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.> 27/12/2005 Ora l’impatto con la frazione lacustre è quello da area artigianale o industriale: capannoni in prefabbricato di grigio cemento. Quasi addossati l’uno all’altro, sono disposti sul lato destro della strada che, dalla statale 47, entra ed attraversa l’abitato. Dov’è finita la bella S. Cristoforo al Lago ancor oggi reclamizzata sui depliant turistici? «Qui non si tratta più di chiedere marciapiedi o qualche lampione, invece bisogna pensare ad iniziative importanti per evitare altri capannoni in paese. Ce lo stanno rovinando». L’opinione dell’abitante (mentre esce dall’unica edicola frazionale) riflette quella delle persone che prima di Natale si sono riunite presso l’albergo Sedran (riaperto come bad&breakfast pochi giorni fa), ufficialmente per nominare il fiduciario frazionale. Ma la serata s’è trasformata in una lungo confronto sul paese e sul suo futuro. Discussione partecipata e vivace. Al tavolo c’erano anche alcuni amministratori comunali ed il sindaco, tanto che, a notte inoltrata, è prevalsa la decisione di formare un comitato che tratterà con il municipio perginese lo sviluppo della frazione. Armando Lazzeri, il responsabile del locale circolo turistico, lo guiderà. «Si ripete da anni l’idea di rilanciare la nostra frazione come luogo turistico, ma che senso ha oggi, quando all’entrata sono stati costruiti dei capannoni che sono una vera porcheria?». Se lo chiede Michela Pace, tra i partecipanti alla serata. Dopo anni di interventi monopolizzati dagli operatori turistici, sono tornati a parlare gli abitanti. Precisa, Pace: «Il sindaco ha declinato ogni responsabilità per la nuova edilizia, dicendo che è il frutto di decisioni prese trent’anni fa. Capisco, ma perché lasciar costruire dei bruttissimi capannoni quando, invece, l’estetica delle nostre case viene vagliata minuziosamente?». «I capannoni sono un obbrobrio mostruoso»: è il giudizio tranchant di Mario Lazzeri, albergatore del posto, che è tornato a chiedere, per l’ennesima volta, lo spostamento a monte del traffico che ora attraversa la frazione. Che pensa di proporre Armando Lazzeri? «Visto che nell’area artigianale ancora si potrà costruire, chiederemo di bloccare altre brutture edilizie in paese e di ridisegnare tutta l’area, oggi incolta ed abbandonata, compresa tra il Pub Gulliver e le darsene. Di consentire l’ampliamento della base nautica del Centro universitario sportivo, obbligandolo a dimostrare che la sua attività incrementa le presenze turistiche». Secondo Giorgio Slompo, il fiduciario riconfermato fino al 2010, «il Cus va ampliato, ma dovrà aprire la sua sede a tutti». Oggi è vissuto dai Perginesi come un club privato, chiuso». Come userà il suo incarico Slompo? «Per chiedere il collegamento tra la nuova pista ciclabile lungolago con quella, pure nuova, parallela alla bretella d’accesso in paese dal cavalcavia in costruzione sulla 47: altrimenti il paese rimarrà escluso dal tracciato. Per chiedere il proseguimento della nuova strada fino alla zona darsene e di dare vita alla grande darsena storica in legno sul lago, ricostruita dalla Provincia e data in gestione gratuita al Comune da due anni, ma inattiva. Per chiedere il marciapiede di collegamento con Valcanover e per bloccare ulteriori costruzioni di capannoni». La giunta Anderle pensa di consentire ulteriori sviluppi di tipo residenziale? Domanda rivolta al sindaco da un abitante del posto, Emanuele Curzel. La risposta ottenuta: no, le iniziative future saranno pensate in funzione dello sviluppo turistico. Tre domande alla giunta Anderle: alcuni quesiti alimentano la discussione dopo l’incontro pubblico prenatalizio. Ne giriamo tre alla giunta Anderle. AREA ARTIGIANALE - Nell’area artigianale si potrà ancora costruire, la pianificazione lo prevede. Il municipio lo consentirà dopo le proteste degli abitanti? NUOVE CASE - Tra il lago e le case vicine alla strada provinciale si possono costruire ancora circa 10.000 metri cubi di edilizia residenziale su un’area dove è necessario un piano di attuazione. Il municipio li permetterà? I RESIDENCE - Da anni, alcuni albergatori chiedono la possibilità di trasformare gli hotel in residence. Nel frattempo, hanno chiuso o stanno per chiudere. Cosa deciderà il municipio? .> 24/10/2005 È ambiziosa
la proposta di Massimo Oss, il presidente di Valsugana Vacanze: un
villaggio-albergo sportivo da 400-500 posti con altre strutture annesse a
San Cristoforo per supplire alle chiusure degli alberghi: già avvenute alcune,
in corso altre o preannunciate, Lido compreso. La morìa degli alberghi, il
declino di San Cristoforo stanno facendo discutere ben oltre Pergine. Agli
alberghi esistenti - sostiene Oss - si deve consentire di mutare destinazione
d’uso. Punta a far uscire dalla crisi la località con una proposta ufficiale,
scritta e motivata. .> 20/10/2005 . «Quello di San Cristoforo è un dramma non dovuto a vicende relative ai titolari degli alberghi o del Lido, ma prodotto dall’insensibilità delle amministrazioni locali». Natale Rigotti non usa mezzi termini, commentando la notizia relativa alla chiusura degli alberghi nella località lacustre di Pergine (l’Adige di ieri). Il presidente dell’associazione provinciale di categoria non immaginava, però, e lo dice, che l’economia della zona potesse chiudere i battenti; alberghi e Lido, disponibili a vendere. «Il Comune di Pergine, i municipi sul lago di Caldonazzo, la Provincia stessa non possono permettersi che un’intera zona chiuda. L’insensibilità di certi amministratori pubblici è ben nota, ma non si può dimenticare che la nostra categoria produce un terzo del pil trentino. Conosco bene la situazione di San Cristoforo, un tempo riferimento della città di Trento e di tutto il lago di Caldonazzo. La chiusura degli esercizi porterà minore ricchezza per tutti, la zona perde in sviluppo. Da anni i proprietari degli alberghi hanno spiegato le necessità delle loro aziende, insistitito su modifiche alla viabilità che li stava distruggendo, sul bisogno di ammodernare le strutture, ma la rigidità del sistema, specialmente in materia urbanistica, produce danni incalcolabili». Lei cosa propone? «Queste strutture hanno bisogno di trasformazione perché il turismo cambia, di spazi in cui poter operare, ma si trovano la strada provinciale ad un metro dalla porta d’entrata. Se Sontacchi desidera trasformare le sue cabine lo si deve lasciar fare, pena la chiusura dello stabilimento. Io invito gli amministratori locali a modificare i loro piani urbanistici». Reagisce il presidente provinciale della categoria, ma non solo. Anche a Pergine i commenti sono preoccupati, o rassegnati: «Non c’è più nulla da fare, San Cristoforo è stata abbandonata». Ma reagisce anche l’intero ambiente dell’ospitalità. A Levico, la presidente dell’Asat Donatella Bomassar considera: «Capisco le decisioni di chiusura prese e si sentirà la mancanza delle strutture di San Cristoforo. È vero ciò che asseriscono i nostri colleghi della zona lacustre, ossia la poca attenzione che in genere le amministrazioni riservano alla vivibilità dei paesi. Inoltre, le leggi e i costi di adeguamento sono diventati insostenibili. Ciò che accade è la dimostrazione di quanto sia sbagliata una certa idea, comune a molti, che fare gli albergatori sia sempre e comunque facile e remunerativo. Poiché questo è semplicemente la punta dell’iceberg, sarebbe utile che tutti ci interrogassimo sul futuro delle piccole aziende alberghiere familiari. Si dovrà prevedere un percorso più semplice: la necessità di adeguamenti antincendi, handicap, leggi 626 e quant’altro rende assolutamente non redditizia la gestione di un piccolo albergo. E non che i grandi alberghi non abbiano gli stessi problemi! Ormai i costi di gestione sono così importanti da meritare una profonda riflessione su tutta la gestione del comparto alberghiero». Insomma è un intero mondo da ripensare, la crisi l’impone. Medesima la posizione di Mario Pola, presidente della sezione Asat del lago di Caldonazzo, che però aggiunge: «Se la strutture alberghiere finissero in mano agli immobiliaristi, San Cristoforo diventerebbe un altro dormitorio di Trento. Bel risultato. È Pergine a doverci pensare, in modo approfondito e urgentemente. Le interessa San Cristoforo o lascia morire definitivamente la località? Il danno economico sarebbe pesante per tutti».
. .> 20/10/2005 . «Di San Cristoforo le amministrazioni municipali non s’interessano perché la zona sarà il prossimo campo di conquista dei costruttori». È il commento popolare sentito ieri in città, circa la moria degli alberghi della località lacustre di cui s’è scritto ieri in pagina. «Dicano gli albergatori quanto vogliono investire ed allora se ne potrà parlare. Mettano le carte in tavola. Fino ad oggi sono stati capaci solamente di proporci la trasformazione della destinazione alberghiera delle loro aziende, per poterci inserire appartamenti», replica Marco Osler, l’assessore all’urbanistica. Chi chiude, Franco Sedran dell’albergo omonimo e Mario Lazzeri del San Cristoforo l’ha detto a chiare lettere: San Cristoforo è stata rovinata dall’indifferenza delle giunte perginesi e dal traffico della provinciale che attraversa l’abitato. Assai simile la valutazione dei Sontacchi del Lido e dell’hotel Lido Seehof, anch’essi disponibili a vendere le loro strutture. Osler va anticipando, da qualche settimana, che per la ex «bella del lago» pensa di fare un piano speciale. Di che si tratta? «Di un programma integrale che coinvolgerà anche i privati, a patto che lo vogliano. Io mi impegno a sondarne le intenzioni. Il Comune fisserà il perimetro del territorio interessato. Non solo quello degli alberghi, ma anche dove c’è una zona vicina al lago già costruita dalla fine degli anni Sessanta in poi e una seconda dove insiste una lottizzazione incompiuta. Si concorderanno assieme le future destinazioni della località, sulla base di valutazioni urbanistiche e con uno studio economico, turistico ed ambientale, tenendo conto anche del metodo della perequazione». Come diventerà efficace tale programma integrale? «Appena ottenuta l’approvazione della variante al Prg, ora al vaglio della commissione urbanistica provinciale, proporremo un documento preliminare che riguarderà i centri storici, contenente anche San Cristoforo, assieme a viabilità ed altre tematiche su aree a destinazione pubblica».
. .> 19/10/2005 . Ha chiuso anche il Sedran, avvisano a San Cristoforo. È vero. Serrande abbassate sul lato strada, la litoranea provinciale che trafigge la frazione lacustre e la intasa di traffico da troppi anni. (A due minuti dal cavalcavia sulla statale 47 che ha mutato, declassandolo, il naturale profilo del paesaggio perginese tra lago e città). L’albergo a due stelle di Franco Sedran è proprio chiuso. L’aveva avviato nel 1968 ristrutturando una palazzina, 38 letti, tra i 40 ed i 45 euro notte e prima colazione. Anche meno per i gruppi. «Non ce la faccio più - dice - è da 40 anni che gliela spieghiamo». A chi? «All’ente pubblico, comune, provincia, che il traffico avrebbe rovinato definitivamente S. Cristoforo, che si doveva pensare per tempo al suo rilancio, almeno vent’anni fa. Ora dobbiamo rassegnarci a dire che la località ha fatto il suo tempo». Scelta ad inizio Novecento da chi vi ha costruito belle ville in stile, per la mitezza del clima, per la sua vegetazione e per la vicinanza al lago. A decisione presa, il titolare macina domande su domande. Ad esempio, «perché, negli anni buoni, nessuno ha costruito alberghi nella nostra zona? Chi trovi oggi da inserire in albergo con un minimo di capacità? Perché il lago di Caldonazzo non è mai stato veramente lanciato? Perché l’ente pubblico sforna studi invece che iniziative?» Una risposta la dà: «Pergine ha pensato solamente a strade e cemento». Ed allora Sedran ha chiesto che sia mutato il vincolo di destinazione alberghiera alla sua struttura, per ricavarne appartamenti. Medesima iniziativa ha preso Mario Lazzeri, titolare dell’albergo San Cristoforo, dirimpettaio del Sedran. Entrambi attendono l’esito della variante al piano regolatore comunale. «Non accetteranno la nostra richiesta - presume Lazzeri - evidenziando ancor più l’errore di un comune come quello di Pergine che nulla ha fatto per San Cristoforo, ma persevera nel condannarci, obbligandoci a rimanere alberghi quando non c’è più nulla da fare». Ha ristrutturato due anni fa, con un investimento ingente. L’albergo, aperto ad inizio ’900, era gestito da suo padre Alfredo, stella al merito della categoria, rimasto sulla breccia fino a 92 anni. Poi il figlio l’ha rimesso in sesto, da due anni lo gestisce con la moglie dando letto e prima colazione. «In questi due anni la mia esperienza non è stata positiva, il cliente viene per riposare e si trova con i camion che transitano sotto le finestre. Chiudo anch’io». Scherza? «No chiudo, a meno che non venga spostata la strada a monte del paese, sopra la linea ferroviaria. Per lo stesso motivo hanno chiuso negli anni scorsi l’albergo Centrale e Minerva». Si trovano ad un centinaio di metri di distanza, hanno perso perfino al fisionomia dell’albergo. Sembrava che se ne interessasse Itea, ma l’ipotesi è sfumata. Possibile che San Cristoforo chiuda i battenti? A quel punto rimarranno solamente il tabaccaio, il panificio e l’ufficio postale, aperto solamente al mattino. Ancora 300 metri di strada, verso il lago, dove si trova il Lido. Sulla porta a vetri d’entrata un cartello: per prenotare telefonare a Sebastiano e Soleado. Sono padre e figlia, i Sontacchi. Il Lido è chiuso da metà settembre, riaprirà il 15 maggio prossimo. Nei mesi invernali degli anni scorsi apriva ogni fine settimana, ora riduce l’attività. Risponde solamente a prenotazioni, per banchetti, ecc. Attorno alla sua spiaggia sabbiosa si trovano 150 cabine che nessuno (o pochissimi) adoperano da anni, la moda è passata, le spiagge pubbliche sono fiorite lungo le rive vicine sul lago. Ma perché anche i Sontacchi del Lido hanno ridotto l’attività? «Perché siamo coperti di tasse e balzelli, perché il comune non ha creduto nel suo lago, nessun incentivo è venuto per le aziende del turismo», assicura Sebastiano. Il Lido è aperto dal 1940, nella sua forma attuale dal 1946. «Qui non ci si può muovere, non passa nemmeno l’idea di trasformare le cabine in appartamentini vista lago». Aprirete nell’estate 2006? «Sì, ma se troviamo un ’offerta accettabile potremmo pensare anche a vendere». Poco distante, dentro un parco naturale, si trova l’hotel Lido Seehof, di Claudio Sontacchi, fratello di Sebastiano. Tre stelle, 74 stanze, della famiglia dal 1940, lo stesso anno del Lido, ma aperto dal 1908. «Di fronte ad un offerta congrua e nemmeno tanto alta, non ci penserei un attimo a vendere». Lo dice chiaro e veloce. Ma perché? «Perché investire da noi significa seguire l’interpretazione trentina delle leggi, dunque costa assi più che altrove e serve solo a dare salari mensili ai controllori». Perché a San Cristoforo nessuno vuol più operare? Di che razza di epidemia si tratta? «È il lago più caldo delle Alpi italiane, balneabile da Pentecoste fino a tutto settembre, montagne vicine, ma investire costa troppo, il traffico in mezzo al paese ci danneggia e la promozione è inesistente, concentrata com’è su Levico. A noi restano solo le briciole». Ma San Cristoforo non è un villaggio sperduto in lontane vallate alpine. Possibile che possa scivolare nell’oblio nell’indifferenza generale?
. .> 04/10/2005 . Sugli scavi a ridosso della chiesetta medievale di San Cristoforo il comitato “Per un'altra Pergine” interpella la giunta provinciale, il Wwf, Italia Nostra oltre al comune di Pergine e Stet che ha ritenuto necessario scavare il dosso di San Cristoforo per costruire un impianto di mineralizzazione. Il comitato chiede di pronunciarsi in merito a ben 14 quesiti. Tra le prime domande spicca: «come mai non ha sortito alcun ripensamento di collocazione alternativa l'accorato appello inoltrato nel 2004 da un abitante di San Cristoforo al Difensore civico con successiva procedura di intervento per far sì che Comune di Pergine e Stet valutassero una soluzione che non distruggesse irrimediabilmente uno dei luoghi più caratteristici? ». L'impianto secondo il comitato poteva essere costruito altrove senza dover intaccare uno dei luoghi più caratteristici di San Cristoforo. Nel Prg infatti tutta l'area del dosso è vincolata dalla L.P. 1089/39 che prevede la tutela dei beni che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnografico. Non si capisce allora come mai siano state concesse tutte le autorizzazioni del caso dal comune e dalla commissione edilizia. Ma viene chiamata in causa anche la Soprintendenza ai beni archeologici: è stata interpellata prima di procedere allo scavo? Esiste una relazione sulla reale situazione del sito? Infine il comitato domanda quanto costerà l'impianto realizzato da Stet e come sarà ripristinata la situazione sopra lo scavo: nelle ipotesi accennate da Stet verrà realizzato un piccolo parco con panchine. Peccato però che il dosso era composto da roccia che un tempo emergeva dal lago costituendo una piccola isola. (A.Pi.)
. .> 03/10/2005 . Discussa da almeno quattro anni, promessa e strombazzata (nei mesi estivi) come già fosse realizzata, ma la ciclabile del lago di Caldonazzo è ancora sulla carta e, di più, il tratto San Cristoforo-Lanterna è stato stralciato dal progetto elaborato a suo tempo dal Servizio di ripristino ambientale della Provincia di Trento. Questa cancellazione è vissuta male a Pergine, tanto da avere convinto il consiglio comunale, giovedì notte, a votare all'unanimità una mozione che obbligherà la giunta Anderle a verificare le reali motivazioni dello stralcio ed a chiedere all'assessore provinciale competente Marta Dalmaso anche il tratto ora escluso dal tracciato. Di più, nel testo approvato si chiede alla giunta di avanzare la «richiesta di un formale impegno della provincia alla realizzazione dell'opera». Infine, dovrà chiedere anche un collegamento pedonale tra il Lido di San Cristoforo e la zona chiamata «La Lanterna» nei pressi di Valcanover. Il tracciato pedonale si verrà a trovare proprio dentro il biotopo «Canneti di San Cristoforo», nella parte compresa tra il Lido e la strada litoranea provinciale Pergine-Calceranica-Caldonazzo. La mozione approvata è stata proposta dalla giunta stessa, mentre il consigliere di An Mario Lazzeri ne aveva proposta una sua in precedenza, con obiettivi assai simili a quella approvata. Secondo Lazzeri, albergatore a San Cristoforo, la mancanza della ciclabile contribuisce ad «affondare» la frazione, già in declino da tempo. Nonostante il percorso pedonale entri nel cuore del biotopo, il suo tracciato ha trovato il sostegno dell'intero consiglio. Il parere del verde Giuseppe Facchini, colto a margine della seduta consiliare: «Ho votato sì perché sono favorevole alla mobilità in bicicletta, mi rendo conto che l'impatto ambientale ci sarà, ma nel canneto anni fa esisteva già una strada. Quanto alla ciclabile lungolago fino a Calceranica, la sostengo perché il progetto attuale è migliorativo rispetto al precedente, anche se l'impatto non è certo del tutto eliminato». Secondo il consigliere leghista Erminio Boso tutto si risolverebbe così: «Basta gettare quattro cami (camion, ndr) di scarti di porfido nel lago e del materiale legante per ricavare il tratto che impedisce alla ciclabile di iniziare a San Cristoforo». (Sorrisi sui banchi consiliari, ma nessuna reazione contraria). Secondo Lino Piva (Ppe) nessun tempo è certo. «Ricordo che trent'anni fa l'assessore Zanella aveva preannunciato una passerella sul lago». (Ironico). Quindi, (con forza): «La vostra amministrazione ha promesso la pista, ora state tergiversando. Dovete dire che la volete da Pergine a Bassano». Se per la ciclabile La Lanterna-Calceranica l'appalto è previsto entro l'anno, ancora non si sa quando sarà appaltata la Ponte Alto-La Lanterna. Questo progetto, elaborato dal Servizio ripristino ambientale, prevede un percorso tale da evitare il tratto nel biotopo «Canneti di San Cristoforo», risolvendo, dunque, la «querelle ambientale» in corso da qualche anno. Il percorso inizia presso Ponte Alto, quindi è individuato sulla vecchia strada «dei Crozi» e poi lungo la riva destra del torrente Fersina fin nei pressi delle cave «Corona» dove è previsto un ponticello che porta alla riva sinistra fino in zona Fornaci. Qui il percorso si innesta su stradine campagnole esistenti fino alla frazione di Canale dove imbocca il sottopasso ferroviario e si allaccia alla ciclabile «La Lanterna-Calceranica». Certo non sarà realizzato prima della fine dei lavori per i nuovi tunnel stradali sulla statale 47 tra Ponte Alto e Martignano. (M.A.)
