi, Renzo Giovannini e Fulvio Nardelli. Incaricati dal comprensorio Alta Valsugana (delibera n.51 del 12 marzo 2002) «e d'intesa con cinque comuni rivieraschi interessati - precisava ieri Sergio Anesi, il presidente dell'ente - noi in ruolo di stimolatori per coordinare l'attività dei comuni e valorizzare i laghi. Noi finanziammo al 50 per cento con 60.000 euro, il restante lo pagarono i comuni». Sulla medesima fascia lago è disegnata la pianificazione urbanistica provinciale e quella comunale. Ed a ridosso è disegnato il progetto di tunnel per imboccare la statale 47 sotto il colle di Tenna. E sempre in tema di mobilità, nello specifico ferroviaria, l'ultimo studio noto è stato presentato venerdì sera dal progettista, l'ingegnere bassanese Alberto Baccega e commissionato dal gruppo politico provinciale Sinistra democratica e riformista per l'Ulvio (non è noto il costo dell'incarico) che traccia una nuova linea ferroviaria merci-persone diversa dalla esistente. Ma anche il Prg comunale la prevede diversa, spostata pià a monte ed a Pizzi è stato dato, tra gli altri, anche l'indicaizone di pensarne un diverso tracciato.
Ma non basta. Il recente accordo di programma varato tra i comuni di Pergine, Tenna, Levico, Caldonazzo e Calceranica ha prodotto ulteriorii studi sui territori di rispettiva competenza. Sulla fascia lago «Il Faro-Valcanover» quello affidato a Pizzi, appunto.
Piani a cascata. Oppure una cascata di piani?
Commentava ieri saggiamente l'architetto Giovanazzi, coestensore del bel piano di riqualificazione «comprensoriale».«Importante è che i vari piani si colleghino l'uno all'altro, importante è che non si parta sempre daccapo, che non si reinventi in continuazione tutto partendo da zero». Accade spesso. Pizzi terrà conto dello studio Giovanazzi-Giovannini-Nardelli? E come? Architetto Giovanazzi, come vede la fascia lago nel contesto del vostro studio?
«Io rimango dell'idea che il lago va valorizzato lungo la sponda orientale, impedendo nuove costruzioni, considerato come un parco attrezzato, senza traffico spostato nel tunnel sotto Tenna, evitando di comprometterlo ulteriormente. La riva opposta, invece, quella più urbanizzata da Calceranica a San Cristoforo deve trovare maggiori accessi al lago, non molti, ma bene individuati». Piano dopo piano, cambierà qualcosa?

 

.> 03/06/2007

 

Quale lago e quale futuro per le frazioni rivierasche San Cristoforo e Valcanover? Quello fracassone modello Rimini o armonioso come attorno

ai laghi salisburghesi? Quello del parco acquatico, dei nuovi alberghi, dei night o verde per bikers? Le idee dovranno venire da Emilio Pizzi, architetto docente al Politecnico milanese che ha progettato l'area del futuro polo Cederna in città. Martedì la giunta Anderle gli ha affidato un incarico specifico per il futuro dell'intera fascia lago perginese, comprese le frazioni di San Cristoforo, la parte a valle di Canale e Valcanover fino alla Ca' Rossa. Compenso 25.000 euro, tempo 150 giorni. Marco Osler è l'assessore comunale all'urbanistica.

Osler, perché avete affidato l'incarico a Pizzi? Mancano forse i giovani professionisti locali?

«Perché conosce già Pergine dove ha progettato il polo Cederna, conosce San Cristoforo ed il Trentino. Ha lavorato anche per l'università di Trento. È un nome illustre».

Quale incarico gli avete affidato?

«Lo studio di riqualificazione della fascia lungo il lago per fare una variante urbanistica del territorio da Valcanover alla Ca' Rossa».

Quali obiettivi dovrà centrare Pizzi?

«Verificare se il nuovo tracciato della ferrovia e della strada provinciale già inserito nel nostro prg si presta a recuperare nuovi spazi per San Cristoforo oppure no».