. .> 14/09/2005 . Il danno ormai è stato fatto: la collina di roccia, l'isola che custodisce la chiesetta del XII secolo è ferita. Il cantiere aperto a San Cristoforo per realizzare un impianto di mineralizzazione dell'acqua commissionato da Stet spa, ha terminato lo scempio, nonostante le rimostranze di cittadini. Guido Tommasini, un residente, aveva segnalato la sua preoccupazione un anno fa, nel luglio del 2004, quando scrisse al difensore civico perché fermasse l'intervento. "Nel corso dei secoli il luogo ha avuto una precisa configurazione storico ambientale e si è sempre ritenuto che sotto il terreno ci fossero importanti reperti archeologici", scriveva a Donata Borgonovo Re. In mano ha la guida turistica di Iole Piva, dove si legge che sul dosso "nel 1762 fu ritrovato un sepolcro fatto di muro in forma circolare dentro il quale si conteneva una gran quantità di cenere... Nel dosso poi, su cui giace la sopradetta chiesa, furono trovati pezzi di lance, balestre e moltissime frecce antiche". Il difensore civico scrisse ripetutamente alla Soprintendenza per i beni archeologici perché venissero imposte "prescrizioni tese ad impedire che i lavori di sbancamento siano eseguiti con modalità eccessivamente aggressive". Nicoletta Pisu, funzionario della Soprintendenza, ha svolto un sopralluogo. "Nell'area dello sbancamento non era possibile trovare reperti: la roccia è appena sotto un lieve strato di terreno, per questo per noi dell'archeologia la questione è chiusa". Ma anche alla dottoressa della Soprintendenza, a titolo personale, non è chiaro perché l'impianto non potesse essere realizzato altrove. Tommasini chiede ulteriori verifiche, non si rassegna nel vedere il territorio così deturpato. (A.Pi.)
. .> 07/09/2005 . Perché lunedì mattina è stato aperto un cantiere proprio sotto la chiesetta di San Cristoforo, del XII secolo, spezzando l'isola che un tempo ospitava i pescatori, con uno scavo così brutto nella roccia? Cos'è: la galleria d'imbocco per la Valdastico? Sono solo alcune delle domande che si sono posti per primi i residenti della zona. Ma se le pone chiunque passi di fronte al cantiere, commissionato da Stet spa per la realizzazione di un impianto di mineralizzazione delle acque. Uno scavo nella roccia sul dosso che fu isola, nei tempi precedenti alla bonifica, quando il lago lambiva quasi Pergine. L'isola dove nel 1100 venne costruita la più antica chiesa del Perginese. Lì vicino c'è tanto spazio pianeggiante, un largo parcheggio per auto utile a ristoranti e camping. La gente si chiede: cosa ha portato il Comune a permettere un simile scempio proprio sulla collinetta? Il primo a muoversi e a fare richieste agli uffici competenti è stato un gruppo di cittadini di San Cristoforo: hanno chiamato i vigili urbani lunedì mattina, appena iniziati i lavori. Proprio non gli andava giù che un paesaggio ancora integro venisse così deturpato. Ma i vigili non hanno potuto fare nulla contro il loro stesso «padrone» municipale: i permessi ci sono, tutto in regola, nessun abuso, nessun errore. E' stato deciso proprio così: si può spezzare l'isolotto di San Cristoforo. Abbiamo chiesto lumi al presidente di Stet, Silvano Corradi. Cosa sta succedendo a San Cristoforo? «Sono lavori che dovevano iniziare da tempo – risponde sereno il presidente – ci sono stati dei ritardi solo per problemi burocratici sull'acquisto del terreno. Dobbiamo costruire un impianto sotterraneo di mineralizzazione delle acque potabili che andrà a servire Valcanover, Canale e San Cristoforo. In poche parole serve per contrastare il fenomeno delle acque rosse. Dalla stazione di pompaggio limitrofa l'acqua verrà canalizzata nel nuovo impianto per poi dirigersi verso le tre frazioni». Ma non esisteva un'altra possibilità, proprio il dosso dovevate intaccare? «Avevamo inizialmente preso in esame l'ipotesi di costruire l'impianto nel parcheggio limitrofo, ma si rovinavano diverse aiuole e si occupava spazio. La soluzione di interrarla sotto il dosso ci sembrava la migliore. Sarà una struttura di circa 25 metri quadri, dove verranno installati dei macchinari piuttosto costosi (250.000 euro è il costo totale lavori). Contestualmente elimineremo la cabina elettrica esterna che si vede oggi per inserirla nel nuovo edificio. Infine sopra verrà ripristinato il dosso con qualche miglioramento. È previsto uno spazio verde con alcune panchine». Insomma, a dire del presidente un miglioramento di quella zona dove esisteva una antica cava di pietra. C'erano delle erbacce e una cava abbandonata e sopra all'impianto di mineralizzazione invece sorgerà un piccolo parco. Ma sono intervenuti i beni culturali? La zona non è sotto tutela? «Ci hanno concesso il permesso per i lavori – risponde Corradi – anche se devono venire a fare dei sopralluoghi per verificare che non ci siano oggetti di interesse storico o archeologico nel tratto scavato». Ma fino ad ora i residenti non hanno visto nessun esperto di nessuna soprintendenza a beni culturali o archeologici. Solo un operaio intento a scavare e portare via materiale con un camion. Ma di chi era il terreno acquistato dal Comune? Chi possedeva quel piccolo pezzo di isola? «Le due sorelle Corradi», risponde Corradi. Sono vostre parenti? «No, assolutamente», conclude il presidente. Fine dei lavori: febbraio 2006. Con buona pace dei residenti e di chi vorrebbe un territorio più tutelato e meglio custodito nella sua integrità. (Alberto Piccioni)
. .> 07/06/2005 . È già basso il livello delle acque del lago. Ad inizio giugno, prima del solito. In condizioni normali l'idrometro sotto il colle di Tenna segna il livello minimo a fine agosto, poi l'acqua torna a crescere in autunno, con l'arrivo delle piogge. In questi giorni il lago è più basso di mezzo metro rispetto alla media stagionale. Esattamente oscilla tra i 45 ed i 50 centimetri (il dato è ufficiale) e a ben poco sono servite le piogge di domenica notte. Con la carenza d'acqua tornano le preoccupazioni tra gli operatori sul lago: ai due Lidi, di San Cristoforo e di Caldonazzo, negli alberghi prospicienti le rive, dei circoli nautici. Si aggiungono a quelle dei cittadini che, anno dopo anno, verificano l'abbassarsi del livello delle acque. C'è stato di peggio, osservano di rimando gli studiosi che da lustri seguono la vita del lago di Caldonazzo, come d'altri in Trentino, ma un tempo l'evento era eccezionale, ammettono. Ora la carenza d'acqua si ripete, anno dopo anno. Anzi, sottolinea chi ci lavora, da qualche tempo si manifesta assai prima di agosto. Ciascuno mostra i suoi guai. Attracchi per le barche necessariamente spostati al largo, pontili trasformati da mobili in fissi come al Cus, fondali dragati per consentire alle chiglie di pescare come alla Velica Trentina, le darsene di San Cristoforo ed i pontili di Calceranica e Caldonazzo con le gambe al sole (i pali in legno sui quali poggiano). Vecchi scarichi ed oggetti vari affiorano lungo le rive. Per dire solo di ciò che si vede. I guai all'ecosistema sono ben più pesanti, anche se non visibili ad occhio nudo. La richiesta, quest'anno più pressante che mai, viene dagli operatori turistici: perché non regolare meglio le acque del lago in modo da evitare l'eccessiva carenza estiva ed il troppo pieno autunnale? È il servizio opere idrauliche provinciale a regolare le acque. Il lago, infatti, anche se lo si ammette solo a bassa voce, di fatto è diventato (e da tempo) un bacino artificiale. «Noi regoliamo da anni l'acqua - ammette schiettamente l'ingegnere Vittorio Cristofori - anche se il lago di Caldonazzo è tra quelli in Trentino ancora dotati d'una certa naturalità; ad esempio non è sbarrato da dighe. Venerdì 3 giugno abbiamo iniziato ad alzare la paratoia in corrispondenza del canale Balista, nei pressi dello svincolo per Levico sulla statale 47, per trattenere quanta più acqua possibile nel lago e la abbasseremo ad inizio autunno. Come ogni anno. L'escursione massima possibile è di mezzo metro, tra il massimo ed il minimo livello». Quest'anno la carenza d'acqua s'è manifestata prima. È pensabile che il lago possa essere regolamentato come un bacino artificiale? «Non proprio. Possiamo modificarne il livello, ma tenendo ben presenti le esigenze dell'intero ecosistema. Senza dubbio ha vocazione turistica e l'ambiente economico preme per una maggiore quantità d'acqua, ma dobbiamo tenere presenti anche i pericoli di allagamento come nel 2000 quando l'acqua entrò negli scantinati di case e nei Lidi». Alla carenza d'acqua si potrebbe ovviare riportando quella che a monte del lago viene prelevata in quantità crescenti, specialmente dall'ambiente frutticolo. In attesa che la Provincia ed il Comune tornino a governare questa situazione, è possibile regolare diversamente il lago? «Sì, con un'altra paratoia, nuova, da porre allo sbocco del lago sul territorio di Caldonazzo, ma a quel punto diventerebbe un bacino artificiale». Interverrete in tal senso? «Stiamo valutando l'ipotesi al fine di gestire meglio il lago». (Mario Anelli) .> 03/06/2005 Bagni di sole ieri lungo le rive del lago di Caldonazzo (nonostante qualche nube plumbea) e vele al largo. Amato dalle famiglie, dai giovani, dagli ospiti veneti e d’Oltralpe. Anche da Pergine? Anche dalle sue amministrazioni pubbliche? Se così fosse, San Cristoforo, la perla storica del lago, non sarebbe così abbandonata. È un rapporto strano quello tra la città ed il lago, inquadrato nettamente come da tempo non accadeva da due domande precise poste da Massimo Oss, il presidente di «Valsugana Vacanze», mercoledì sera durante l’assemblea annuale del Cts, il Circolo turistico di San Cristoforo. Davanti al numeroso pubblico che si era affollato nella sala del garnì Sedran, Oss si è rivolto al neo assessore comunale al turismo, Marco Morelli: «È importante il turismo per Pergine, oppure no? Se lo è, ritiene San Cristoforo strategico per il turismo locale?» Spiegando subito dopo che, se Pergine una buona volta saprà sciogliere ogni riserva, anche gli imprenditori torneranno ad investire. Altrimenti no. «Come presidente di Valsugana Vacanze debbo sapere se la nuova giunta perginese ha intenzione di promuovere un piano quinquennale per la località ed il suo lago. Se la risposta è positiva, potrò fare promozione. In caso contrario non sono per nulla disposto a gettare soldi al vento. Le risorse sono sempre più limitate e non possiamo finanziare a pioggia ogni iniziativa». Più chiaro di così il presidente di Valsugana Vacanze non poteva certo essere. Del resto Pergine da anni dice di amare la sua frazione lacustre, ma non ha mai mosso paglia per renderla più viva. Anzi, ora sta per essere oscurata dal nuovo svincolo stradale sulla 47, tra le brutture paesaggistiche del Trentino da Oscar in negativo. E Morelli, assessore da nemmeno una settimana, ha risposto: «Come amministratore ed imprenditore dico che dobbiamo stare con i piedi per terra. Pergine non è Riva del Garda, dove il turismo è il 70 per cento delle opportunità economiche. Certo, fatto 100 il nostro turismo, San Cristoforo rappresenta il suo 70. Comunque, gli attori principali sono gli imprenditori del settore. Io sono disposto a sostenere gli investimenti privati, a completare la ciclabile, che va fatta, a costo di battere i pugni sui tavoli trentini. E per il tunnel sotto il colle di Tenna». Manterrà gli impegni accennati, Morelli? Batterà veramente i pugni, assieme al sindaco Renzo Anderle, mediatore nato? Armando Lazzeri, presidente del Cts, da anni interpreta l’anima della località lacustre. «Potenziare il turismo di San Cristoforo non significa fare esclusivamente gli interessi degli abitanti e degli operatori della zona, ma quelli dell’intera comunità». Concetto scontato, si direbbe, ma che riflette, invece, il distacco reale tra la città ed il suo lago. «L’economia di Pergine non è più equilibrata, come un tempo e come ancora si va dicendo» ha ricordato Sebastiano Sontacchi, proprietario del Lido. «Quando si sottolinea che Pergine non è Riva del Garda, ci si dimentica che nel centro gardesano ci sono grosse industrie che occupano migliaia di persone, ma da noi no. Non vale la pena giocare le carte turistiche che ancora ci rimangono?». Attende risposta, assieme ad Oss ed a San Cristoforo. (Mario Anelli) .> 03/06/2005 Oltre a promuovere la zona lacustre, il Circolo turistico S. Cristoforo stimola da quando è nato, 22 anni fa, le amministrazioni pubbliche (comunale e provinciale) a realizzare quanto serve alla sopravvivenza ed alle attività economiche dell'abitato rivierasco, stretto com'è tra la linea ferroviaria e le acque del lago di Caldonazzo. L'elenco 2005, letto nel corso dell'assemblea del Cts mercoledì sera dal presidente Armando Lazzeri, è più che mai nutrito. S'alimenta anno dopo anno di quanto gli enti pubblici promettono e garantiscono, ma non realizzano. Tra i grandi interventi si trovano il metrò ed il tunnel sotto il colle di Tenna, nonché la nuova e più volte ipotizzata circonvallazione, in quanto libererebbero (ciascuno a loro modo) la frazione dal traffico che la ferisce pesantemente ormai da una ventina d'anni. La pista ciclabile attorno al lago di Caldonazzo, considerata veicolo promozionale al turismo lacustre. Tra le opere minori un pontile d'attracco per le imbarcazioni, il completamento del percorso naturalistico del biotopo «Canneti di S. Cristoforo», aiuole al parcheggio Europa, la continuazione del marciapiede di via Alle Darsene fino alla statale 47. .> 03/06/2005 Sarà il concerto di Andrea Braido del 20 luglio prossimo il clou del programma estivo varato ieri dal Cts, il Circolo turistico di S. Cristoforo, per i mesi di luglio ed agosto in riva al lago nei giardini antistanti il Centro universitario sportivo. Braido (ben noto a Pergine, dove ha abitato), suonerà con chitarra acustica e classica, ha lavorato molto con Vasco Rossi, è stato in tour con i più noti cantanti italiani, Pausini, Zucchero, Celentano, Baccini, Ruggiero, Pravo, Ramazzotti, Branduardi, ecc. ed è riuscito ad emergere anche come solista producendo vari cd. Passione viscerale per il rock blues e per chitarristi come Beck ed Hendrix, per Frank Zappa. Suona con chitarre modello Stratocaster e Telecaster lasciando le più moderne in vetrina. Nel programma del Cts si trovano quattro matinée sul sagrato della chiesetta storica di S. Cristoforo, spettacoli di danza moderna, spettacoli per bambini ed in tema gastronomico, la spaghettata del 27 luglio e la settimana del pesce di mare con le cooperative riminesi ad inizio agosto. Infine, per tutti i sabati estivi, organizza il mercatino notturno degli ambulanti in riva al lago. .> 02/03/2005 . Lunedì 28 febbraio consiglio comunale a Pergine. Sono state 33 le osservazioni accolte tra le 76 inviate in municipio da cittadini perginesi. Alcune delle osservazioni accolte sono rilevanti. L'albergo Centrale (nella foto a sinistra), da anni chiuso a San Cristoforo, potrà essere trasformato in residence direttamente dai proprietari, mentre in precedenza poteva essere utilizzato solamente dall'Itea (Istituto Trentino per l'Edilizia Abitativa). E' il primo passo per la trasformazione degli alberghi chiusi nella località rivierasca? (Mario Anelli)
. .> 02/08/2004 . I dati sulla trasparenza dell’acqua
hanno meravigliato anche chi, da anni, li esamina per lavoro. Si vede più in
profondità che in passato e per un lago che ha molto sofferto come quello di
Caldonazzo, ciò è un buon segnale, anche al di là del clima che aiuta, ovvero
la pioggia caduta dalla primavera in quantità maggiore rispetto al passato
recente. . .> 13/07/2004 .
Crescono i costi del
tentacolare svincolo di San Cristoforo. Il progetto esecutivo da
4.922.867,16 euro, redatto dall'ingegner Mario Morandini, era già stato
rivisto a fine 2002 quando il costo degli espropri era passato infatti da
438.988 euro a 798.750 euro. I lavori, consegnati a fine giugno 2003
all'associazione temporanea di imprese Adige Bitumi Spa e Prema Sas, per
2.996.457 euro, dovevano durare 600 giorni. Ma quasi subito si è rimesso mano
al progetto, per la prima perizia suppletiva e di variante, che prevede la
realizzazione di una una nuova rotatoria sul lato di Canale, una nuova
bretella di collegamento con Pergine, una pista ciclabile, l'impianto
d'illuminazione e la sistemazione a verde. . .> 23/06/2004 . Riaffiora la pista ciclopedonabile Pergine-San Cristoforo-Calceranica. Dai cassetti nei quali era stata riposta durante la scorsa legislatura Dellai, è riemersa nel tardo pomeriggio di ieri durante un incontro tra l'amministrazione cittadina con l'assessore provinciale alle politiche sociali e con le competenze per il ripristino ambientale Marta Dalmaso. Sul tavolo l'ultima redazione del progetto, illustrata dall'architetto Pier Dal Rì, responsabile del Servizio di ripristino ambientale. Alcune novità sono degne di nota. L'intero percorso, a detta dei tecnici, sarebbe meno impattante della proposta iniziale, quando ferro e cemento abbondavano. I materiali impattanti sarebbero stati in parte tolti, sostituiti da manufatti e sostegni in legno. La progettazione finale, quella prodotta dalla discussione di ieri, consentirà di misurare se e quanto rimane di dannoso per il delicato sistema eco-ambientale del lago e quanto è stato tolto. Altra novità riguarda la partenza in territorio perginese. Non più dal Lido di San Cristoforo, ma nei pressi del cavalcavia ferroviario. Il percorso prosegue poi sulla vecchia strada esistente in direzione di Valcanover, quindi si inoltra tra binari e lago, parte sulla terraferma e parte su un impiantito di legno aggettato sull'acqua. In territorio di Calceranica è previsto un ponticello sul torrente Mandola, poi il percorso proseguirà in direzione di Caldonazzo per congiungersi con la pista esistente lungo il fiume Brenta. . .> 27/05/2004 Oggi è secco e quasi invisibile l'antico «canale Macinante», ma nel prossimo futuro potrà rivivere. Vi scorrerà l'acqua che per secoli l'ha riempito: in alcuni tratti tornerà a cielo aperto, in altri sarà coperto per trasformarsi in un percorso per pedoni e biciclette lente. Saranno necessari almeno 400 litri al secondo, da «spillare» presso le vecchie chiuse del torrente Fersina presso il Croz del Cius e dalle sorgenti del Bersaglio vicine alla frazione di Zivignago. Misura minima per riempire il Macinante e perché possa essere utile anche al lago di Caldonazzo, assetato ormai da molti decenni. Il percorso penetra nel cuore cittadino di Pergine. Per centrare l'obiettivo sono previsti accordi e convenzioni con i proprietari confinanti, per evitare infiltrazioni d'acqua in abitazioni e scantinati. Esternamente al centro storico di Pergine sono quattro i punti strategici individuati: l'opera di presa nei pressi dell'ex pescicoltura Dalmeri, dove si prevede un parco fluviale collegato a percorsi per la valle dei Mocheni ed ai circumlacuali. Il centro storico di Zivignago con punto informativo, il centro cittadino con recupero di antiche attività manifatturiere; infine, alla foce, nei pressi del canneto di San Cristoforo. (Mario Anelli) . .> 25/04/2004 . «Almeno facciamo la ciclopedonabile da San Cristoforo a Valcanover». Potrebbe sembrare un'invocazione, ma il tono usato da Armando Lazzeri nel pronunciarla era perentorio, venerdì sera all'assemblea del Circolo turistico di San Cristoforo. L'abitato lacustre, ex gioiello perginese, oggi è stretto in un fascio di strade: la statale 47, la provinciale lungolago, le locali e la linea ferroviaria, un tracciato a ridosso dell'altro. È il paradigma dei nodi irrisolti. Si cerca quindi un futuro migliore, da anni vengono avanzate proposte, ma le soluzioni non arrivano perché le decisioni dipendono da due palazzi: quello comunale e quello provinciale. Ecco quindi spiegato quell'«almeno» di Lazzeri, il presidente del Circolo. Due anni fa aveva proposto il battello elettrico sul lago, incassando - a parole - un coro di consensi: «Finalmente una novità anche per il lago di Caldonazzo, sempre in attesa d'una sua promozione risolutiva!». In municipio a Pergine avevano detto: «Bravo Circolo, ti appoggiamo». A Trento l'ex assessore all'ambiente, Iva Berasi, aveva spalancato le braccia e sposato l'idea. Ma da allora, niente. Una recente lettera di sollecito firmata da Lazzeri ed inviata a Mauro Gilmozzi, l'assessore attuale di riferimento, attende risposta. «L'idea sembra non aver suscitato grandi entusiasmi nella parte politica comunale e nel nuovo assessore provinciale, dato che a distanza di quasi sette mesi dalla domanda nulla si sa in merito», ha detto ai soci un amareggiato Lazzeri. Ed ha aggiunto: «Il comune dica se lo vuole oppure no, ma non la tiri in lungo in questo modo». Il battello sul lago costa circa 250.000 euro, può essere finanziato dal pubblico e può incassare quanto basta per la gestione, secondo i calcoli previsionali compiuti dal Circolo. In sala venerdì sera l'unico rappresentante comunale era Cesare Facchini, l'assessore alla cultura, inviato dalla giunta e trafitto come S. Sebastiano, ma sopravvissuto. La domanda centrale, tra le molte, posta dall'assemblea: la giunta Anderle ha deciso finalmente il futuro di San Cristoforo? Sarà turistico o residenziale? Da più di cent'anni nella località si fa turismo, ma il comune ha recentemente chiesto ad Itea di acquistare l'ex albergo Centrale per trasformarlo in alloggi pubblici. «Itea non porterà nessun decremento dell'attività turistica - la risposta di Facchini - o volete forse che S. Cristoforo diventi come Calceranica, piena di casette turistiche fin sulle sponde del lago?». Nessuna risposta circa le scelta fondamentale. Ed allora dall'assemblea (abitanti, albergatori, ristoratori) s'è alzata la protesta per il mancato sviluppo della zona. Lazzeri ha elencato le richieste, di varia portata, intese tutte a liberare dal traffico S. Cristoforo, a riordinarne la viabilità ed a rilanciare il lago. La ciclabile, innanzitutto: «Dal Lido, poi in affiancamento al cavalcavia ferroviario, quindi sulla vecchia strada provinciale fino alle spiagge pubbliche di Valcanover». E poi il metrò di superficie, il tunnel sotto il colle di Tenna e la «Pirubi», sempre considerata come la salvezza del lago e della Valsugana. Nei prossimi tre anni toccherà al nuovo direttivo (eletto nella serata) sostenerli, ovvero a Selene Sontacchi, Marco Casagrande, Piergiogio Di Girolamo, Emilio Fioravanti, Stefano Giovanazzi, Aldo Grisenti, Armando Lazzeri, Mario Palazzi e Giorgio Slompo. (Mario Anelli) . .> 23/04/2004 . Che fine ha fatto il battello elettrico
che doveva navigare silenzioso sul lago di Caldonazzo? Idea del circolo
turistico di San Cristoforo sbocciata nel 2002 e subito sposata dalla ex
assessore provinciale all'ambiente Iva Berasi. Incontri tra le municipalità
rivierasche, accordi, entusiasmi, ma non se ne sa più nulla. Ora è incagliato
nel Porto del Denaro, infatti, non s'è deciso a chi spetti saldare il conto.
Quello era elettrico, da scegliere tra diverse tecnologie, funzionante con
numerose, grosse batterie, ma all'Irst di Trento si è pronti a sperimentare
un nuovo battello ad idrogeno. E questa volta si tratta di un sistema
derivante da sperimentazioni già effettuate in rifugi altoatesini e trentini
dal gruppo «plasma» dell'Irst. «Basta che il Comune di Pergine ci chieda di
fare una sperimentazione sul lago di Caldonazzo e noi saliamo con la nostra
tecnologia», afferma l'ingegnere Andrea Tomasi, ricercatore senior dell'Irst
di Trento ed una grande passione per la vela che da anni lo prende. È il
presidente del Centro universitario sportivo con base nautica a San
Cristoforo sul lago. Giorni fa era nel Bic perginese, al lavoro assieme a
Lucia Mutri, la giovane ingegnere della veneta Scandiuzzi, che, combinando
gas metano con vapore acqueo, è riuscita a produrre idrogeno; questo,
correlato con una cella a combustibile, produce energia elettrica pulita. Una
grossa novità nazionale, utile anche ai motori di automobili. «Invece che
caricare sul battello un sacco di batterie di scarsa durata, costose ed
inquinanti - spiega Tomasi - bastano due bomboloni di idrogeno e celle a
combustibile per produrre l'energia elettrica necessaria. E l'idrogeno non è
pericoloso come si pensa», aggiunge, senza entrare nel dettaglio della
tecnologia di Irst, frutto di lunghe ricerche. Sistemi simili sono usati
negli Stati Uniti, in Italia non ancora, eccetto qualche tentativo poco più
che artigianale. Come funzionerebbe il motore ad idrogeno? «Con celle a
combustibile, si tratta d'un sistema elettrochimico che consente di combinare
idrogeno ad ossigeno mediante una particolare membrana polimerica.
L'economicità di tali sistemi è grande, i motori sono silenziosi. Basta
pensare che altri sistemi, ma comunque con tecnologia simile, sono usati
dalle marine militari sui sommergibili». Tomasi propone il battello ad
idrogeno sul lago, sulla base d'esperienze del gruppo «plasma», alcune in
corso ed altre già andate a buon fine. In Alto Adige, dove ha iniziato,
quindi al rifugio Caduti dell'Adamello. Qui il tradizionale gruppo
elettrogeno rumoroso e puzzolente è sostituito con motore all'idrogeno.
Pannelli fotovoltaici producono idrogeno mediante elettrolisi, viene stoccato
in celle a combustibile usate nelle ore serali per produrre energia
elettrica. «Potremmo fare la stessa cosa anche per le malghe di montagna, in
modo da evitare gli elettrodotti - aggiunge l'ingegnere - dal momento che il
motore a scoppio, anche se piccolo, rilascia olio inquinante in acqua». Forse
l'idrogeno porterà il battello ecologico sul lago di Caldonazzo, se Pergine
lo vorrà. (Mario Anelli)
.> 05/10/2003 . Battello ecocompatibile sì, con pannelli
fotovoltaici che sfruttano l'energia solare; ma che impatto paesaggistico
avrà il nuovo mezzo? È la domanda che, sottovoce, circola a San Cristoforo,
dove il battello proposto dal locale Circolo Turistico avrà la rimessa,
presso la darsena ex Dalmeri. E proprio su questa opzione di zona-rimessaggio
gli abitanti più scettici sono perplessi. Si sono appena conclusi i lavori di
restauro della darsena - si dice in paese - e, nelle vicinanze, è stato
ripristinato anche un vecchio lavatoio: perché destinare un luogo silenzioso
e testimone della storia in area per imbarco di turisti? Del recupero della
darsena si era occupato il Servizio ripristino della Provincia, per farne
sede anche di un museo della pesca. Da mesi l'intervento è terminato, senza
un progetto specifico per il riutilizzo dei locali. Sul progetto del battello
interviene anche l'assessore provinciale all'ambiente Iva Berasi,
sostenitrice del progetto. «Vorrei ricordare che l'idea del battello era nata
prima di tutto come proposta di un mezzo di trasporto alternativo di
collegamento fra i comuni del lago» spiega «e poi anche come progetto
turistico. Ma non era nato come business». (Marica Viganò) . .> 03/10/2003 . San Cristoforo, Calceranica, Caldonazzo e Tenna
saranno i punti di attracco del battello che solcherà il lago a
partire probabilmente dalla prossima estate. Ora che il progetto sta
diventando realtà, in attesa del via libera della Provincia per i contributi,
c'è da pensare alla gestione ed ai costi. «Siamo consapevoli dell'impegno, ma
se il Comune riuscirà ad acquistare il battello, siamo disponibili a gestire
il tutto» spiega Armando Lazzeri, presidente del Circolo turistico San
Cristoforo. «Potrebbe anche essere formata una società che coinvolge i Comuni
del lago» è l'idea del direttore dell'Apt Valsugana Stefano Ravelli. Fra
uscite e possibili entrate, due conti sono già stati presentati al Comune di
Pergine: per il biglietto si arriverà a spendere 4 o 5 euro. Prezzo poco
economico per chi intende utilizzare il battello per spostare la bicicletta
da una sponda all'altra del lago, o per chi preferisce un mezzo di trasporto
ecologico all'auto. «Ma il battello non è alternativo alla pista ciclabile
che non c'è - puntualizza Ravelli - e per i residenti potrebbe esserci una
proposta mirata, come il "battello del gusto", con un biglietto un
po' più caro ma con degustazione di prodotti tipici trentini. L'iniziativa
della navigazione sul lago è valida per il turismo e noi, come Apt e futura
Valsugana Vacanze ci impegneremo a darne il massimo risalto attraverso
pubblicità e promozione». Risale ormai a diversi mesi fa la proposta del
Circolo turistico San Cristoforo di predisporre carnet di biglietti da
distribuire ai clienti di camping ed alberghi, a scopo promozionale. È più
attuale l'idea di organizzare, sul battello, cene e musica, per ampliare
l'offerta turistica. «Va bene che si organizzi qualcosa di diverso dal solito
giro. - sostiene Enzo Chiappani dell'agenzia viaggi Dart Travel - Se così
fosse, io garantirei gruppi di turisti soprattutto fra metà agosto e metà
ottobre. Ora abbiamo in Italia una quindicina di pullman dalla Germania,
alcuni in Trentino altri sul lago Maggiore dove proponiamo la gita sul
battello. Se l'idea della navigazione sul lago di Caldonazzo viene formulata
bene, direi che le prospettive sono interessanti. Per quanto riguarda i
prezzi, far pagare 4 - 5 euro a chi, ad esempio, utilizza il mezzo per
trasportare la bicicletta è troppo. Dovrebbero intervenire i Comuni per far
fronte alle spese». Se per un residente il costo del biglietto è poco
vantaggioso, lo stesso vale per i turisti, disposti sì ad ammirare nuovi
scorci del lago dal battello, ma con un occhio al portafoglio. Lo sostengono
all'agenzia viaggi di Levico «Betulle». «L'idea non è male, ma i turisti non
vogliono spendere troppo in ferie», spiega Liana Bressanini. Stesso parere di
Matteo Martina, titolare dell'agenzia e di una ditta di pullman che propone
escursioni per i vacanzieri. «Sarà difficile vendere il biglietto a 4 o 5 euro,
dato che allo stesso prezzo si va da Malcesine a Riva del Garda in un'ora di
navigazione, - spiega - è vero che ci sono costi di gestione, ma proporrei
agevolazioni per i gruppi e le comitive». Estranea, invece, al progetto del
battello è l'agenzia Gitan Viaggi di Pergine. «Non ci occupiamo
dell'organizzazione di tour in provincia - sottolinea Davide Permechele - ma
abbiamo un mercato di nicchia, basato soprattutto sul turismo
enogastronomico. Nulla a che vedere con il lago». (Marica Viganò) . .> 02/10/2003 . Il battello del lago di Caldonazzo avrà
un che di avveniristico: pannelli fotovoltaici sul tetto per la produzione
della forza motrice, elettrica; pareti trasparenti ai lati, due scafi modello
catamarano che pescano non più di 70 centimetri in acqua. Bar e servizi per i
60 passeggeri che potranno salirvi. Pergine ha sciolto gli ormeggi e ha
deciso come sarà il primo battello passeggeri del lago. In Trentino, oggi,
viaggiano solo sul Garda ma a carburante. Idea, o meglio, sogno, del Circolo
turistico di San Cristoforo che è riuscito a convincere chi potrà
realizzarlo. Martedì 30 settembre, ultimo giorno utile, il Comune ha
presentato la domanda di finanziamento negli uffici provinciali. Il battello
costa sui 200.000 euro e dovrà essere costruito su ordinazione. Modelli
simili si trovano in laghi del Nord Europa, assai meno a Sud. Sul lago di
Resia porta 80 passeggeri, su qualche lago tedesco ed austriaco sono già
sperimentati. È entusiasta della decisione Armando Lazzeri, il presidente del
circolo. Già vede il battello in acqua, dall'estate prossima, nei mesi di
luglio ed agosto. «Partenza alla darsena storica appena rifatta a San
Cristoforo, pontili d'attracco a Calceranica, Caldonazzo e Tenna lago. Un'ora
e mezzo di viaggio sull'acqua, lento, velocità di crociera di 9 chilometri
orari». C'è già il costo approssimativo del biglietto, da decidere tra i 4 ed
i 5 euro, con possibilità di imbarcare biciclette evitando così i pericoli
della statale 47 e della strada litoranea provinciale. Toccherà al Comune rilasciare
la licenza di navigazione, è sua la competenza, diversamente dal lago di
Garda, dov'è provinciale. «Ci ha convinti l'idea del battello elettrico
perché ecologico e perché servirà a rilanciare la zona di San Cristoforo -
commenta Denis Fontanari, l'assessore al turismo perginese - è la nostra area
lacustre più bella, ma da qualche anno soffre per mancanza di iniziative. Noi
vogliamo il battello già dalla prossima estate, speriamo solo che la
Provincia ci finanzi l'80 per cento che la legge concede per simili
iniziative con finalità turistiche. Comunque, se l'ente pubblico, Comune
compreso, acquisterà il battello, la gestione dovrà garantire
l'autosufficienza economica». Prima della sua messa in acqua, il battello
«viaggerà» sui tavoli dell'Agenzia provinciale per la protezione
dell'ambiente (valuterà la sua sostenibilità ambientale) e del servizio
trasporti. Se supererà la prova, vedrà il varo. Lazzeri rende il senso della
novità e ne illustra i costi: «Noi del Circolo di San Cristoforo siamo propensi
alla gestione, ma Valsugana Vacanze e le agenzie di viaggio ci dovranno
aiutare con battage pubblicitari mirati, in modo da consentirci un avvio
sicuro. Secondo i primi calcoli, due mesi estivi con tre giri del lago nelle
24 ore per sei giorni alla settimana costeranno 18.000 euro. Al lavoro ci
saranno un capitano ed un marinaio. Immagino pacchetti d'offerta comprendenti
anche viaggi notturni, con musica e buffet». Un battello per conoscere e
vivere il lago, insomma. Lazzeri sembra già felicemente imbarcato. (Mario
Anelli) . .> 28/09/2003 . Prove aeree di connessione tra computer
ieri a San Cristoforo: una web-cam ha ripreso da un aeroplano in volo il lago
di Caldonazzo e tramite il collegamento senza fili di un computer palmare le
immagini sono apparse sui computer del Wi-Fi Camp. «Abbiamo ricevuto
molte telefonate e non ci aspettavamo una simile partecipazione - commenta
Cesare Furlanello ricercatore dell'Itc-Irst - sono arrivate persone che non
avevamo mai visto, non solo gli addetti ai lavori». Nel tendone aperto a
tutti (fino ad oggi) al camping San Cristoforo ieri si sono alternati
collegamenti, prove, discussioni e conferenze sui sistemi wireless. Alcuni
partecipanti, affascinati dalla nuova tecnologia, si sono fatti installare
sui computer portatili i sistemi per connettersi. Nessun problema di
emissioni inquinati nell'aria: per Roberto Loro, direttore di Alpikom, la
società interessata allo sviluppo della tecnologia wireless, l'antenna che
sta collegando i vari portatili durante la manifestazione ha emissioni
inferiori di quelle di un singolo cellulare. Particolare essenziale pensando
ad una diffusione di questo tipo di antenne nelle nostre città. (A.Pi.) . .> 27/09/2003 . Undici megabit al secondo: 22 volte più veloce di
una connessione Adsl. Questi i numeri, straordinari per gli addetti ai
lavori, della prima connessione internet senza fili durante l'avvio del WiFi
camp. Un'antenna sull'edificio della direzione del camping San Cristoforo
e tutti i pc nelle vicinanze collegati alla rete senza nessun cavo. La
tecnologia sembra quasi matura, a dire di Roberto Flor, responsabile tecnico
del progetto Wilma, e la manifestazione di questi giorni ne sarà la riprova.