Il prg prevede lo spostamento a monte dei due tracciati. Non basta?

«Meglio è spostarli ancora di più per ricavare nuovo territorio, per impattare meno con l'ambiente e soddisfare anche Canale».

Nelle aree recuperate si costruirà altro cemento?

«No, servono per accorpare ritagli già oggi esistenti tra ferrovia e strada».

Che pensate di fare dell'area nel cuore di San Cristoforo, tra l'albergo omonimo ed il lungolago?

«Su quell'area insiste già un piano di lottizzazione da 15 anni, mai concretizzato. È tutta da ripensare».

Rimarranno i due biotopi, quello nei pressi dal Lido e quello tra il colle di San Cristoforo ed il Faro?

«Sì, ma vanno riqualificati assieme all'area verde, in modo che la fascia a lago diventi invitante, studiando nuove accessibilità per la zona tra il Lido ed il Centro nautico sportivo, dove ora manca. C'è un'ampia zona satura con scheletri di case da sanare. Pensiamo a dotare l'area di strutture d'attrazione e per il divertimento».

Che pensate di fare nella zona delle casette realizzate negli anni Settanta?

«Va trovata una soluzione per consentire ai proprietari di riqualificare l'esistente, non ampliando le volumetrie oltre il 15 per cento già ora consentito ed escludendo nuove costruzioni».

Nuove strutture d'attrazione, lei anticipa. Il parco acquatico?

«Pensiamo a sport d'acqua riqualificando il Cus ed altri spazi che possano prestarsi ad attività sportive anche invernali».

Farà tutto Pizzi oppure vi confronterete anche con la popolazione del posto?

«La ascolteremo in incontri pubblici».

Nella variante troverà spazio anche il villaggio progettato dalla Valfin srl dell'imprenditore perginese Pallaoro?

«Ci sarà una verifica delle destinazioni urbanistiche a tutto campo, tra la strada provinciale ed il lungolago, prevedendo anche di mutare alcune delle destinazioni urbanistiche».

Amplierete le zone alberghiere attuali?

«Se vogliamo farne un punto di attrazione ne serviranno di nuove, facendo passare la ciclabile lungo il lago di Caldonazzo anche da San Cristoforo».

Su quali nuovi percorsi?

«La ciclabile su viale Lido, poi sul lungolago fino alla Ca' Rossa, collegandola a quella che ora scende dalla zona Paludi, bloccata dalla statale 47 e collegandola anche alla ciclabile che oggi si ferma davanti al Mr. Gulliver Pub».

 

.> 31/05/2007

 

Il Centro universitario sportivo (Cus) si trova nella fascia lago che l'architetto Pizzi dovrà ripensare, ma per rilanciare l'attività del Centro un'idea già c'è. Concentrare nella base nautica dell'attuale Cus, opportunamente ridisegnata, il polo dello sport dando priorità a quelli d'acqua ovvero canoa, vela, surf, catamarano, dragon boat. La medesima Apt è disponibile a farne anche il punto di riferimento del suo pacchetto «Valsugana attiva», cioé trekking, rafting, nordic walking, mountain bike...

Un incontro tra il Comune, il presidente dell'Apt Massimo Oss e Marco Segnana, che gestisce scuole di surf e vela a Torbole del Garda ed alla foce del fiume Sarca, ha prodotto la proposta di rilancio. Valsugana Vacanze presenterà un progetto apposito e circostanziato nelle prossime settimane.

 