«Resta da capire quanti collegamenti sono possibili contemporaneamente -
spiega Cesare Furlanello ricercatore dell'Itc-Irst e guida del progetto - è
una delle cose che verificheremo durante il meeting». Tra gli sponsor figura
anche Alpikom che in estate aveva promesso ai perginesi la tecnologia power
line (tramite i cavi dell'energia elettrica) per le connessioni internet: ha
cambiato idea? «La power line va avanti - precisa Roberto Loro, direttore di
Alpikom - a giorni collegheremo i primi 100 utenti di Bolzano e l'anno
prossimo arriverà a Pergine. La tecnologia Wireless la stiamo valutando
parallelamente. Ci sono però alcuni dubbi sulla sicurezza: in teoria è ancora
molto semplice "captare" il segnale e connettersi anche se non si è
autorizzati. Dobbiamo capire bene quale sistema di sicurezza proporre ai nostri
clienti». (A.Pi.) . .> 26/09/2003 . Un velivolo ultraleggero, una barca,
campeggiatori, abitanti della zona di San Cristoforo, tutti collegati tra
loro, ma senza l'uso del tradizionale filo che avverte della presenza d'un pc
in casa o in azienda. La sperimentazione è in corso, da oggi a domenica,
presso il campeggio San Cristoforo sul lago, guidata da Cesare Furlanello e
Steno Fontanari, responsabile il primo del gruppo modelli predittivi per dati
biologici ed ambientali e ricercatore nel dipartimento sistemi sensoriali
interattivi il secondo, entrambi presso Itc-Irst di Trento. Con loro anche
Roberto Flor, responsabile tecnico del progetto Wilma, sempre di Itc-Irst,
per la diffusione della tecnolgie Wireless e della allocation based.
L'iniziativa, nome in codice «WiFi Camp 2003», non fa mercato, ma
propone la novità per introdurla all'uso popolare e dimostrare il suo
funzionamento nella forma d'un particolare workshop informatico-tecnologico
cui chiunque nei tre giorni potrà rivolgersi, a partire dal pomeriggio di
oggi. «Siamo un gruppo di lavoro che ha ritenuto importante portare a Pergine
la novità per introdurla in città e portarvi la comunicazione veloce senza
fili. Altrove ha tentato tempo addietro Trentino Servizi, c'è qualche
sperimentazione o attuazione sporadica, qualche appassionato che fa ricerca -
ricordava ieri Furlanello - noi, invece, la proponiamo portando a San
Cristoforo ogni mezzo utile e mettendolo a disposizione, insegnando come
fare. Con Alpikom è prevista una sperimentazione in dicembre in una via
centrale di Trento». La nuova tecnologia è pensata non solo per aziende, ma
anche per le case comuni. Consente infatti, il collegamento tra abitazioni
senza usare la rete telefonica. «Basta disporre d'un pc - spiega ancora
Furlanello - acquistare una scheda del valore di non più di 100 euro, ed
usare un'antennina acquistabile in molti negozi. Il costo dell'operazione è
bassissimo e la comunicazione veloce. Ci si libera d'ogni rete e si
costruisce la propria assieme a chi si vuole». Steno Fontanari, perginese, ha
approntato ogni apparecchiatura necessaria. In alcune tende nel campeggio si
trova il server dell'università, mentre le antenne (gli access point) sono
installate nel campeggio, al Lido di San Cristoforo ed all'Augsburgerhof, per
coprire la frazione e lo specchio d'acqua antistante. «Noi abbiamo collocato
ripetitori wireless, ovvero connessioni veloci senza fili per potere accedere
ad internet da qualsiasi punto di San Cristoforo, dal lago e dal cielo -
spiega Fontanari - chiunque voglia utilizzare il proprio computer togliendo i
fili si può riferire a noi o venire con il portatile. La novità serve a
chiunque, è il messaggio che vogliamo lanciare. E' una sfida che libera dai
vincoli odierni della comunicazione. Noi forniamo la connessione alla rete,
posizioniamo le antenne collegate alla rete, molto piccole, delle scatolotte
che coprono fino a distanze variabili dai 300 ai 600 metri lineari. Emettono
un segnale mediante onde radio che agganciamo con il computer. Le antenne
suppliscono i fili». Non è però l'unica novità per la comunicazione veloce.
«Internet veramente veloce sarà possibile con le fibre ottiche - così
Fontanari - ma il vero pregio del Wireless è che si può comunicare bene senza
fili già con la tecnologia esistente». WiFi Camp 2003 è organizzato da
Itc-Irst, ma gode del sostegno di Alpikom, di Valsugana Vacanze, della Cassa
rurale cittadina e del Comune. Ci sarà anche «W-Hive», un'associazione
cittadina presieduta da Edoardo Zeni che sperimenta nuove tecnolgie Wireless.
(Mario Anelli) . .> 13/09/2003 . «Siamo impegnati su più fronti, ad esempio
sulla mineralizzazione del pozzo Dalmeri a San Cristoforo. Solo verso
la conclusione del 2004 potremo tirare il fiato. Fino ad allora, infatti, ci
sarà da correre». Per Silvano Corradi, presidente di Amea spa, e la
sua squadra, queste sono settimane intense. La società perginese sta infatti
proseguendo a pieno ritmo nei lavori per la manutenzione straordinaria e
l'estendimento delle reti acquedottistiche e del gas metano, in ottemperanza
agli impegni previsti dai contratti di servizio che sono stati stipulati con
il Comune di Pergine e da quello di programma. Dopo una serie di incontri con
i tecnici e con gli amministratori pubblici, Amea spa ha definito alcuni
interventi di rifacimento e di potenziamento urgenti. Corradi fa ora il punto
della situazione sui lavori già iniziati e quelli prossimi all'avvio. Da dove
partiamo, presidente? «Da un'operazione in corso di svolgimento, ormai dal 20
agosto scorso, la sistemazione, cioè, dell'acquedotto "Tot Ziens",
da Santa Caterina fino in località Tot Ziens, Maso Vigabona incluso.
Contemporaneamente provvederemo alla metanizzazione della zona. Copriremo
così l'intero abitato di Valcanover, area lago e Masi Alti compresi. I due
interventi richiederanno un esborso di circa 350 mila euro». Al termine di
tale progetto, la rete del metano a Pergine sarà completata? «A parte
Canezza, dove però c'è un discorso in essere, si». È poi in programma la
costruzione dell'impianto di mineralizzazione pompe Dalmeri. «Bisognava fare
qualcosa per eliminare il problema dell'acqua rossa nelle frazioni come
Valcanover, San Cristoforo e quelle limitrofe. Abbiamo quindi pensato di
utilizzare la medesima tecnologia già sperimentata, con successo,
nell'impianto al Busneck. Siamo sicuri che è questa la soluzione migliore in
assoluto». Dove verrà collocato l'impianto? «Sarà posto sotto la chiesetta di
San Cristoforo. Ma sarà parzialmente interrato e non darà nell'occhio». Ci
può dare anche qui dei parametri temporali? «Si inizia in primavera e il
termine dei lavori, se tutto procederà per il verso giusto, è previsto entro
la fine del prossimo anno. Il costo dell'intervento si assesta sui 287 mila
euro». Dopo i problemi di carenza d'acqua registrati in estate a Pergine,
come vanno adesso le cose? Pur non avendo piovuto tanto, si sono riempite le
riserve? «Oggi, non c'è dubbio, siamo più tranquilli di qualche settimana fa.
Per un semplice motivo, i consumi si sono ridotti di parecchio. Nella
stagione calda, da giugno fino a settembre, il consumo medio di un singolo
nostro utente è di circa 700 litri di acqua al giorno. Nel resto dell'anno,
si scende a 250-280 litri. Tirate voi le conclusioni». Bisognerà dunque
rassegnarsi, in ottica futura, ad avere carenza d'acqua quando arriva il grande
caldo. «Tranquilli. I problemi che abbiamo avuto, tutti verificatisi in
località sopra i 550 metri di altezza, verranno presto risolti con la
realizzazione di collegamenti definitivi tra le frazioni come Costasavina e
via proseguendo, all'acquedotto principale. Già dalla prossima estate,
vedrete, le difficoltà registratesi nel recente passato saranno solo un
brutto ricordo». (Nicola Marchesoni) . .> 20/07/2003 . Sono iniziati i lavori allo svincolo di San
Cristoforo. Il progetto prevede la costruzione di una rotatoria di immissione
a metà strada tra lo svincolo per Pergine e l'incrocio all'altezza del pub
Gulliver. Dei lavori, per l'importo di 4.922.867 euro, si occuperà la ditta
Adige Bitumi, con la consegna prevista dell'opera fissata entro il 14
febbraio 2005. La rotatoria diverrà l'unico punto d'ingresso a Pergine sud e
l'unico collegamento fra la statale della Valsugana e il lago. . .> 11/09/2003 . Una soluzione per il turismo
a San Cristoforo? Spostare la trafficata strada (la «vecchia» Valsugana)
che divide in due il paese o chiudere le attività turistiche: queste le
uniche ipotesi secondo gli albergatori presenti l'altra sera alla riunione
sul futuro del piccolo centro turistico. Incontro voluto da Mario Lazzeri,
consigliere comunale perginese e proprietario di uno degli alberghi «con
vista» sull'unica via che collega Pergine, Caldonazzo e Levico. Presenti il
sindaco Renzo Anderle, l'assessore al turismo Denis Fotanari e il presidente
dell'Apt Massimo Oss, la riunione di martedì sera ha subito preso una piega
«assolutista»: spostare la strada è l'unica soluzione, ha ripetuto più volte
Lazzeri. «Altrimenti levateci i vincoli e concedeteci di cambiare attività»,
ha aggiunto. I turisti arrivano sempre meno e il paese, nato in funzione
turistica, soffre pesantemente di questa situazione. Il traffico è notevole,
soprattutto d'estate. Ma i tempi per spostare le auto? «Se tutto va bene, ci
vogliono 6-7 anni per vedere realizzata la variante - spiega Fontanari -
siamo tutti convinti in Comune che il lavoro va fatto, ma ieri si doveva
discutere di strategie a breve termine, di soluzioni per rilanciare il
turismo nei prossimi anni». Anche Anderle si è impegnato perché l'ipotesi
spostamento della strada vada avanti, ferme restando le concrete possibilità
di rilanciare la zona: ci devono essere valide motivazioni per avviare
un'opera non indifferente. «C'è un incremento di traffico del 6% annuo» ha
detto Lazzeri «di fronte a questo i politici dovrebbero muoversi non solo per
rilanciare il turismo, ma per rende più vivibile tutto il paese». Secondo il
presidente Apt, Massimo Oss, la serata doveva avere uno scopo diverso:
«Trovare soluzioni a breve termine. Ho fatto presente al Comune anche
l'ipotesi di far dichiarare la zona disagiata, così da recuperare
finanziamenti maggiori per le ristrutturazioni degli alberghi. In ogni caso
ci vogliono delle idee per i prossimi anni». Una proposta concreta viene da
Armando Lazzeri, presidente del locale circolo turistico: il battello
elettrico sul lago di Caldonazzo, un collegamento tra le maggiori località,
già presentato su queste pagine. «Per decidere ci dovremo ritrovare, entro
settembre, con il Comune e l'Apt» spiega Armando Lazzeri «è una proposta
realistica al vaglio del Comune. C'è ancora da stabilire chi lo potrà
gestire: una esperienza simile c'è nel lago di Costanza. Funziona bene ed è
una attrazione.Non è inquinante: funziona con pannelli solari». (A. Pi.) . . .> 06/07/2003 . Fu in un locale tipico di San Cristoforo, sulla
riva del lago di Caldonazzo, che un gruppo di amici appassionati di motori si
incontrò per dar vita ad un nuovo "Gruppo sportivo" dell'Automobile
Club di Trento. Dopo aver approvato lo Statuto e dopo essersi autotassati
come Soci fondatori, nacque la "Scuderia Trentina": era il 2
agosto 1951, quasi 53 anni fa. I nomi di questo gruppo di amici li troviamo
nell'atto di nascita della Scuderia, e sono, nell'ordine: Fausto Rodenghi,
Alberto Hartmann, Walter Lionetti, Camillo Fambri, Roberto Ravasio, Ugo
Mondini, Massimiliano Zini, Antonio Pederzini, Roberto Hartmann, Rinaldo
Romanini e Mariano Lubich. Quella sera stessa fu nominato anche il primo
Presidente: il dott. Massimiliano Zini. Era la vigilia della quinta edizione
della famosa "Stella Alpina", manifestazione di turismo veloce da
disputarsi in quattro giornate su quattro itinerari diversi. Fu così che i
primi portacolori della Scuderia Trentina, dopo veloci preparativi, si
ritrovarono al via di questa meravigliosa avventura. Durante gli anni di
attività della Scuderia Trentina, molti sono stati i personaggi iscritti che
hanno ben saputo destreggiarsi tra i tornanti dei percorsi montani e le
veloci curve dei circuiti automobilistici, autori di momenti indimenticabili
nella storia dell'automobilismo internazionale. Ma il merito di aver tenuto
sempre alto il nome della "Scuderia Trentina" non va solo ai
piloti. Un doveroso accenno meritano coloro che hanno saputo
"governarla". E parliamo quindi dei suoi Presidenti, da Massimiliano
Zini a Mariano Lubich, da Rinaldo Romanini a Gianni De Gaspari, da Paolo
Colombo a Giancailo Gardumi, da Adriano Ciola a Giorgio Sala, da Enrico
Zobele fino all'attuale Fiorenzo Dalmeri. Per il lavoro appassionato dei
membri del Direttivo della scuderia vengono organizzate ogni anno
manifestazioni automobilistiche che hanno raggiunto fama internazionale,
qualificandosi quali prove valide sia per Campionati Italiani che per
Campionati del Mondo. Con la Trento-Bondone e la Levico-Vetriolo, la mitica
Stella Alpina: nata nel 1947 si disputò fino al 1955 e ha visto fra i suoi
vincitori il grande Piero Taruffi, Salvatore Ammendola (per tre volte) e il
belga Olivier Gendebien, vincitore dell'ultima edizione e fra l'altro, di una
"24 Ore" di Le Mans e di una Roma-Liegi-Roma. . .> 11/05/2003 . Viabilità, mobilità e salute del lago sono i
tre punti su cui insiste il Circolo turistico San Cristoforo per
ridare alla frazione perginese ciò che il traffico e l'inquinamento hanno
tolto negli ultimi anni. Le proposte del presidente Armando Lazzeri sono
condivise dai soci: alcune rimangono per ora un sogno nel cassetto, come la
trasformazione di viale Europa in un boulevard con panche ed alberi, altre
partiranno dal prossimo mese, come il punto informativo dell'Azienda per il
turismo nell'area del minigolf. Le idee non mancano, come hanno dimostrato i
numerosi interventi dei soci, riuniti con il sindaco Renzo Anderle per
festeggiare i 20 anni dell'associazione. Si parte dalla tutela dell'ambiente
per arrivare ai servizi. Grazie al progetto Trend, il monitoraggio dell'acqua
è costante. Il Comune di Pergine si impegna nello studio di un sistema per la
raccolta e lo smaltimento delle acque che dalla sede stradale finiscono nel
lago, e con un impegno finanziario consistente nella regolarizzazione del
fondo del canale del Brenta per un controllo del livello. Interventi che non
disturberanno la fauna del lago, quest'anno particolarmente ricco di pesce.
Rispettoso dell'ambiente anche il battello a trazione elettrica che il
Circolo metterà in acqua dall'estate 2004: la Provincia ha promesso un
finanziamento per l'acquisto dell'imbarcazione, che viaggerà a circa 5 nodi
all'ora (per fare il giro completo del lago di vorranno un paio d'ore) e
potrà trasportare fino a 40 persone. Nulla ancora è definitivo: c'è da
pensare al sistema di vendita dei biglietti, all'organizzazione delle corse,
al noleggio del battello per gruppi organizzati, al ricovero del battello
(forse nella Darsena Dalmeri appena restaurata). Ma il lago di Caldonazzo,
con la superstrada della Valsugana da un lato e la provinciale dall'altro,
rischia ogni giorno la propria salute. Una soluzione parziale già c'è: la
metropolitana di superficie che partirà a fine 2004, come ha rassicurato il
sindaco. Per il tunnel sotto il colle di Tenna invece bisogna attendere. «È
nei programmi della Provincia - ha spiegato Anderle - il progetto potrebbe
concretizzarsi a partire dal 2008». Entro fine anno inizieranno i lavori allo
svincolo di San Cristoforo, ma rimangono ancora alcuni problemi: il
collegamento mancante fra la pista ciclabile e l'area della Darsena, la parte
iniziale della passerella da San Cristoforo al Faro accanto alla statale 47,
le cattive condizioni di parte del marciapiede di viale Europa e dell'aiuola.
Numerose le proposte dei soci per la riqualificazione del turismo: dai
pacchetti soggiorno per atleti del canottaggio che possono sfruttare la
palestra naturale del lago ad un percorso subacqueo e di superficie alla
scoperta delle varietà ittiche del lago. (Marica Viganò) . .> 07/05/2003 . Giallo, mosso da motori elettrici, battello
capace di navigare sulle acque del lago con la lentezza necessaria alla più
tradizionale gita del passato, dai 6 ai 7 chilometri orari. Sarà proprio il
battello il protagonista dell'assemblea dei soci del Cts, il circolo
turistico di San Cristoforo, venerdì sera al garnì Sedran. Si discute da anni
d'un servizio passeggeri che unisca le varie sponde del lago, ma fino a
quando la forza motrice era il Diesel, il ripudio era immediato. Come
accettarlo nelle acque d'un lago la cui salute va tenuta costantemente sotto
controllo? Potrà entrare in servizio già dall'estate prossima. Non manca
nulla, né il denaro, né il parere positivo provinciale né, soprattutto,
l'entusiasmo dei soci che puntano a ridare vita al lago senza intaccarne la
condizione d'equilibrio in cui si trova. Basta solo che il Comune di Pergine
compia il passo formale di inviare la richiesta d'acquisto negli uffici
trentini. Serve qualche mese per costruire il battello ed il circolo ha già
interpellato alcuni cantieri navali. Il modello è semplice, ricorda quello
delle chiatte a pancia larga ed a pescaggio ridotto del mar Giallo. Sarà
sostenuto da due grossi siluri in alluminio che gli consentiranno il
galleggiamento, il pescaggio massimo è calcolato in 40 centimetri, con
fiancate laterali, mezzo utile a trasportare persone e mezzi leggeri come le
biciclette. «Il costo può aggirarsi sugli 80.000 euro, a seconda del modello
e della portata, ma secondo noi - sottolineava ieri Armando Lazzeri, il
presidente del Cts - serve uno spazio per 40 posti, l'equivalente d'un
autobus di media dimensione». È già iniziata la ricerca del capitano ovvero
del motorista patentato alla guida del battello. Presso la società veneziana
che gestisce il trasporto mediante vaporetti e circoli nautici del Nord
Italia. «Meglio sarebbe fosse un trentino, non per assurdo localismo, per
economia di gestione - prosegue Lazzeri - ma chi si specializza trova posto
alla Navigarda. Stiamo cercando». Il percorso indicato fissa la partenza
presso la rinata darsena Dalmeri di San Cristoforo ed attracchi successivi ai
pontili pubblici di Pergine - Valcanover, Calceranica, nei pressi del Lido di
Caldonazzo, alla spiaggia di Tenna. Quattro giri sul lago al giorno, ciascuno
della durata dai 90 ai 120 minuti. È il recupero della lentezza, virtù
riconquistata da Paolo Rumiz nei suoi ultimi racconti di viaggio in biciletta
per l'Europa o sui trenini dell'entroterra italiano. «Noi attendiamo
solamente che Pergine ci invii la richiesta burocratica - assicurava ieri Iva
Berasi, l'assessore provinciale all'ambiente - e noi finanziamo il battello a
motore perché l'idea è buona e non altera l'ambiente». . .> 22/04/2003 . Da ricovero per le imbarcazioni a museo della pesca
e della comunità del lago. Sarà questa la probabile destinazione d'uso della darsena
ex Dalmeri restaurata dalla Provincia e pronta per essere affidata al
Comune di Pergine. Da qualche settimana si sono conclusi i lavori di recupero
del manufatto, che, dopo anni di inutilizzo, si presentava in cattive
condizioni. Costruita ad inizio Novecento, la darsena prende il nome dalla
famiglia proprietaria dei diritti di pesca nel secondo dopoguerra fino al
1983, quando il manufatto venne espropriato e passò alla Provincia. La
darsena presenta una struttura in legno di larice formata da un corpo
principale, da dove si recuperavano i carichi di pesce, e da due ali laterali
per l'arrivo con le barche. L'intervento, iniziato lo scorso anno, ha
interessato l'intero edificio: la palificazione è stata sostituita, la
darsena smontata e rifatta con il recupero di alcune parti e la ricostruzione
di altre, nel rispetto delle caratteristiche strutturali ed estetiche
dell'esistente. I lavori, di un importo di 96.000 euro, hanno riguardato
anche il pontile della terrazza, punto privilegiato di osservazione del lago,
e la rampa d'accesso da terra. Il progetto di recupero e di valorizzazione è
stato curato dal Servizio ripristino della Provincia ed i lavori, sotto la
direzione dell'architetto Gianni Bonvecchio, eseguiti dalla Carpenteria
Ferrari snc di Caldonazzo. Manca la sistemazione della parte esterna, ossia
della spiaggia verso il Cus, dell'alveo e delle sponde del rio che si trova a
lato della strada d'ingresso, della fontana-lavatoio, che sarà completata con
elementi in pietra secondo la tradizione. Questa seconda parte dei lavori,
per la quale è stata preventivata una spesa di circa 40.000 euro, verrà
realizzata entro il prossimo autunno. La struttura dunque è potenzialmente
pronta ad ospitare un punto divulgativo sulle attività di pesca del passato,
secondo le aspettative del Servizio ripristino e secondo gli accordi verbali
con l'amministrazione perginese. Proprio da Pergine era partita la richiesta
di restauro della struttura, che in Trentino rappresenta uno dei rari esempi
di manufatto a servizio della pesca. Come un museo, la darsena potrebbe
ospitare vecchie imbarcazioni del lago e reti recuperate dai pescatori della
zona: nel progetto infatti è stata prevista una parte interna visitabile dove
collocare alcune tabelle riassuntive dell'attività di pesca durante i secoli,
corredate da attrezzi di lavoro. Sfuma invece l'ipotesi che la struttura
possa servire da rimessaggio per il battello che il Circolo Turistico San Cristoforo
intende mettere in acqua nell'estate 2004. Per la comunità che vive sulle
rive del lago di Caldonazzo, infatti, la darsena è il ricordo del passato, di
un'attività economica ormai scomparsa. Storicamente essa è testimone
dell'antico ed esclusivo diritto dei proprietari del lago ad esercitare la
pesca con la barca, mentre ai rivieraschi era consentita l'attività solo
dalla riva. (Marica Viganò) . .> 15/04/2003 . Costerà 400.000 euro l'ampliamento del centro
nautico del Cus sul lago di Caldonazzo, a San Cristoforo. Il progetto,
presentato lo scorso novembre in Provincia, è in questi giorni al vaglio
dell'assessorato allo sport per valutare l'eventuale finanziamento.
Frequentato stagionalmente da oltre 300 soci, il Cus di San Cristoforo da
anni lamenta una carenza di spazi. «Il centro è molto frequentato e
l'espansione è necessaria per organizzare meglio l'afflusso di giovani
sportivi, che praticano windsurf, vela, canottaggio e dragon boat», spiega il
presidente del Cus Andrea Tomasi. Il progetto, redatto dall'architetto
Roberto Ferrari di Trento, prevede la ristrutturazione dei locali e
l'espansione della struttura sul viale d'accesso. «Si devono rispettare i
vincoli imposti dal Comune di Pergine - sottolinea Tomasi - quindi i moduli
dovranno mantenere un gioco architettonico con la costruzione esistente e
sono previsti nella parte antistante al Cus senza incidere sul parco vicino».
La struttura attuale sarà completamente ristrutturata, dalle docce ai
servizi, con l'impianto di riscaldamento e la vasca di canottaggio per
l'allenamento invernale. L'ampliamento e la ristrutturazione permetterebbero
ai soci di usufruire della struttura tutto l'anno. Intanto il centro di San
Cristoforo è pronto ad inaugurare la stagione sportiva 2003 sulle rive del
lago di Caldonazzo: si parte con i fine settimana di aprile (tempo
permettendo), da giugno a metà settembre apertura tutti i giorni, poi il
sabato e la domenica fino al 15 ottobre. Parallelamente con l'intensificarsi
dell'attività del Cus e con l'arrivo dei turisti aprirà anche il bar, posto
accanto al Centro. La giunta comunale, martedì scorso, ha prorogato per altri
nove anni al Circolo turistico San Cristoforo il contratto di comodato del
pubblico esercizio. Sfuma così la possibilità del Cus di ampliarsi anche in
quest'area, inglobando l'esercizio commerciale. Delusione? «Noi come Cus
avremmo delle difficoltà a gestire un bar aperto anche agli esterni -
aggiunge Tomasi - se si trattasse di un servizio solo per i soci, il discorso
cambia. È vero che da anni abbiamo "fame di spazi", ma ci fa
ugualmente piacere che accanto al Cus ci sia un pubblico esercizio aperto.
Abbiamo comunque la possibilità di espanderci in un altro lotto». Alla
costruzione dei due moduli davanti all'ingresso, qualche mese fa la giunta
comunale di Pergine si era detta favorevole. Ora c'è da aspettare la risposta
della Provincia in merito ai finanziamenti, per poi chiedere al comune il
permesso per i lavori. (Marica Viganò) . .> 03/04/2003 . Il Circolo turistico San Cristoforo avrà
in gestione per altri 9 anni il bar accanto al Cus. La giunta comunale ha
dato parere favorevole al rinnovo del contratto di comodato dei locali,
incaricando il Cts della gestione dell'esercizio pubblico, del minigolf e del
noleggio bici. Il Circolo non pagherà l'affitto, ma a suo carico ci sono
27.000 euro di spesa per i lavori di risanamento dei locali ed in particolare
per sistemazione dei servizi igienici. La decisione della giunta blocca il
progetto del Cus di espandersi in tutta la struttura, occupando anche il
modulo del bar. Rimane comunque la possibilità di ampliare la sede del Centro
universitario nell'area dell'ingresso. . .> 26/03/2003 . Arriva in questi giorni sul tavolo dell'assessorato provinciale all'ambiente una proposta innovativa per il lago di Caldonazzo. Si tratta del progetto di un battello ecocompatibile, per il trasporto di residenti e turisti da una sponda all'altra. L'idea è partita dal Circolo turistico San Cristoforo, ma va oltre i confini del comune di Pergine, interessando le altre tre amministrazioni rivierasche, ossia Caldonazzo, Calceranica e Tenna. «L'attracco potrebbe avvenire nei punti di approdo posti sui territori dei quattro comuni - spiega Armando Lazzeri, presidente del Circolo Turistico San Cristoforo - e nel progetto verrebbero coinvolte le attività economiche del lago, sia come sponsor, sia per la vendita o la distribuzione gratuita ai clienti dei biglietti. È da novembre 2002 che parliamo di questo progetto ed ora possiamo presentare in assessorato atti e delibere dei quattro comuni, a favore di questa iniziativa». Il progetto prevede l'acquisto di un battello a motore elettrico, lungo 10 metri e largo 4, con la capacità di trasporto di almeno 40 passeggeri e la possibilità di imbarcare biciclette. Punti d'attracco sono stati individuati al pontile di San Cristoforo (accanto alla darsena Dalmeri, dove si potrebbe situare il rimessaggio), al pontile di Valcanover, al pontile di Calceranica, sulla riva del comune di Caldonazzo, al pontile della spiaggia libera in zona «le Terrazze» nel comune di Tenna. Altri possibili ormeggi sono stati individuati nei pressi della Ca' Rossa e nella zona dei depuratori, nel territorio di Pergine. Il percorso si completa in circa due ore di navigazione e verrebbe ripetuto giornalmente dalle due alle quattro volte, in base alla richiesta e solo con il bel tempo. Previsione di spesa: 150.000 euro più iva per l'acquisto dell'imbarcazione, adattamento e messa in sicurezza dei pontili, adeguamento della darsena dove avviene il rimessaggio della barca e cartelli di informazione. A questa cifra si aggiungono le spese di gestione del servizio, circa 25.000 euro l'anno. La copertura dei costi verrebbe ammortizzata per circa il 40% dai contributi dei quattro comuni rivieraschi e dall'Azienda di promozione turistica, e per la restante percentuale dagli sponsor e dalla vendita dei biglietti: nei tre mesi di navigazione si prevedono 10.000 imbarchi. Il battello rappresenta «un'inedita attrattiva turistica, valida anche per la sua funzione di decongestionamento del traffico automobilistico consentendo contemporaneamente un alternativo sistema di mobilità«, come si legge nella relazione che il Circolo turistico San Cristoforo ha inviato in Provincia, all'attenzione dell'assessore all'ambiente Iva Berasi. Secondo le stime del Circolo, sul lago di Caldonazzo annualmente si registrano 600.000 presenze e nel periodo estivo, sul territorio dei quattro comuni, sono presenti giornalmente dalle 30.000 alle 40.000 persone tra residenti e turisti. Lanciata la proposta, il Circolo turistico San Cristoforo attende una riposta positiva da parte della Provincia sul contributo. I tempi comunque non saranno brevi: l'obiettivo è di portare il battello sul lago entro l'estate 2004. (Marica Viganò) . > 28/12/2002. A vederla così, su carta, par di sognare. La sponda del lago di Caldonazzo, con piscine, spiagge, piste ciclabili, la statale 47 ridotta alle dimensioni di una strada normale, sul colle vigneti ed aree boschive. Il tunnel stradale sotto il colle di Tenna e sopra il ritorno alle coltivazioni a vigneto che produssero il primo spumante Ferrari. Oltre, il golf nella piana levicense nei pressi di Barco, lagune accanto al fiume Brenta, la club house come centro per percorsi ippici verso la valle di Sella e l'altopiano di Vezzena; infine, il percorso canoistico di collegamento (nuovo) tra i due laghi. Questo, è molto altro, è contenuto nella proposta progettuale di «riqualificazione complessiva delle aree prospicienti i laghi di Caldonazzo e Levico» redatta dagli architetti Sergio Giovanazzi, Renzo Giovannini e Fulvio Nardelli. In una parola, è lo studio alla base d'ogni futura iniziativa di sviluppo dell'alta Valsugana attorno ai due laghi, colle di Tenna compreso. Ci puntano Pergine, Calceranica, Caldonazzo, Levico e Tenna. «E non si dica che sono solamente sogni - premette deciso Renzo Anderle, il sindaco di Pergine - perché la nostra valle ha urgente necessità di sviluppo e questa è la strada giusta. A questo progetto credono gli amministratori dei cinque comuni che l'hanno commissionato assieme al comprensorio. Viviamo in una valle che s'è nel tempo appiattita, ma che ora vuole riprendere l'iniziativa per tornare a progredire. Cercheremo il consenso di tutti i comuni per chiedere all'amministrazione provinciale quanto serve per fare un passo avanti deciso, dopo tanti anni». È un Anderle insolitamente perentorio quello che ieri anticipava un prossimo incontro pubblico per presentare la proposta e sostenerla davanti alla vallata ed giunta Dellai. Lo studio di Giovanazzi, Giovannini e Nardelli punta a valorizzare la natura dei luoghi. Presupposto è la costruzione del tunnel per trasferire la statale 47 sotto il colle di Tenna, ma le loro indicazioni lasciano agevolmente capire che molto si potrà realizzare comunque. Vistosa è la trasformazione prevista sulla riva orientale del lago di Caldonazzo, dal biotopo Canneti di San Cristoforo alla frazione Brenta, pensata in quattro «nodi»; tali perché vi confluiscono piste ciclopedonabili e strade d'accesso. Il primo in località «al Faro». In corrispondenza del biotopo un grande parcheggio, quindi una nuova spiaggia con piscina dove oggi c'è lo spazio di sosta per automobili a lato della statale, a servizio del bar ristorante sul lago. Passeggiata lungolago fino al secondo nodo, presso la zona Ca' Rossa. L'accesso automobilistico è consentito da una nuova strada di collegamento con la esistente che si dirige a Tenna. L'attuale galleria diventa parcheggio meccanizzato a due piani per 200 posti auto. Pontili, spiagge, solarium e piscina come al terzo nodo, alle «Terrazze», collegato a Tenna. Grossa la novità nel quarto ed ultimo nodo, individuato sulla fascia lago attualmente occupata dal villaggio dell'S.O.S. International Kinderdorf. Al suo posto è prevista una darsena interna e, sul lato del colle di Tenna, un altro grande parcheggio. Sulla riva opposta del lago, è previsto lo spostamento della linea ferroviaria a monte e così pure la strada provinciale. Il treno entra in galleria tra San Cristoforo e Valcanover per 1.079 metri ed a Calceranica per 3.141. Sulla riva la nuova pista ciclabile da collegare con il percorso tra Caldonazzo e Levico lungo Brenta. Sul colle di Tenna è previsto il riordino fondiario per il ritorno ai vigneti dove storicamente c'erano, come pure lungo la sponda delle Canzane lungo il lago di Levico. Nel centro, il forte di Tenna tra storia, e gastronomia al pari del suo dirimpettaio levicense, il forte delle Benne. Il primo banco di prova dell'intera proposta durante l'incontro pubblico di presentazione, agli inizi del 2003. (Mario Anelli) . .> 0 4/08/2002. Settimana romagnola tutta dedicata al pesce di mare la prossima, da domani sera a venerdì, ospitata presso il parco antistante il centro nautico universitario di San Cristoforo. Pesce «notturno», dalle 21 in poi: vongole, seppie e pesce azzurro trasportato quotidianamente dalla costa adriatica alla festa dalla cooperativa Pescatori Riminesi che provvederà anche alla sua cottura, all'aperto. La squadra è guidata dal mitico Oscar Rossi, personaggio notissimo della costa, capace di animare ogni località, anche la più depressa. Vini, bevande e birra a fiumi. È un'iniziativa del comitato turistico locale guidato da Armando Lazzeri. . . .> 03/07/2002. Mercatini notturni, musica e spettacoli di danza per animare la sponda perginese del lago di Caldonazzo. È la proposta del Circolo turistico S. Cristoforo che, con il contributo delle attività economiche locali, ha stampato e distribuito in tutta la regione e nel vicino Veneto 14 mila copie di un opuscolo-vademecum, per «guidare» il turista nel corso del soggiorno: vi si possono trovare l'elenco degli esercizi pubblici, con indirizzo e numero di telefono, il calendario dettagliato delle manifestazioni estive, una breve presentazione del luogo e dell'offerta stagionale. Caratteristica dell'opuscolo è la cartina che indica l'ubicazione di S. Cristoforo rispetto a Trento ed ai paesi vicini e, grazie ad una semplice legenda, segnala le sedi delle principali attività commerciali, i percorsi ciclabili e podistici, le passeggiate, la strada romana, il parco giochi, il minigolf, le zone dove si possono raccogliere funghi. Le manifestazioni partiranno il 6 luglio con il mercatino notturno in viale dei Pescatori, appuntamento che si rinnoverà ogni sabato, a partire dalle ore 21, fino al 24 agosto. Tutti i mercoledì sera, dal 10 luglio, al parco del C.U.S., verranno organizzati spettacoli di musica, danza e animazione per bambini, mentre le domeniche del 7 e del 21 luglio e del 4 e 18 agosto, dal piazzale della chiesetta, musica classica e sonorità antiche accompagneranno l'inizio della giornata. Per la festa del patrono, il 24 luglio, il Circolo turistico S. Cristoforo organizzerà una spaghettata notturna, mentre da lunedì 5 a venerdì 9 agosto, ci sarà l'Incontro con la Romagna, gastronomia e musica direttamente dalla riviera adriatica. (Marica Viganò) . .