.> 17/05/2007

Si profilano novità imprenditoriali private per lo sviluppo turistico della frazione lacustre. L'annuncio, mesi fa, aveva suscitato diffidenza più che curiosità. Perchè il futuro di San Cristoforo è coperto da un'alta ed annosa coltre di parole. Ora il privato è uscito allo scoperto. E' l'imprenditore perginese Flavio Pallaoro. La sua ValFin srl (la amministra e possiede anche il ristorante Ca Rossa sul lago di Caldonazzo) ha presentato un progetto per costruire due nuovi immobili turistici, tra loro collegati, demolendo la dependance dell'Hotel Lido Seehof (acqusitata da ValFin l'anno scorso dal precedente proprietario Claudio Sontacchi). Un primo immobile da adibire a centro servizi, dotato di bar, ristorante e di altri servizi. Il secondo di quattro piani, due per fare spazio ad una ventina di stanze d'albergo, quello a piano terra dotato di una sala da 200 posti. Nel progetto si trovano i concetti del modello casa-clima, pannelli solari ed applicazioni geotermiche. E' previsto anche un parcheggio interrato. Il progetto è ora al vaglio della locale commissione per la tutela del paesaggio. Un primo esame ha chiesto l'allineamento d'uno dei due immobili ad una vicina strada. Il via finale è atteso di giorno in giorno. Da Sontacchi, ValFin ha acquisato anche il verde di pertinenza ed un vicino bosco, per una superficie complessiva di circa un ettaro e mezzo, in zona alberghiera ed in zona verde.
Il disegno dell'imprenditore prevede tappe successive per ridisegnare l'intera area che dalla strada principale della frazione si spinge fino al lago. Oltre all'acquisto citato, infatti, ValFin ha comperato anche terreno con piscina che dalla vicina Villa Caneppele si spinge fino al lago. Un'altra sua società, la Immobiliare Pallaoro, ha acquistato anche la villa, il cui destino, però, è immobiliare, non compreso negli investimenti turistici che sta compiendo in zona. Pare sia già sul mercato, in attesa del migliore acquirente.
Pallaoro assicura di non avere investito più di tre milioni di euro, fino ad oggi. Non declina il costo dell'intera sua operazione, che però potrà attestarsi sui dieci milioni, ad opere finite. «La mia è una chiara scommessa, ma nel rilancio di San Cristoforo io ci credo. Il primo passo sta nei due nuovi immobili in attesa del via della commissione».
Poi c'è dell'altro. Nel bosco acquistato da Sontacchi sta progettando un albergo diffuso ovvero dieci casette sul modello dello «studio» francese, ciascuna adatta ad ospitare fino a sei persone, con letti, cucina, servizi. Inoltre, prevede una piazza, che a San Cristoforo manca, nei pressi del locale «Giropizza» con anfiteatro da 250 persone. Il tutto su tre ettari di terra. Ovviamente serviranno modificazioni urbanistiche del luogo. A quali ospiti pensa Pallaoro?
«Soprattutto allo sportivo che in bicicletta gira l'Europa, siamo ormai in 32 milioni (l'imprenditore cavalca la due ruote su piste di mezza Europa), a chi pratica il dragon boat, alla futura scuola di canoa, ecc.». Insomma, pensa al turismo moderno e leggero nella natura. A questo punto il disegno complessivo è chiaro: Il centro servizi potrà offrire ristorazione, spazi per incontri, servizi. Ospitalità le stanze d'albergo. Successivamente, urbanisitica permettendo, anche le dieci casette e poi la piazza, parcheggi ed altre attività tra paese e lago.

.> 03/05/2007

Un polo sportivo dove oggi si trova la sede nautica del Cus, il centro universitario sportivo, coordinato dall'azienda di promozione turistica locale o di valle?
«Non c'è alcun accordo in tal senso, né con il Cus per disdettare il contratto in essere tra l'università ed il comune, né con l'apt Valsugana Vacanze per avviare questa attività - segnalava ieri il sindaco Renzo Anderle - se n'è solo parlato, senza prendere alcuna decisione. Anzi, abbiamo chiesto a Valsugana Vacanze di prepararci un progetto in modo da poterlo valutare, come ne esamineremo altri in futuro. Potrà starci anche l'università. Vero è che intendiamo rilanciare San Cristoforo ed anche il luogo dove oggi si trova il Cus».
D'un polo sportivo presso il Centro hanno discusso mercoledì sera lo stesso Anderle e la sua giunta, con Massimo Oss, il presidente dell'apt citata, Andrea Neri, che per la stessa è il responsabile dei progetti sul lago di Caldonazzo e Marco Segnana, il patron del surf sul Garda Trentino. L'ipotesi sul tappeto: introdurre a San Cristoforo ogni sport acquatico, e trasformarlo nel punto di riferimento per ogni altra attività sportiva per residenti e turisti dell'alta Valsugana. Il contratto tra comune e Cus scadrà tra otto anni.

.> 04/08/2006

Ideata dieci anni fa, poi progettata, assai discussa per la delicatezza di alcuni suoi tratti in zone riparie e ri-progettata, la pista ciclopedonale Pergine-Calceranica è stata appaltata ieri nella sala aste provinciale di Trento. Tra le 15 aziende partecipanti, l'ha spuntata un'associazione temporanea d'impresa formata dalla perginese Morelli srl (sede a Cirè) assieme alla Sovilla Serramenti srl (Gardolo di Trento). Hanno proposto un ribasso del 16,009 per cento sull'importo base di 1.240.377 euro. Avranno 300 giorni di tempo per realizzarla, dal prossimo autunno in poi, presumibilmente con pausa nella stagione turistica 2007. Il progetto appaltato (redatto da un gruppo guidato dall'ingegnere Fulvio Nardelli, per conto del Servizio ripristino ambientale della Provincia), sul lato perginese scansa la difficoltà rappresentata dal biotopo Canneti di S. Cristoforo e dal vicino sovrappasso ferroviario ed ha fissato l'inizio della pista più in là, nei pressi della frazione di Valcanover, in località Lanterna. Nel precedente, era previsto vicino al Lido di S: Cristoforo, ad un passo dal biotopo citato. La pista si snoderà «ricamando» il percorso in riva al lago per 3.500 metri, fino alla vecchia stazione ferroviaria di Calceranica, superando non poche difficoltà. Infatti, volendosi insinuare tra i binari della linea Trento-Venezia, alberi, canneti ed acqua, propone due tratti pensili lunghi complessivamente di 284 metri a valle della zona «Happy Days». Si pedalerà su un assito in legno, sostenuto da punte, pure in legno, coperte d'acciaio, fissate nel fondale. Un tratto di pista sarà ricavata immergendo massi lungo la riva, formando così una scogliera artificiale. Dalla zona Lanterna, la pista si inoltrerà su una strada esistente che sbuca in frazione Valcanover, usa il sottopasso ferroviario vicino al centro nautico della Velica Trentina e si spinge sulla strada lungolago. Poi, fino a Calceranica, è ricavata negli esigui spazi tra acqua e binari, larga dai 2,5 ai 3 metri. Dalle rotaie disterà minimo 3 metri ed una rete metallica alta due la separerà dai treni in transito. Sempre in cifre, la ciclopedonale userà strade esistenti per il 56 per cento della sua lunghezza, mentre su terreno naturale sarà nella misura del 32 per cento. La parte rimanente sarà pensile su assito o su scogliera. Il nuovo tratto lacustre consentirà di salire in bicicletta nel Perginese e di scendere a Bassano del Grappa, sempre che l'allenamento lo consenta. Dalla cittadina veneta si diramano altre piste, tra cui scegliere. Il tratto trentino ora è in grado di valorizzare la Valsugana in alcuni suoi aspetti particolari. Il lago di Caldonazzo, la plaga frutticola compresa tra Caldonazzo e Levico, dove una pista esistente si snoda tra i meleti e lungo il fiume Brenta, tra zone - oltivate certe, umide altre -, fino a Grigno, per collegarsi poi con il tratto veneto.

.> 20/06/2006

 

Sarà pronta per l'estate del 2008 la pista ciclabile tra San Cristoforo e Calceranica. Ieri sono partite dal Servizio ripristino della

Provincia le lettere a 30 ditte per la gara d'appalto prevista a fine luglio. Ma sul tratto che deve attraversare il biotopo ancora non ci sono sicurezze. Il collegamento Pergine lago rimarrà «mozzato» ancora per molto tempo.