> 15/06/2002. La pista ciclabile San Cristoforo-Calceranica ha spaccato la maggioranza multicolore che regge la giunta Anderle. O meglio, è il progetto firmato a suo tempo dall'architetto trentino Fulvio Nardelli, avvallato da alcuni servizi provinciali e dai sindaci del lago ad avere prodotto tale effetto durante la tornata consiliare di giovedì sera. Le opposizioni del centro destra hanno proposto una mozione sulla pista perorandone la causa: serve al turismo, serve agli amanti dell'aria aperta, hanno sostenuto per l'ennesima volta. Iniziativa «spaccamaggioranza», bersaglio centrato. D'accordo con loro tutti i consiglieri meno i due Verdi Flora Silvestri e Roberto Calzà. Hanno motivato con forza la loro astensione. Sui banchi di giunta l'assessore «verde» Giuseppe Facchini a muso duro. Imbarazzo tra i suoi colleghi. Silvestri e Calzà non hanno negato la validità d'un collegamento ciclabile, hanno chiesto però che si ristudi il percorso perché il progetto è decisamente dannoso per l'ambiente. Lei ha ricordato la grande delicatezza del biotopo «Canneti di San Cristoforo» e del tratto rivierasco compreso tra Valcanover e Calceranica. «La vegetazione svolge un importante funzione di barriera tra sponda antropizzata ed acqua del lago - ha ricordato Silvestri - oltre a svolgere la funzione di protezione per la riva». S'è rifatta all'allarme lanciato dagli studiosi del Museo di scienze naturali in merito, a quello di altri uffici pubblici sulle acque del lago il cui equilibrio è alterato. «Riteniamo sia opportuno da parte dell'amministrazione un'attenta valutazione prima di affrontare opere che interessino i due tratti oasi cuscinetto». E Roberto Calza: «Il progetto non dà grandi garanzie per la difesa dell'ambiente, c'è asfalto, cemento, acciaio ed una larghezza della pista fino a 4 metri. E' questa la ciclabile che vogliamo? Un'amministrazione deve guardare oltre il contingente. A lago distrutto, a cosa servirà la pista?» Non teme davvero l'impopolarità il consigliere Calzà. A favore della pista tutti i suoi colleghi. Chi (Gadler delle Genziane e Martinelli dello Sdi) ha chiesto di danneggiare poco l'ambiente, chi ha insistito per agire rapidamente (il socialista Roat, il piatitino Oss), sì dei popolari (Motter), mentre Morelli (Arcobaleno) ha ironizzato, rivolto a Silvestri: «Ci fossero stati i Verdi al governo negli ultimi 200 anni andremmo ancora a cavallo». «Magari», un commento di rimando, colto tra i banchi consiliari. Prudente più che mai il sindaco Anderle, sul carro di giunta con una ruota traballante. La sua unica affermazione netta: «passare nel biotopo come prevede il progetto è follia. I nodi andranno affrontati con il progetto esecutivo». Ma Anderle s'è pubblicamente schierato per la pista e subito. Si deciderà, alla fine? Sandro Ramadori (An) ha chiesto che il progetto sia discusso in sala consiliare. Consenso diffuso tra chi domanda che sia Pergine a decidere sul proprio territorio. (Mario Anelli) . .> 12/06/2002. Non capita ad ogni giunta municipale di vedersi recapitare in busta un fotomontaggio. Non del tipo sexy-rivista, ma in stile locale. Raffigura uno spazio erboso trascurato a San Cristoforo, nei pressi del locale Giropizza, in evidente stato di semiabbandono, sul quale troneggia la statua di Dante. «È una provocazione - spiega Armando Lazzeri, presidente del comitato turistico di San Cristoforo - nella nostra località molti spazi sono in stato miserevole, chiediamo che almeno si intervenga negli spazi pubblici, prestando loro adeguate cure». . .> 12/05/2002. Nell'ex stazioncina ferroviaria della Trento-Venezia starebbe bene la sede del circolo turistico S. Cristoforo. La richiesta è stata spedita alla Ferrovie dello Stato spa, la risposta è attesa. Ne ha parlato ai soci Armando Lazzeri, il presidente del Cts, durante l'assemblea di venerdì sera al garnì Sedran. Il Centro promuove iniziative a sostengo del turismo locale, sicché ancora una volta il Cus (Centro universitario sportivo) è stato al centro di un fuoco di fila di interrogativi: la sua scarsa attività poco serve al lago e a San Cristoforo, s'è recriminato. Tra i temi discussi, la necessità annosa di una diversa viabilità, dal momento che il traffico tormenta San Cristoforo, attraversata com'è dalla litoranea e fasciata su un lato dalla statale 47 della Valsugana. Per sfuggire al traffico si è alzata anche la richiesta di un marciapiede salvapedoni e bambini tra San Cristoforo e Valcanover. Il metrò da tanti anni promesso è atteso dalla località lacustre come una liberazione e la tanto discussa ciclopedonabile come un dono dal cielo perché motivo d'attrazione e nuova vita per le sponde del lago. Tra le opere attese, anche la ricostruzione della storica Darsena, come punto di riferimento per conoscere le attività sul lago, come punto espositivo delle specie acquatiche che lo abitano. Non è mancato tra i soci il ricordo, pubblico e commosso, di «Barba» Lazzeri, albergatore storico di San Cristoforo recentemente scomparso. Tra le molte iniziative in cantiere per l'estate ormai non lontana si trovano i suggestivi mercatini notturni in prossimità del lago, i matinée musicali alla chiesetta di San Cristoforo, spettacoli di danza moderna sulle spiagge, esibizioni corali e bandistiche e serate dedicate ai concorsi di bellezza in luglio. Il clou d'agosto sarà la settimana romagnola, con la sua tipica gastronomia e musica al parco Cus; altri spettacoli, giochi e musica nel programma del mese. . .> 26/04/2002. Chiedono interventi per rilanciare il turismo sul lago di Caldonazzo, gli imprenditori che lavorano sulle sue sponde (l'Adige di martedì 23 aprile). Imputano alla Provincia di Trento una stasi difficilmente comprensibile, a dispetto di progetti e studi disponibili da anni. Ma le idee non sono finite nel dimenticatoio. Lo afferma l'architetto Pier dal Rì, dirigente del Servizio ripristino e valorizzazione ambientale, annunciando che in autunno sarà avviata la costruzione della pista ciclabile che collegherà Pergine a Calceranica, che presto partiranno i lavori di sistemazione della fascia demaniale tra Calceranica e Caldonazzo, oggetto per anni di contese tra privati e Provincia, e che è stato appaltato da poco il restauro della darsena Dalmeri di S. Cristoforo, che diverrà un ecomuseo della pesca. Cominciamo dalla pista ciclabile: «Non dico nulla, sarà una sorpresa», risponde all'inizio il dirigente. Ma poi si lascia scappare che «i lavori inizieranno in autunno. Si tratta soltanto di attendere l'assestamento del bilancio provinciale, per avere la totale copertura dei costi, lievitati per via dell'adeguamento del progetto a diverse prescrizioni e raccomandazioni». Dunque, il progetto contestato anni fa dalle associazioni ambientaliste e bloccato dalla stessa Iva Berasi, è cambiato? «No - risponde Dal Rì - si tratta sempre dello stesso, approvato da tutti i servizi provinciali nel '99. E anche se neppure al mio assessore piace tanto, io ho una responsabilità e lo mando avanti. Il 90% del tracciato è appaltabile, solo una particella a Calceranica è soggetta ad esproprio ma non credo sia un problema. Appena ci saranno i fondi, affideremo i lavori. In autunno, comunque, non certo durante l'estate». La pista ciclabile costerà, a preventivo aggiornato, circa 850.000 euro: sarà lunga sei chilometri, larga dai 2,60 metri ai 3 e inizierà presso i campi da tennis del Lido di san Cristoforo per terminare a Calceranica, sul lungo lago. I punti più delicati (e contestati) riguardano la costruzione di passerelle in cemento e ferro sull'acqua. Da Calceranica a Caldonazzo il Servizio provinciale ha invece lavorato al progetto di riordino del lungolago: dalla pizzeria barche fino al ristorante Pescatore, da qui al Riviera e dal Riviera fino a casa Prada è stata disegnata una nuova fascia che prevede un arretramento dei giardini prospicienti le casette sorte in maniera disordinata negli anni '70. Il Servizio ha progettato una recinzione tipo, uguale per tutte le proprietà, a delimitazione della spiaggia e della passeggiata che sarà illuminata. «Prima però di cantierare questi lavori - dice dal Rì - abbiamo chiesto ai sindaci di Calceranica e Caldonazzo di spiegare ai privati cosa si vuole fare, cercando di avere la loro condivisione del progetto. Siamo troppo scottati dalle decine di ricorsi del passato per avviare lavori non condivisi, anche se ne avremmo pieno diritto. Confido nel fatto che i privati capiscano che questo progetto porta una valorizzazione anche alle loro proprietà». Ultima novità, il recentissimo appalto dei lavori riguardanti la conservazione e valorizzazione della darsena di San Cristoforo alla ditta Ferrari di Caldonazzo: il progetto, da 125.000 euro, prevede di mantenerne le caratteristiche costruttive, la roggia vicina, il recupero di un vecchio lavatoio e l'apertura di una spiaggetta che si collega alla vicina base nautica del Centro universitario sportivo. (Giorgia Cardini) . .> 23/04/2002. Mentre a Pergine si studia il rilancio turistico, il circolo di San Cristoforo rianima la zona con un fuoco d'artificio di iniziative. Per il secondo anno consecutivo Armando Lazzeri, il presidente del locale Cts, irrobustisce il programma valorizzando la zona dei biotopi, la spiaggia pubblica, il parco Cus, via Pescatori, le darsene, la suggestiva chiesetta sul colle. Tra le manifestazioni già programmate spicca la Settimana romagnola in programma dal 5 al 9 agosto prossimo. Presentata nel fine settimana dai riminesi Oscar Rossi e Mario Grossi, il secondo presidente della cooperativa pescatori romagnola, propone giorni e serate a base di pesce, musica, divertimento e performance. Sarà la più importante manifestazione che la Romagna proporrà in Trentino-Alto Adige durante il 2002. Nel programma del Circolo turistico di San Cristoforo si trovano concerti e matinèee sul sagrato della chiesa sul colle, mercatini notturni in riva al lago, cori in concerto all'aperto, feste popolari, l'immancabile concorso di bellezza. In centro città, frattanto, andrà in scena l'estate proposta da enti ed associazioni, inserite in un programma finanziato dal municipio. In maggio la manifestazione internazionale «A tutta banda», in giugno e luglio la festa della ciliegia e dei piccoli frutti, bancarelle d'estate, il festival di Pergine Spettacolo Aperto, siparietti d'estate, collegati al festival, la superfesta di Ferragosto organizzata dal Ciscof di Madrano, la tradizionale ricorrente festa Granda in settembre ed infine i mercatini di Natale. . .> 23/04/2002. Gli studi sul turismo possibile in città ed a San Cristoforo non mancano, ma giacciono nei cassetti pubblici. Un'altra stagione estiva s'approssima e nulla è cambiato, solamente gli esperti ne hanno ricavato qualche beneficio. A San Cristoforo gli alberghi rimangono chiusi eccetto il Sedran. Sul Centro universitario sportivo si discute senza risolvere, in centro città le serate sono sempre più silenziose. Qualche passante, qualche cane in temporanea libera uscita. Gli alberghi si son dati al commerciale o al residenziale. Ravviva solo qualche ristorante aperto. E che non sia una visione troppo pessimistica del turismo locale lo dicono le accanite discussioni tra gli operatori rimasti. L'argomento è diventato d'attualità perfino tra i gruppi politici. Tempo fa auspicarono un uso diverso del piano terra di palazzo Hippoliti di prossima ristrutturazione, sperando potesse servire. Magari trasformato in ristorante o birreria «Ma che si aspetta ad intervenire?» La domanda è di Enzo Chiappani, alle spalle 20 anni da albergatore e sua è l'agenzia viaggi Dart Travel. «Di idee se ne sono sentite tante e si ripetono, gli studi ci sono. E' mai possibile che continuino gli incontri pubblici in tema e non ne esca un ragno dal buco? Come rilanciare Pergine ed il suo lago, allora? «Non con un altri studi e convegni, ma agevolare le attività turistiche, inserendo nel prg incentivi, pensando la città con mentalità turistica, rendendola attrattiva alla clientela dei laghi» sostiene Chiappani. Molti guardano all'Apt, al suo ruolo di promozione e coordinamento. «Se la città non produce attrazione sui turisti del lago, inutile lamentarsi se si gli ospiti si dirigono al Shop Center» sottolinea Massimo Oss, presidente dell'Apt. Che propone l'Azienda? «Il parco acquatico. Era la proposta più fresca dell'ultimo degli studi compiuti, firmato da Clas». Quale parco, dove e come? «Si propone di portare la gente sui bordi del lago, per la vacanza, anche d'un solo giorno: piscine, scivoli, giardini, giochi, intrattenimento vicino all'acqua e San Cristoforo è la località ideale». Ed il Cus? Il suo nome è abbinato costantemente alla parola rilancio, che non si verifica. «Non va avanti d'un millimetro. Servirebbe, perché Pergine da sola non ce la fa». Sul parco acquatico pare esserci convergenza, se Armando Lazzeri, presidente del circolo turistico di San Cristoforo ieri diceva. «L'unico possibile è il turismo ecologico, la nuova pista ciclabile sul lago ed il canottaggio, sbloccando con urgenza il Cus». Ed al parco pensa anche Sebastiano Sontacchi, del Lido: «Parco anche come biotopi, flora e fauna da poter osservare da terra e dall'acqua, costruendo passerelle tra il biotopo». Idee convergenti, ma a chi spetta muovere e coordinare? «Non può essere che l'ente pubblico - secondo Sontacchi - decida il suolo interessato, il denaro non manca, prenda finalmente una decisione. A quel punto il privato non potrà che partecipare». L'amministrazione pubblica come sempre è al centro delle attese, chiamata ad attivarsi. «Noi ci battiamo per il tunnel sotto il colle di Tenna per riqualificare il lago, abbiamo varato lo studio per riqualificare il colle di Tenna». L'ennesimo studio. «Serve per avere le idee chiare sul da farsi. Il colle potrà produrre ricchezza e la statale 47, ridotta nella sua carreggiata e provvista di ciclabile, potrà essere a servizio solo dei locali e del turismo». Ipotesi da tempi lunghi, mentre la situazione richiede iniziative urgenti. «Il patto territoriale dei laghi potrà dare la mossa decisiva». (Mario Anelli) . .> 26/01/2002. È in vendita il Pub Gulliver di San Cristoforo, la casa del blues in Trentino a due passi dal lago. Andrea Laner, il titolare, lascia. «Passano gli anni, devo gestire il bar e voglio seguire mia figlia». Il bar è il Bazar in pieno centro, frequentatissimo ad ogni ora del giorno e della notte. Andrea parla, la barba inconfondibile attorno alle guance, ma gli occhi seguono altro, il filo della musica che porta dentro ed inseguono le notti trascorse nel suo Pub. Trattative sono in corso, le cifre ballerine, il locale è importante per il luogo dove si trova e per la storia che racconta. Tutta giovane. Andrea l'aveva acquistato dai Lazzeri cinque anni fa. Aveva un sogno: musica dal vivo e veramente buona, cucina, pub per le lunghe ore da pomeriggio all'alba del giorno dopo, far vivere, sognare e lasciarsi vivere. Sono stati cinque anni travolgenti. «Abbiamo portato nel pub fino a 250 musicisti per anno - ricordava ieri Michele Eccel, il programmatore artistico del locale». Ne sono passati tanti, basta scorrere in www.pubgulliver.it. Andrea era andato a cercarsi i gruppi, quando s'era capito che al Gulliver c'era finalmente della musica s'era fatto anche aiutare. Aveva contattato i locali di mezza Italia. Voleva musicisti in pedana che sapessero veramente suonare. Pedana piccola, alle spalle dei muscisti una vetrata, il contatto con il pubblico quasi pelle a pelle. L'ampliamento del locale è venuto in un secondo tempo. C'erano stati gli statunitensi. Eliot Murphy lo ricordano ancor oggi in Trentino, al Gulliver la sua prima tappa del tour italiano, poi Dave Alvin, (un Grammy al suo attivo). E gruppi italiani di buona stoffa. Non tutto e sempre blues, nonostante sia un mondo grande. Anche il rock, nelle sue diverse interpretazioni. Ieri Eccel ricordava il memorabile concerto di Gale Davids, la madrina del country bluse statunitense. E rock, dal pop elettrico del Trio Mancino ai Negrita ovvero la versione italiana. Gruppi nuovi trovati magari all'Alcatraz di Milano o al Sugar Rif dell'isola d'Elba. I Class di Maurizio Solieri. Alberto Camerini ovvero lo ska tricolore. Andrea Laner ha costruito il Pub nota dopo nota, notte dopo notte. Da Trento, Bolzano, Bassano e dal Veneto di pianura nel Gulliver sono entrati appassionati musicisti di gruppi in attività, tesi nell'afferrare una nota, un giro di basso, una rullata particolare del drummer, l'impasto particolare d'un gruppo. I nuovi gruppi milanesi hanno lasciato il segno, freschezza dei temi, rigore nei suoni. Musica, ma anche birra e cucina al Gulliver. quest'ultima a tutte le ore. Dietro al bancone ragazze vive, birra belga servita tagliata, via la schiuma in modo che fosse ottima «meglio che a Bruxelles», il motto del locale. Birra e giornata di gara europea, vinta da chi ha saputo spillarla e tagliarla meglio. Ora il Gulliver è sul mercato. Rischia di non essere più il riferimento della buona musica, il locale dove lasciarsi vivere, punto di incontro anche per le lunghe notti estive. (Mario Anelli) . .> 17/02/2002. Quel giuramento alla Repubblica del 4 febbraio firmato da Vittorio Emanuele di Savoia e dal figlio Filiberto non è riuscita a digerirlo. È quel «diamo formale assicurazione circa la nostra fedeltà alla costituzione repubblicana ed al nostro presidente...» inviato via fax all'Ansa da avvocati della famiglia reale. Perciò non le han detto granché nemmeno i 235 voti favorevoli al Senato di due giorni dopo, utili a cancellare la disposizione transitoria numero XIII della costituzione del '48, quella che impedisce il rientro dei Savoia in Italia. Caterina Dalmeri (vedova Chiappani, proprietaria qualche anno fa dell'hotel Turismo) s'appresta a scrivere a Vittorio Emanuele che non doveva proprio farlo. Carta e penna pronti sul tavolo del soggiorno del suo appartamento in centro città. Lei può farlo più di altri. Può scrivere a quel principe imprevedibile dall'erre moscia. Documenti e fotografie raccontano la vicinanza tra la sua famiglia e quella dei Savoia. In casa lettere personali ed autografe dei regnanti e dei loro eredi, mai esibite, come si confà ai cultori del discreto rito monarchico nell'Italia repubblicana. La signora soppesa le parole ad alta voce. L'indirizzo le è noto, i Dalmeri ed i Savoia si conoscono fin dai primi anni del secolo. Fede monarchica cresciuta di pari passo al rapporto tra le famiglie. Suo padre Paolo ed Umberto II s'erano conosciuti negli anni '20, i rampolli Savoia, Vittorio Emanuele soprattutto, erano di casa tra i Dalmeri. «Sono dispiaciuta di quanto ha detto Vittorio. Perché ha obbedito a chi ha imposto il giuramento alla Repubblica? Ha dovuto soggiacere ad un ricatto politico e morale. I Savoia sono cittadini europei. Bastava dicesse: chiedo scusa per gli errori di mio padre». Non si identifica in gruppi di monarchici che della loro appartenenza traggono motivo d'esistenza. Caterina Dalmeri ha viaggiato nel mondo, in casa raccolte di fotografie scattate ovunque ed ammonticchiate lo testimoniano. In dote una lucidità tagliente come il riso dell'autoironia: «ho solamente l'età del Papa». Le rode dentro quel giuramento scritto perché i Savoia sono parte della sua famiglia e motivo della sua «fede». «Mio padre Paolo aveva rapporti quotidiani con i Savoia a Sant'Anna di Valdieri, dove era pescatore capo, non passava giorno che non portasse Vittorio in barca sul lago. I bambini di casa reale giocavano con lui, insegnava loro a nuotare. Anche il re ci andava spesso». Era l'uomo di fiducia, innamorato silenzioso della regina Elena, la montenegrina, con buona pace dei razzisti d'oggi. Aveva finito per chiamare Elena l'altra figlia. Ne era nato un rapporto stretto e durato anni. Si trasferì in seguito sul lago d'Iseo per approdare sul lago di Caldonazzo nel 1927, licenza ottenuta dal barone Taxis. Contratti d'affitto: da un lato i padroni dei laghi, dall'altra chi li lavorava pescando ed allevando pesci. Al largo specialmente di notte, sei pescatori del posto alle dipendenze, attracco delle barche alla grande darsena in legno di San Cristoforo. Pescatori d'acqua dolce con reti, professione scomparsa in Trentino. Caterina Dalmeri sfogherà i sentimenti contrastanti che le ribollono in petto da giorni «anche se mi costa molto». Cosa scriverà? «Che Vittorio non doveva giurare, perché dalla sua parte sta il diritto di cittadini europei ed il buon senso, perfino l'anacronistica norma transitoria della costituzione repubblicana, un dinosauro giuridico. E ne manderò una anche a Boschiero, capo della associazione monarchica». Come si vive, da monarchici? «Per me è sempre stato normale esserlo. Pensi alle strane coincidenze della vita: mio padre Paolo capocannoniere sulla nave Regina Elena al largo di Messina, tra i primi soccorritori del terremoto del 1908, a 23 anni, nave primo rifugio per gli scampati dove mio padre ha ricevuto la medaglia per i suoi salvataggi. Sono felice di avere seguito la famiglia reale per tutta la vita, di essere stata ad Altacomba al funerale di Umberto». Che ne dice della fuga del re «baffo»? Il re che lascia Roma e scappa al Sud come un qualsiasi cittadino? «Sappiamo noi perché l'ha fatto? Certo penso che poteva rimanere, ma chi conosce le vere ragioni della sua partenza?» C'è chi teme il vuoto e lo vede prossimo, che la nostalgia possa rimontare e saldarsi ad altre. «Non servirebbe a nulla. Quello di Vittorio Emanuele è il rientro di un normale cittadino». (Mario Anelli) . .