Risale al 1998 la prima stesura del progetto di ciclabile che partirà dal passaggio a livello posto alla fine del biotopo di San Cristoforo e

si congiungerà con quella esistente a Calceranica . Un tratto di 3,5 km che in parte utilizza la viabilità già esistente e in parte dovrà adottare

delle soluzioni «complicate» dal ristretto spazio tra la sponda del lago di Caldonazzo e la linea del treno. Il progetto è stato seguito dall'architetto Marcello Pallaoro, direttore dell'ufficio piste ciclopedonabili: «Faremo di tutto per accelerare i tempi, ma realisticamente pensiamo di finire i lavori per la primavera del 2008. Se non ci sono intoppi potremmo arrivare anche prima». La preselezione tra 100 ditte ha ristretto il campo a 30, che in questi giorni dovranno presentare l'offerta. Il costo dell'opera in appalto è di 1.200.000 euro (in totale il tratto di ciclabile costerà un milione e mezzo di euro). Il progetto è stato realizzato a più mani sotto la direzione dell'architetto Fulvio Nardelli (assieme a Sergio Giovanazzi e Franco Decaminada).

La pista sarà larga tre metri: due per i ciclisti e uno per i pedoni. Sono previste tre tipologie di realizzazione: il tratto sulla viabilità esistente, quello sospeso su pontile e infine una zona dove la ciclabile correrà su scogliera rinverdita. Nardelli spiega il perché di queste scelte: «In alcuni punti non era possibile fare altro che dei pontili in ferro: si tratta di circa 300 metri di pista sopraelevata.

In altri abbiamo optato per la realizzazione di una scogliera, realizzata con sassi locali e terra, che verrà sistemata a ridosso della sponda del lago. Non ci sarà uso di cemento, ma solo materiali naturali e del luogo. Particolare attenzione abbiamo riservato alla vegetazione, cercando di tagliare meno alberi e arbusti possibili. Alla fine si dovranno abbattere solo poche piante d'alto fusto, alcuni ontani». Quella delle scogliere era l'unica possibilità per avere una distanza a norma di legge dalla sede dei binari del treno. Resta ancora da definire l'ultimo tratto di ciclabile che possa collegare realmente Pergine con il lago, come richiesto ultimamente da una delegazione di ciclisti della Fiab giunta a Pergine da Mestre, in treno, la scorsa settimana per domandare ai sindaci del lago una reale fruibilità di tutto il percorso. «Nella prossima settimana ci incontreremo con Pier Dal Rì del Servizio ripristino e valorizzazione ambientale della Provincia per sentire a che punto siamo con il progetto della ciclabile sul biotopo di San Cristoforo - dice il sindaco di Pergine Renzo Anderle - intanto penso che la realizzazione del tratto fino a Calceranica sia un notevole passo in avanti verso il collegamento ciclabile Pergine-lago». Le ipotesi per l'ultimo tratto sono di far passare i ciclisti a ridosso dell'attuale viadotto per le auto, sulla rampa di contenimento. Ma il progetto definitivo è ancora al di là da venire.

 

.> 14/06/2006

L’albergo Lido Seehof è stato venduto. Anche il vicino Lido di San Cristoforo. Voci di ieri, boati. Si rincorrono da mesi, quelle relative al Seehof. Da più tempo e periodicamente per il Lido. Sebastiano Sontacchi, storico gestore del locale, ha smentito, sorridendo. L’attività continua, come da molti decenni a questa parte, ha garantito. Diversa è la situazione del vicino albergo Lido Seehof, gestito dalla Hotel Lido snc del fratello Claudio Sontacchi. Circa un mese fa ha venduto alla trentina Finval srl, la dependance dell’albergo, che ospita 25 letti. Società appositamente costituita per l’operazione. «Io non c’entro - fa sapere Flavio Pallaoro, l’imprenditore perginese da molti reputato il deus ex machina della compravendita -, gli investimenti in campo turistico mi affascinavano fino a pochi anni fa, ora meno».
Claudio Sontacchi conferma, comunque, che la dependance sarà aperta anche nella stagione 2006, come, del resto, l’albergo Lido Seehof per il quale anticipa una radicale ristrutturazione. Dalle attuali 49 stanze le ridurrà a 20, modernamente attrezzate ed arredate. «Sarà un albergo a gestione familiare, torneremo a essere un albergo di nicchia». I Sontacchi lo gestiscono dal 1940, era stato costruito nel 1908.

.> 08/06/2006

Spesso dimenticato, anche bistrattato e deriso, San Cristoforo. E da anni abitualmente usato quando Pergine vuol recitare il copione del suo «rilancio turistico», con pochi spettatori in sala ad applaudire, per la verità. Spinta sul palcoscenico perché ancor piacevole, nonostante gli anni e il declino. E perché qualche struttura alberghiera è rimasta, un campeggio è assai frequentato, qualche esercizio pubblico è aperto, il Lido continua la sua attività, la base nautica dell'Università trentina è sempre attiva, pur se obbligata in spazi angusti e qualche traccia del bel verde d'un tempo, nonostante tutto il cemento colato, è sopravissuto. Un'occasione adesso c'è (l'ultima?) e tangibile, per la frazione rivierasca. È rappresentata dall'accordo di programma che i cinque comuni circostanti i laghi di Caldonazzo e Levico s'apprestano a trattare con la giunta Dellai, dopo mesi di confronti e discussioni tra le rispettive amministrazioni.
Il metodo di simili accordi prevede che ciascun contraente proponga il suo progetto, ma compartecipi alle spese dei progetti altrui. Levico, Tenna, Caldonazzo e Calceranica hanno accettato la proposta della giunta Anderle per San Cristoforo, disposti a sostenerla. Eccola.
Scorrendo gli interventi scritti con relativi costi, calcolati ancora non al centesimo, il programma perginese indica lo spostamento della linea ferroviaria a monte dell'attuale tracciato (3 milioni), lo spostamento (anch'esso a monte) della strada provinciale che attraversa la frazione (3 milioni), un sottopasso ai binari per la strada congiungente la provinciale con la vicina frazione di Canale (1 milione ) e l'ampliamento della sede nautica del Cus, il Centro universitario sportivo (680.000 euro). Questo, stringendo sulle opere maggiomente vistose della frazione. Tra le «minori», si trovano due nuovi percorsi ciclopedonali individuati all'esterno del biotopo «Canneti di San Cristoforo», nel tratto tra la frazione e Valcanover da un lato e fino alla località Faro dall'altro.
La «filosofia» degli interventi è scritta nell'accordo. Sta nella volontà di collegare S. Cristoforo al lago e nel varare nuove norme di tutela paesaggistica. Sarà l'esito dell'incontro tra le cinque amministrazioni locali e quella provinciale a far capire se l'accordo decollerà e con esso San Cristoforo oppure se la località lacustre è destinata a tramutarsi in residence diffuso.

Accanto all'accordo di programma, si profila anche un intervento tutto locale, d'iniziativa comunale, per S. Cristoforo. Sindaco Anderle, perché i due livelli d'iniziativa? «L'accordo tende a creare legami solidi con gli altri quattro comuni e la rete necessaria a trattare con l'amministrazione provinciale, a ragionare, finalmente, in termini di area e non su progetti concorrenziali ed alla fine conflittuali. Pensare al rilancio vero di San Cristoforo obbliga ad accordarsi con altri comuni per valorizzare le spiagge e con Tenna, dal momento che quel comune punta a ridar vita ai vigneti del suo colle. Di conseguenza, noi abbiamo inserito nell'accordo palazzo Crivelli, come luogo di riferimento della rinnovata viticoltura, per la degustazione del vino e di prodotti tipici in centro città».
Qual è l'iniziativa comunale per San Cristoforo? «Abbiamo un nostro piano, parallelo all'accordo, mediante un programma integrato tra pubblico e privato, utilizzando il metodo della compensazione-perequazione tra le parti».
Per fare cosa? «Riordinare il territorio e consentire di costruire se ce ne sarà bisogno, sia per abitazioni che per strutture ricettive. Penso alla possibilità di ammodernare gli alberghi esistenti e alla costruzione di una nuova struttura ricettiva in appoggio ad attività turistiche e sportive, coinvolgendo il privato. Pensiamo ad un riordino urbanistico mediante un'apposita variante per S. Cristoforo, adatta ad innescare l'iniziativa privata con l'obiettivo di incrementare l'offerta». Consentirete agli alberghi che ve l'hanno già richiesto anche la trasformazione in residences? «Si potrà trattare anche in questo senso».