> 29/11/2001. Un battello elettrico per trasferire persone e biciclette sull'acqua del lago da una località rivierasca all'altra, base alla darsena Dalmeri. Questa come luogo per la difesa del lago, delle proposte per il suo futuro ed per la rinascita di S. Cristoforo assieme. Un progetto per ridisegnare la località, per ridarle la bellezza d'un tempo è nel cuore dei suoi abitanti. Proposte firmate Cts, Comitato turistico locale, illustrate martedì sera all'assemblea generale dei soci all'albergo Sedran, l'ultimo aperto nel cuore abitato fra i tanti d'un tempo. Troppe strade s'incrociano nella ridente frazione lacustre: la statale 47, la litoranea, quelle locali. Troppe automobili l'attraversano, i Tir la lambiscono. La popolazione non le sopporta più, vuole togliersele di dosso per tornare a vivere. Ora ha trovato un interprete che ha ne ha abbracciato la causa. È il Cts, il Comitato turistico locale. Per istituto organizza la promozione estiva della località, ma soprattutto s'è trasformato in un gruppo di persone che si battono per la sua rinascita. Il progetto, double face, è sceso sul tavolo del confronto durante l'assemblea: nuova viabilità per tornare a vivere, la darsena Dalmeri sul lago come luogo di memoria, incontro e proposta. Il vecchio manufatto in legno su pali conficcati in acqua attende i lavori che lo rimetteranno a nuovo, in programma nella prossima primavera. La sua funzione è nella proposta del Cts. «Lo pensiamo come il luogo del dove si possa mostrare il suo passato con immagini e studi - illustrava ieri Armando Lazzeri, presidente del Comitato - ma anche come luogo dove ci si confronta, dove si possa esaminare lo stato di salute dell'acqua e dei territori circostanti, dove si possano prendere iniziative in merito. Museo del lago, assieme alla sua rappresentazione dal punto di vista biologico». Idea certo non estemporanee, dal momento che Lazzeri, con il consenso della sala, ha chiesto interventi per garantire la salute del lago. Ad ascoltarlo, tra gli altri, anche il sindaco Renzo Anderle ed il presidente dell'Apt Massimo Oss, i destinatari locali. «Al Comune chiederemo un progetto complessivo per restituire bellezza ed identità a San Cristoforo - aggiungeva ieri Lazzeri - magari con un concorso di idee». Con uno sguardo abbraccia la frazione mettendone a nudo le incongruità: il colle con la chiesetta storica ed alcune case bene inserite nel paesaggio, natura lacustre, canneti, darsena, pontile, pizzeria, spiaggia pubblica verde, la speculazione edilizia anni '60 del villaggio Perini, cubi di cemento vicini all'acqua, la strada principale della frazione che sussulta ad ogni transito di mezzo su quattro ruote, verde abbandonato di fronte all'ex albergo Minerva. Forte la pressione esercitata dal Cts martedì sera per il miglioramento della viabilità, tanto più che la costruzione dello svincolo nuovo sulla 47 si sta trascinando nel tempo. E attesa v'è per lo spostamento della strada litoranea Pergine-Calceranica dal centro frazione a monte, esattamente sui binari della ferrovia Trento-Venezia. Spostamento previsto dalla pianificazione urbanistica, ma ancora in frigorifero, nonostante la frazione lo chieda da anni. Lungo l'elenco delle richieste di minore portata, tutte intese ad abbellire la località. Anche la volontà di riaprire in paese il punto d'informazione turistica attivo per tanti anni. E non è manca un programma godibile per le iniziative dell'estate 2002: matinée musicali alla chiesetta, arpe, flauti e clarinetti; sport e giochi, pesce cotto all'aperto, mercatini notturni, una settimana romagnola in riva al lago, mostre storiche. Un po' di vita in attesa delle iniziative destinate a far rivivere la località. (Mario Anelli) . .> 29/11/2001. È morto Alfredo Lazzeri «el Barba» dell'albergo San Cristoforo, a 91 anni. Se n'è andato ieri all'ora di cena nella casa di risposo Santo Spirito dove viveva dall'aprile scorso. Allora, in primavera, un'ischemia cerebrale l'aveva fiaccato, costretto ad abbandonare l'albergo, la sua casa. Ci lavorava dal 1925. Era l'albergatore più anziano del Trentino, stella al merito conferitagli dalla categoria. L'ospitalità sul lago di Caldonazzo ha portato il suo nome per tanti anni. Aveva conosciuto fasti, declino e trasformazione del turismo lacustre. Memoria storica, ma carattere forte e coraggioso capace di osservazioni forti sul presente e di proposte per il futuro. «Da quel ceppo non nascono più da tempo uomini così forti e saldi» l'addio del figlio Mario, ieri sera. Due anni fa aveva reagito al furto subito da due zingare in albergo, inseguendole e mancandone per un soffio la cattura. La sua barba lunga e fluente, non tagliata da anni, aveva finito per caratterizzare l'immagine del saggio dispensatore di ricordi, consigli, opinioni. Ne aveva di cose da ricordare il Barba. I suoi genitori erano scesi dalla vicina Ischia per acquistare un terreno dall'abitato al lago. Aprirono la locanda con annesso negozio di generi alimentari e tabacchi, come allora s'usava. Nella sua vita ha lavorato e sperimentato molto, guidato automobili da rimessa, venduto legname, guidato i camion, quindi l'albergatore. Una volta aveva tagliato la sua barba, quando era riuscito a scappare da un treno tedesco nel settembre 1943 a Bassano del Grappa. Era riuscito così ad evitare i campi nazisti. Raccontava con grande orgoglio il fatto. Il giorno delle esequie funebri vien reso noto oggi. (Mario Anelli) . .> 12/10/2001. Inizieranno oggi i lavori di allargamento di via alle Darsene, a San Cristoforo. Lo rende noto il Comune, tramite un'ordinanza di divieto di transito (ad eccezione dei residenti e dei mezzi di soccorso) e di sosta che sarà in vigore da martedì prossimo 15 ottobre fino all'11 giugno 2002, ossia a stagione turistica già iniziata. La ditta che si è aggiudicata i lavori a cottimo fiduciario, la Ocram Costruzioni srl, inizierà però a montare il cantiere già oggi e per questo è stata autorizzata a usare 345 mq del parcheggio situato all'incrocio tra via alle Darsene e via dei Pescatori. I lavori porteranno la strada di accesso alla zona turistica della frazione ad una larghezza di 5 metri e 60, dotandola anche di un marciapiede degno di questo nome e largo 1,5 metri. La spesa ammonta, in totale, a 444 milioni. I socialisti fanno il punto Ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative, i Socialisti democratici autonomisti Pergine 2000 aprono un confronto con iscritti e simpatizzanti su quanto svolto da maggio 2000 fino ad oggi e sulle prospettive e strategie future. Appuntamento con il coordinatore Andrea Oss, con l'assessore ai lavori pubblici del Comune Aldo Zanella, con il capogruppo Claudio Martinelli e con Mario Raffaelli stasera, presso l'hotel «La Rotonda», alle 20. . .> 10/10/2001. «Noi vorremmo ampliare la nostra attività al canottaggio, ma siamo obbligati allo stallo da alcuni anni». Andrea Tomasi era costernato ieri spiegando la situazione della base nautica del Centro universitario sportivo sul lago. Accoglie gli studenti trentini, italiani e stranieri, è centro noto e bene avviato, ma obbligato a rimanere piccolo. Ha presentato un suo progetto di ampliamento «ma le differenti visioni all'interno dell'amministrazione locale ci obbligano a non rispondere alla domanda cresente di sport tra universitari». Il canottaggio è il progetto più accarezzato dal Cus, ma in naftalina perché abbisogna di spazio. Nonostante la base nautica sia soffocante già per le attività in corso, altre due barche sono state acquistate durante l'annata ed altre lo saranno nel 2002. «Noi vogliamo aprire completamente alla specialità - così ieri Tomasi - perché la richiesta tra i giovani è crescente». Il progetto di ampliamento targato Cus prevede nuovo spazio sul lato delle spiagge pubbliche dell'attuale base nautica, il comune perginese invece ha controproposto indicando quale spazio possibile quello all'entrata della base nautica. Incontri si sono succeduti, il progetto del Cus è stato più volte rivisto e soppesato. senza esito pratico. Ora promuove il canottaggio anche il comitato turistico locale che nella specialità vede il possibile rilancio di San Cristoforo. . .> 08/09/2001. Finalmente si procede alla conservazione della storica «darsena Dalmeri» di San Cristoforo per farne un ecomuseo della pesca appoggiato su pali immersi nel fondale. È il manufatto più imponente di tal genere sui laghi trentini, collocato ai piedi del colle omonimo, una manciata di case immerse nella tranquilla amenità del luogo, attraversate da una stradina d'altri tempi con chiesetta. Ai suoi piedi l'acqua del lago di Caldonazzo con la darsena; non molto distanti alcune imbarcazioni coperte ed affiancate, casette galleggianti, riparo in uso ai pescatori (ma non solo). La vecchia darsena sarà ristrutturata durante la stagione invernale e riaperta l'anno prossimo a cura del servizio ripristino ambientale provinciale. Un intervento conservativo di 250 milioni. Verrà restituita virtualmente al suo uso naturale, rimarrà in legno com'è sempre stata, ma diventerà - spiega l'assessore Giuseppe Facchini che segue con passione il progetto - un punto di riferimento culturale ed ambientale per il Trentino». Ospiterà imbarcazioni, oggetti usati per la pesca ed il visitatore vi potrà trovare informazioni sul lago, il suo ambiente e le attività umane che un tempo vi si praticavano. La vecchia darsena si trova in una delle rare zone rimaste in Trentino che conservano marcate caratteristiche ambientali lacustri. Vivono ancora i canneti sulle rive, gli alberi ed il verde dominano, lo stile delle costruzioni racconta il rapporto tra uomo ed acqua. Nella zona non sono ancora comparsi i pessimi marciapiedi lastricati in porfido che imprigionano le sponde come a Calceranica. Gli interventi umani si sono fermati ai parcheggi antistanti il centro universitario sportivo. Il progetto prevede di mantenere le caratteristiche costruttive d'un tempo, la roggia vicina, il recupero d'un vecchio lavatoio e l'apertura d'una spiaggetta che si collega alla vicina base nautica del Centro universitario sportivo. . .> 08/09/2001. «Un lago va coltivato come una campagna. È difficile farlo capire qui fra le montagne, ma va ripulito dalle specie di minor pregio e risanato, solo così può produrre». Ieri, mentre raccontava, Italo Dalmeri aveva negli occhi tutto il suo passato di pescatore, nelle parole la fine d'una economia lacustre com'era un tempo la pesca professionale, negli accenti della voce vibrava la storia forte della sua famiglia. I Dalmeri di Peschiera Maralio, sponda bresciana del lago di Iseo. Incuriosito dal progetto di recupero della vecchia darsena sul lago che porta il nome della sua famiglia. «Bella l'idea di farne un punto di informazione sull'ambiente e la pesca, ma il passato non torna più». Ora ha 75 anni, dalla sua abitazione sul colle all'acqua ci saranno forse 200 metri, che però raramente percorre. Possedeva l'esclusivo diritto di pesca con le reti nel lago (prima era del padre Ninfo), ma nel 1983 la Provincia di Trento glielo espropriò. A nulla valsero i tentativi di far rispettare quel suo diritto e ci rimase male. Cessava in Trentino l'attività dei Dalmeri. Avevano pescato in molti laghi del Nord Italia. Tutti allevati da quel Luigi Archetti che i pescatori di professione di mezza Italia ricordano, una leggenda. Appena finita la Grande Guerra s'era messo in proprio, barche e reti. «Portò mezzo paese a pescare sui laghi del Nord». Anche i Dalmeri. Acquistavano i diritti di pesca o pagavano concessioni temporanee: barche, reti, uomini e pesce venduto in tutta Italia. Avevano lavorato anche su laghi in quota, enormi trote nel lago del Moncenisio, in acque lombarde, piemontesi, a Caldaro. Ninfo era approdato a Zivignago, dove allora s'allevavano pesci, negli anni '30. Il passaparola tra pescatori l'aveva spinto in Trentino. Poi aveva acquistato il diritto di pesca (e territorio rivierasco) da uno dei Sontacchi, i cui eredi oggi gestiscono il Lido di san Cristoforo ed il non lontano Seehof hotel. Italo aveva imparato la professione dal padre. Tre barche, sei uomini, con le reti di notte in estate, di giorno nelle altre stagioni. «Bisognava bagnarsi le mani, arrotolarsi le maniche sopra il gomito. Qui noi abbiamo costruito e lavorato senza contributi. Oggi in Trentino si danno a chiunque, allora le teste erano diverse, non si voleva dipendere da nessuno. Il denaro pubblico te lo fanno sempre pesare». Esproprio nel 1983, Italo Dalmeri cambiò lavoro e vita su due piedi: vendette metalli non ferrosi viaggiando in mezza Italia. Barche e reti in magazzino, ma la scorza ed il fiuto del pescatore gli giovò, conosceva l'arte dello stendere la rete, sapeva quando usare maglie larghe o strette. «Sì, il lago va coltivato. Noi appena arrivati lo ripulimmo dal pesce meno pregiato, scardole, cavedani, lucci ed altro che il mercato non richiedeva. Seminammo persico, molto ricercato, ceregoni, trote. Anche tinche, pesce difficile, anguille, il lago di Caldonazzo è ambiente ideale. Ricordo un'acqua pulitissima». Il persico finiva sui mercati di Milano e Torino, richiestissimo, il coregone a Firenze, le anguille a Napoli nel periodo invernale. I pesci di oggi non sono lontani figli dei Dalmeri, ora prevalgono alcune specie su altre. Alcune barche dei Dalmeri si trovano oggi al museo degli usi e costumi della gente trentina a S. Michele all'Adige. Se torneranno a casa, poste nell'ecomuseo della vecchia darsena, probabilmente Italo Dalmeri tornerà in riva al lago. (Mario Anelli) . .> 03/09/2001. Fondata nel 1979, la Sezione nautica del Cus (centro universitario sportivo) ha stabilito per due anni la propria sede presso le terrazze di Tenna (dove si trova attualmente lo Sci nautico Trento) per spostarsi nell'81 definitivamente a S. Cristoforo. Attualmente il Centro nautico del Cus di S. Cristoforo, l'unico in Trentino, conta più di 300 soci, di cui molti esterni l'università o provenienti da fuori regione. Nel corso della stagione per gli studenti e i dipendenti dell'università vengono organizzati corsi di vela (per principianti ed esperti), canoa, windsurf e canottaggio, mentre corsi di optimist sono diretti ai bambini. La sezione nautica del Cus può contare su di un gruppo di 12 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni che sotto la guida di un istruttore di Cremona si stanno appassionando al canottaggio. «Il lago si presta molto a questo sport - spiega il direttore Fabrizio Fruet - perché al mattino l'acqua è sempre calma. Siamo convinti che valga la pena seguire il settore giovanile in modo da avere assicurata l'attività per i prossimi anni». Attenzione rivolta anche ai soci disabili che possono utilizzare delle imbarcazioni speciali molto facili da manovrare e altamente sicure, i cosiddetti 2.4 o mini 12. Ogni estate vengono organizzati campus a cui partecipano in media più di cento studenti provenienti da ogni parte d'Italia, anche dalla Puglia e dalla Sicilia. Per quanto riguarda le manifestazioni organizzate dal Cus, prima della regata sociale che chiuderà la stagione, il 15 e il 16 settembre sono in programma il Palio di dragon boat riservato ai dipendenti dell'Università e la quarta edizione del Festival universitario di dragon boat, a cui parteciperanno equipaggi provenienti da università del nord Italia. Il 19 agosto inoltre si è svolta la seconda edizione del trofeo «Luciano Nustrini», regata riservata alla categoria optimist e valida per la classifica zonale. Numerose dunque le attività del Centro nautico Cus di S. Cristoforo che, compiuti vent'anni, necessiterebbe forse di un ampliamento, come confermato da Fabrizio Fruet: «La struttura comincia a diventare piccola per le nostre esigenze. L'obiettivo per i prossimi anni è quello di creare una scuola di canottaggio, ma ora che abbiamo trovato i ragazzi avremmo bisogno di più spazi. Anche il canneto ci dà qualche problema, si creano molte alghe e il materiale che si deposita con il caldo rende a volte l'aria irrespirabile». (Patrick Brol) . .> 18/08/2001. Lettera al giornale - La vigilia di ferragosto chi si è recato sul lago di Caldonazzo per vedere i fuochi d'artificio, oltre al traffico più intenso, si è imbattuto in qualcosa di molto insolito. All'altezza dell'abitato di San Cristoforo si notava che il campanile della chiesetta era illuminato, cosa mai vista prima d'ora in questo periodo dell'anno. Una fila ininterrotta di piccole luci ne incorniciava il profilo e le finestrelle, con qualche buco di buio qua e là. Si aveva l'impressione di trovarsi davanti ad un nuovo tipo di centro commerciale, e dato che non si trattava di questo, lo spettacolo non era molto decoroso. Non si vedono in giro campanili illuminati in quel modo, e tantomeno in questa stagione; una scelta di cattivo gusto. E poi, a che scopo? Forse la gente dei dintorni è abituata a frequentare la chiesa di notte per lunghe veglie di preghiera, e quindi illuminare il campanile a Ferragosto potrebbe aiutare i turisti a scoprire la loro fede: in questo caso l'intenzione sarebbe lodevole, ma forse sarebbe meglio allora modificare il tipo di richiamo (così infatti la chiesetta, così carina di giorno, somiglia un baraccone di notte). Ma dato che non è così, si tratta allora di un sintomo di quella malattia così tipicamente trentina che è il "mal del campanile", semplicemente modernizzata. "Illumino il campanile, dunque sono": estrema risorsa per comunità altrimenti prive di sostanza, che giungono tra l'altro così a strumentalizzare a questo scopo un segno del sacro. Lettera firmata . .> 22/07/2001. Da oggi a mercoledì 25 il Circolo turistico presenterà a S. Cristoforo una manifestazione al giorno. Questa mattina alle 9.45, per la rassegna «I matinée», Roberto Pangrazzi si esibirà con il vibrafono sul piazzale della chiesetta di S. Cristoforo. Per lunedì è previsto alle 21 nella piazzetta vicino alla pizzeria il Giropizza un concerto della Tudhoe Grange School concert band, mentre martedì sarà recuperata all'interno del parco del Cus la manifestazione «Trial bike», rimandata lo scorso 18 luglio a causa del maltempo. Conclusione in bellezza mercoledì sera a partire dalle 21, sempre nel parco del Cus, in occasione della Festa del patrono. Dopo la messa nella chiesetta del Dos il programma prevede una serata di musica assieme ad Alessio Tasin e un'invitante spaghettata notturna offerta dal Cus. Trofeo 4 Laghi Prosegue oggi sulle acque del lago di Caldonazzo la terza prova del Trofeo 4 laghi. La manifestazione, creata con la collaborazione di 4 circoli velici: Associazione Velica Trentina, Circolo Vela Hakensee e Associazione Velica di Caldaro, prevede il disputarsi di quattro prove nei rispettivi laghi di appartenenza dei circoli. Sino ad ora si era gareggiato in Austria e sul lago di Caldaro. Le imbarcazioni che possono aderire alla competizione sono gli Optimist, i Laser ed i 470, la gara si presenta particolarmente interessante ed agguerrita. La partenza, sempre vento permettendo, è prevista alle ore 13. . .