.> 08/03/2006

Ci lavorano dall'estate scorsa ed ora i contenuti dell'accordo di programma a cinque sono fissati. Le ultime intese sono di lunedì sera,
quando gli amministratori di Pergine, Levico, Tenna, Caldonazzo e Calceranica si sono ancora una volta confrontati, decidendo di incontrare la giunta provinciale guidata da Lorenzo Dellai. La «filosofia» dell'accordo, peraltro non ancora firmato in attesa del vaglio provinciale, è nelle parole di Sergio Martinelli, il sindaco di Calceranica. «Le nostre priorità vanno agli interventi di valenza sovracomunale come, ad esempio, la riqualificazione delle spiagge del lago di Caldonazzo o del colle di Tenna da riportare a vigneto, anche se ciò potrà sgonfiare qualche sogno locale». Indirizzo comprensibile, se si tiene conto che l'accordo comprende progetti per circa 57 milioni di euro, non tutti di respiro sovracomunale, e che la giunta provinciale userà il forbicione diradante, visti i tempi di crisi.
Sarà Renzo Anderle, il sindaco di Pergine, a cercare il contatto con l'amministrazione provinciale, incaricato dai suoi colleghi. Proporrete le priorità o l'intero pacchetto? «Tutta la nostra proposta, pronti però a discuterla - anticipa - dando per scontato che il tunnel sotto il colle di Tenna si farà, come ha garantito l'assessore Tiziano Mellarini a Levico venerdì 17 febbraio, davanti a 500 persone durante l'assemblea di programma di Valsugana Vacanze. Mellarini aveva anche detto che il golf a Levico non si farà: prima la telecabina Levico-Panarotta, per il golf a 18 buche si vedrà, ma senz'altro dopo, senza indicare un tempo preciso.
Pergine ha messo le carte in tavola, dopo le riserve espresse all'indomani dell'incontro a cinque del 14 febbraio scorso. Dà priorità alla riqualificazione delle spiagge del lago di Caldonazzo tra le località Valcanover e Al Faro, ma nell'accordo inserisce anche lo spostamento della strada provinciale (ora attraversa San Cristoforo) dove si trovano i binari della ferrovia Trento-Venezia, da spostare a loro volta, a monte.
Inoltre l'ampliamento della sede nautica del Cus, percorsi pedonali di collegamento tra San Cristoforo ed il lago e l'uso di due piani di palazzo Crivelli, in pieno centro, come luogo destinato all'enogastronomia di qualità.

.> 07/03/2006

Da anni la base nautica dell'università trentina a S. Cristoforo (Cus) è indicata come snodo importante per l'economia turistica del lago. «Può essere solo un tassello del rilancio turistico della zona - sottolinea Andrea Tomasi, il docente alla guida del Cus - ma certo non può essere l'unica struttura su cui puntare. So che si guarda a noi con grandi attese, ma potremo diventare veramente un luogo di richiamo solamente
ospitando un'iniziativa di livello nazionale come un centro federale per il canottaggio, come noi abbiamo proposto. Abbiamo presentato il progetto di ampliamento alla Provincia, sappiamo che è stato approvato, ma siamo ancora in attesa del finanziamento». I due nuovi padiglioni, da ricavare in uno spazio pubblico a verde a fianco del centro nautico, servirebbero per una palestra ed una vasca di canottaggio per allenamenti al coperto. Anche l'Augsburgerhof di Valcanover, ristorante con grande spazio verde antistante e digradante fino al lago, è considerato come luogo qualificante per l'economia turistica. È stato acquistato dall'università trentina da qualche anno e ancora attende d'essere interpretato.
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