> 28/04/2001. Tanti progetti e speranze s'incrociano nella spiaggetta di San Cristoforo, ma per ora gli interventi si limitano all'aiuola che ospiterà 212 piante simbolo dei nuovi nati nel 2000. Con una cerimonia che si ripete da qualche anno, il Comune di Pergine provvederà oggi alla messa a dimora di 212 piante ornamentali da giardino, una per ogni nuovo nato. Le piantine saranno collocate in un'aiuola vicino al canneto. Lì, «alle darsene», da anni si cerca di rilanciare il turismo, prima che tutto ciò che resta del periodo d'oro svanisca. I progetti ci sono, anche se ancora non sono stati messi in atto, a cominciare dall'ampiamento del Cus. Da tempo Andrea Tomasi, responsabile del Centro universitario sportivo, aveva annunciato un raddoppio, o quasi, della superficie con realizzazione di una palestra per canottaggio e altri spazi per allenamenti. L'idea puntava a far diventare l'attuale Cus Trento un polo per i ritiri sportivi di quadre di atleti di sport acquatici, dal nuoto alla vela al canottaggio. Secondo Tomasi, anche il tessuto economico della frazione ne avrebbe risentito positivamente. L'effetto della notizia, però, ha sortito una reazione opposta nei censiti, che con diverse proteste hanno fatto arenare il progetto. Altro slogan, del Cts, chiedeva la costruzione di un casinò. Secondo il vicepresidente del Cts, Andrea Laner, non si trattava semplicemente di una provocazione, come ricorda: «Per il turismo servono infrastrutture e degli imprenditori». Per il momento il Comitato ha ripreso l'attività, anche se ora si pensa ad organizzare piccole iniziative d'estate. Le manifestazioni cominciano il 6 maggio con un motoraduno, «i mattinée» musica classica all'aperto la domenica mattina, mercatini, serate danzanti, una grigliata di pesce in agosto. Iniziative piccole, ma ci sono. Per quanto riguarda gli interventi dell'amministrazione, dopo la sistemazione del parco giochi saranno sostituiti i giochi per bambini sulla spiaggia. L'unico intervento di una certa importanza, al momento è la sistemazione della strada che da viale Darsene porta all'ufficio postale. Un intervento richiesto da tempo, soprattutto per il marciapiede. Il destino della spiaggietta, invece, è legato a un progetto affidato al Servizio ripristino ambientale della Provincia, che per il momento persino gli amministratori ignorano. Su questo si disegnerà il futuro: espansione per il Cus o mantenimento dell'attuale spiaggia, magari con qualche intervento minimo? Una domanda da fare alle 212 piantine che da oggi cresceranno in loco, almeno loro, «osservando». (Mario Anelli) . .> 03/03/2001. Occhi puntati su S. Cristoforo e sul suo rilancio turistico, un turismo da tempo in ginocchio. Il piccolo paese in riva al lago a quanto pare sta diventando un polo d'attrazione per molti. Giovedì sera, presso il ristorante Garni Sedran di S. Cristoforo, c'era davvero tanta gente, tanti volti nuovi accorsi per eleggere il direttivo del Cts (Circolo Turistico S. Cristoforo), lo stesso che dovrebbe ridare nuova linfa al turismo locale. E alcuni si sono iscritti all'ultimo minuto per poter votare. Ma il dato sorprendente è un altro: molti neo soci provengono da altri paesi come Ischia, Canale, Pergine e così via, tutti con un interesse per S. Cristoforo. In ballo ci potrebbe essere il Cus, indiscusso polo di attrazione per i giovani in mano all'Università, ma che piace a molti (da tempo si ipotizza anche un ampliamento): il Cts potrebbe collaborare o addirittura entrare nella gestione? «Collaborare sì - precisa il neo presidente Armando Lazzeri - è un'ipotesi.» Ma nel nuovo direttivo bocche cucite, nessun anticipazione sui programmi. Indiscrezioni parlano di una possibile collaborazione con il Cus e non solo, con Apt e altri enti locali. Il bar Centro Nautico, inoltre, che si trova a pochi passi dalla pizzeria «La Darsena» da anni gestito dal Cts, un introito importante per l'associazione, potrebbe diventare un punto d'incontro strategico per le iniziative estive. E poi si pensa ad una pista pedonale, o marciapiede, che colleghi S. Cristoforo a Valcanover, altro snodo interessante per il turismo con la nuova spiaggia realizzata dal Comune, sempre affollata nel periodo estivo. Ma si parla anche di mettere mano al lago. Dopo la vicenda del topo che qualche anno fa morse la gamba di un bambino e creò non poco allarmismo, gli abitanti lamentano ancora la sporcizia del lago e della riva. L'accento sul problema è stato più volte posto anche dal fiduciario Giorgio Slompo. Ma si ipotizzano anche altri interventi come una nuova passeggiata che colleghi la zona del ristorante «El Faro» a S. Cristoforo, già promessa dalla Provincia e poi dimenticata nei cassetti. Il Cts dovrà «premere» sulle amministrazioni, Comune e Provincia, giocandosi quella fatidica parola, «turismo», che è ormai sulla bocca di tutti, ma poi sui bilanci non pesa a sufficienza. O, almeno, questo è quanto pensano alcuni abitanti. Pollice verso per quanto riguarda la rete viaria, con strade sconnesse e marciapiedi fantasma. Si potrebbe davvero fare di più. Altri pensano ad opere di abbellimento, come aiuole e zone a verde con panchine, che rendano il paese più appetibile all'occhio del visitatore. Nel nuovo direttivo è entrato a sorpresa Andrea Laner, noto gestore del Pub Gulliver. La prossima settimana si deciderà il programma con nuove iniziative per l'estate, culturali e non. Giovedì è stato eletto anche il nuovo segretario Giorgio Slompo e il cassiere Stefano Giovanazzi; fanno parte del direttivo anche Marco Casagrande, Emilio Fioravanti, Aldo Grisenti, Mario Palazzi e Sebastiano Sontacchi. (Dafne Roat) . .> 25/02/2001. Atti di vandalismo nella notte a S. Cristoforo. Qualche balordo ha infatti deciso di prendere di mira l'antica chiesetta del 1200 sul colle di S. Cristoforo. I vandali hanno rotto il vetro della finestra, poi hanno forzato la serratura del portone di legno del campanile, strappando l'orologio che regola le luci e lo ha gettato nel prato. Ad accorgersi è stato un abitante che risiede vicino alla chiesa, subito è stata avvisata la sagrestana, Anna Roat, che ha contattato il parroco e ha poi segnalato l'episodio ai Carabinieri. . .> 21/01/2001. Gran baruffa venerdì sera al ristorante Sedran per il rinnovo del direttivo del Circolo Turistico S. Cristoforo, l'associazione nata nell'83 per rilanciare il turismo in zona. L'ex presidente, Sebastiano Sontacchi, si è trovato di fronte ad un muro di proteste e l'assemblea, presenti quasi un trentina di abitanti, si è conclusa con un nulla di fatto. Il motivo della contesa: l'elezione, ad insaputa dei soci, di Armando Lazzeri a capo del circolo. Dure accuse sono state lanciate contro il neo presidente a quanto detto nominato senza convocare un'assemblea. Ad accendere la polemica è stato Angelo Piva che ha «denunciato» con pesanti critiche la mancanza di trasparenza e l'illegittimità della nomina. Piva ha tenuto il pugno duro fino alla fine: «il direttivo - ha detto - non dovrà essere nominato questa sera perché manca la metà delle persone interessate». La controparte risponde con il silenzio. Dietro al tavolo Sontacchi, Armando Lazzeri e il fiduciario Giorgio Slompo non hanno ribattuto. La mediazione arriva da Mario Lazzeri, in una veste forse un po' insolita per il consigliere comunale di An sempre pronto al confronto diretto, che propone di rinviare la nomina alla prossima seduta con nuove proposte. Detto fatto: tra un mese il Cts si riunirà per le nomine. Intanto Armando Lazzeri depone lo scettro e anche se non ufficialmente consegna le dimissioni da presidente. «Dopo questo - ha detto - non sono più disposto a continuare». Una bagarre, quella di venerdì, per certi aspetti annunciata, qualche segnale di malcontento infatti c'era già. Intanto l'associazione di volontariato rilancia l'obbiettivo turismo. Si tratta di una decina di strutture alberghiere e ristorative, alcune abbandonate o quasi, da recuperare e l'idea è quella di trasformare il paese in una piccola perla per il turismo sul lago di Caldonazzo. Come? Si punta sulla sicurezza e vivibilità a partire dagli interventi. Il fiduciario presenta una lunga lista di problemi, che è già nelle mani del sindaco Renzo Anderle. Dalla sistemazione di via alle Darsene, al rio Leporini e altri canali che ogni anno tracimano creando ingenti danni, i marciapiedi, al problema della provinciale e la lista prosegue. Ma per rivitalizzare S. Cristoforo tutto questo non basta: ci vogliono iniziative e il Cts, da due anni fermo, é ora arrivato al giro di boa. Si propone un cambiamento a partire dallo statuto. Intanto si raccolgono le nuove iscrizioni al circolo, per il tesseramento basterà rivolgersi al pub Gulliver, al tabacchino o al panificio. (Dafne Roat) . .> 03/01/2001. La storica chiesetta di S. Cristoforo, che risale al 1200, da circa un mese è illuminata da mille piccole luci allestite dal Circolo Turistico di S. Cristoforo per le festività. Eretta in cima al colle, che si specchia nelle acque del lago di Caldonazzo, offre un panorama suggestivo apprezzato da tutta la comunità e dai turisti. Uno spettacolo di luci e colori davvero affascinante, ma che impedisce il lavoro ad un astrofilo che ha il laboratorio poco distante. Italo Dalmeri da anni studia le stelle e il cielo e ha allestito nella sua abitazione un laboratorio vero e proprio e da circa un mese a causa delle luci fatica a lavorare. «Le luci non mi permettono di utilizzare i miei strumenti - ha detto ieri al telefono - l'ho già fatto presente all'assessore alla cultura e al sindaco. Non capisco perché le hanno messe a metà novembre, potevano aspettare.» Il rappresentante di frazione Giorgio Slompo difende la scelta di allestire le luci, ma si dichiara pronto ad un compromesso. «Da anni il Cts non faceva più niente, abbiamo pensato alle luci per dare un tocco di vivacità alla frazione e ci siamo riusciti, tutta la comunità è soddisfatta.» Il Cts aveva offerto a Dalmeri di spegnere le luci dalla mezzanotte alle tre, un orario però, a detta di Dalmeri, non idoneo ai suoi studi, meglio la sera verso le 18-19. Per ora le luci sono rimaste accese, ma le feste sono quasi finite quindi da sabato la chiesetta sarà nuovamente nascosta nell'ombra della sera. Per l'anno prossimo Slompo assicura se ne riparlerà e si troverà un compromesso. (Dafne Roat) . .> 10/11/2000. Non avrà le dimensioni sperate d'un grosso centro di canottaggio nazionale, ma il Cus potrà ospitare equipaggi in allenamento e gare di livello federale. Si discute da qualche anno sull'ampliamento della base nautica legata all'università trentina, ma l'area disponibile è talmente esigua ed inserita in una zona delicata tra acqua e verde, parcheggi, spiaggia pubblica e zona ludica da avere spinto a rinviare più volte ogni decisione. Tra l'altro, il verde ed i giochi per tutti sono stati difesi a denti stretti anche da comitati locali. Ora l'accordo c'è, raggiunto grazie alla mediazione dell'assessore Aldo Zanella durante l'incontro di ieri con il presidente del Centro nautico, il docente universitario Alberto Tomasi. «Il verde pubblico non si tocca» così Zanella ieri, confermando posizioni sue e di vari gruppi perginesi sulla questione. Il punto di accordo riguarda invece l'area antistante la sede attuale, verso il minigolf pubblico: la base nautica potrà ampliare su quel lato. «Dovremo rifare per l'ennesima volta il progetto - sottolinea Tomasi - ma finalmente l'accordo è trovato. Noi dobbiamo ricavare lo spazio per una vasca di canottaggio, per spogliatoi, una piccola palestra e disbrighi. Il minimo di quanto la Federazione italiana di canottaggio ci ha chiesto per accettarci come sede riconosciuta». Tramonta, per ora, il progetto della grande sede, dotata di ogni spazio e requisito richiesto dalla Federazione, ma il Cus appare intenzionato a continuare, prima aprendo la sede federale ed in seguito con proposte nuove. Alla federazione piace il luogo, lo trova tecnicamente adatto per il canottaggio, inoltre nella zona non mancano gli alberghi per ospitare atleti ed accompagnatori. E' l'apertura di durata annuale l'obiettivo più volte dichiarato dai responsabili del centro. Oggi la base nautica è attiva dal primo aprile e metà ottobre, poi le condizioni climatiche diventano proibitive per attività invernali proprio perché le strutture realizzate negli anni scorsi non lo consentono. Il centro di canottaggio è destinato a cambiare tutto, dal periodo d'apertura all'inserimento di San Cristoforo nel giro italiano dei centri federali. (Mario Anelli) . .> 17/10/2000. All'incontro di ieri, tarda mattinata, tra la giunta e l'assessore provinciale Sergio Casagranda, tema la viabilità: «Il tunnel sotto il colle di Tenna per noi è diventato irrinunciabile. Solo quell'opera ridarà sicurezza al lago di Caldonazzo e respiro all'economia turistica dell'alta Valsugana». Posizione illustrata dal sindaco Renzo Anderle a nome dell'intera amministrazione. Assessore Casagranda, qual è la sua risposta? Che ne pensa? (Glielo s'è chiesto dopo l'incontro): «Per me il tunnel è una novità. E' inserito nel Piano urbanistico provinciale, come previsione ed a doppia canna, è ben vero, ma è da discutere. Capisco Pergine, ma costruire un tunnel oggi costa dai 25 ai 35 miliardi al chilometro. Ne parlerò con i tecnici e poi porterò in giunta provinciale la richiesta e la mia posizione. Oggi non c'è il denaro per realizzarlo: per come è stato pensato costerebbe almeno 300 miliardi, una bella cifra». Insomma, per ora non se ne parla, ma il messaggio è lanciato, accompagnato da quell'«irrinunciabile» che fa capire come quel tunnel venga considerato a Pergine soluzione per ovviare alle tante contraddizioni che affliggono il lago. Viabilità nell'incontro di ieri ha significato anche nuovo tunnel Ponte Alto-Trento Nord per «stappare» la strettoia in uscita verso Trento dopo la galleria Crozi Due, svincolo di San Cristoforo, nuovo ponte sul Fersina a Vigalzano, barriere antirumore, ecc. Lo svincolo di San Cristoforo è stato ancora una volta richiesto e Casagranda l'ha garantito, ipotizzando l'appalto per fine estate 2001. Il progetto è pronto da tempo, lunga è la procedura dei frazionamenti per gli espropri. Sarà a due livelli per eliminare l'incrocio pericoloso attuale e prevedere l'imbocco nel futuribile tunnel di Tenna. Invece, è definitivamente tramontata l'ipotesi della rotatoria, pur sostenuta a suo tempo in sede locale. Ancora la statale 47, tema la sicurezza. Il traffico da Pergine a San Cristoforo entra nella statale proprio dove i mezzi provenienti da Trento scendono in velocità imboccando il rettilineo verso il lago. Entrare dallo stop e pericoloso: è stata proposta una lunga corsia di accelerazione che sarà ricavata utilizzando il terreno a bordo strada. (Mario Anelli) . .> 02/10/2000. Perché tarda l'ampliamento della base nautica del Cus (Centro universitario sportivo) a San Cristoforo? E perché ritardano i lavori alla riva del lago nei pressi delle Darsene? Lo chiede il gruppo consiliare del Patt in una interpellanza dai toni preoccupati inviata nei giorni scorsi in municipio. Le necessità del Centro universitario sportivo ospitato a San Cristoforo in riva al lago sono note. Il Cus ha bisogno di altro spazio per rendere un servizio migliore ai giovani appassionati che lo frequentano, universitari e non. Inoltre, argomentano i consiglieri, il Centro esercita una notevole richiamo sul turismo della zona, tanto più va sostenuto nelle sue necessità di miglioramento. Il progetto di ampliamento è stato discusso anche durante un incontro pubblico di mesi fa al quale parteciparono attivamente l'assessore provinciale Iva Berasi, il sindaco, la popolazione e tra questa il fiduciario di Canale Silvano Corradi, nonché dirigenti provinciali. Allora era stato presentato anche un progetto comunale per un intervento della riva del lago in zona Darsene, collegato all'ampliamente della base nautica del Cus. Tutti erano d'accordo sull'importanza degli interventi, definiti urgenti, si legge nel testo, le somme necessarie sono già inserite nel bilanci pubblici ed i lavori erano programmati per il mese di settembre. A questo punto i consiglieri piatitini chiedono se il progetto è stato modificato rispetto a quello presentato nell'incontro citato. E chiedono di conoscere le motivazioni del ritardo. . .> 23/08/2000. Mario Lazzeri, il consigliere di An, non molla la presa. E' ancora il punto informazione dell'Apt di San Cristoforo al centro delle sue attenzioni. Quello fino a due anni fa collocato nella frazione, poi spostato accanto al distributore carburanti Fina sulla statale 47, visitato giorni fa da ignoti che si son portati via porte ed imposte in legno. Quello che a fine agosto sarà chiuso per ordinanza provinciale che lo considera costruzione abusiva, seppure eretta (e voluta) dal Comune di Pergine. Ora il consigliere ne scrive in una interpellanza di sapore decisamente ironico, indirizzata al sindaco poco prima di Ferragosto. Lo scorso anno aveva contestato la sua collocazione, non ritenendola ideale per promuovere la vicina S. Cristoforo ed il lago di Caldonazzo. Il municipio gli aveva risposto definendo la scelta come provvisoria. Ma cosa interessa, ancora, a Lazzeri? Ha saputo che la nuova collocazione del punto informativo potrà essere presso la stazione Agip in località Cirè, sempre sulla 47. Se n'era data notizia qualche giorno fa. A questo punto, argomenta il consigliere di An, l'informazione servirà tutta la Valsugana, non più Pergine solamente, San Cristoforo e magari il lago di Caldonazzo, quindi alle spese dovranno provvedere tutti i comuni della vallata, ma a quel punto l'Apt di Pergine (così la definisce Lazzeri) ed il Comune dovranno pur intervenire per «aiutare e promuovere quel turismo essenzialmente perginese e di San Cristoforo sul quale permane più viva ancora la mia curiosità». Lazzeri appartiene alla famiglia che da anni gestisce l'albergo San Cristoforo nella frazione omonima. Il consigliere ne fa anche una questione di spesa pubblica, ironizzando su quella «casetta in Canadà» che dove essere provvisoria-defintiva e ne ricorda le spese sostenute per realizzarla. Deve avere compiuto apposite ricerche dal momento che può scrivere che «l'opera definita provvisoria ha richiesto, fino ad oggi, 53.844.504 per fornitura e montaggio, più 230 ore per operai del cantiere comunale cui vanno aggiunte 750.000 per canone d'affitto per la durata di tre anni con scadenza 3 aprile 2002, il che risulta ben strano per un'opera definita provvisoria». Come definisce Lazzeri la scelta della giunta? Come un istituzionalizzare «la via della benzina, in analogia alla superstrada della Valsugana». E se la scelta è caduta sull'Agip «intende estendere analoga richiesta al cane a sei zampe se non altro per amicizia con la sua maggioranza?». A che vorrà mai alludere Mario Lazzeri? . .> 10/06/2000. Sarà sicuramente più facile per i residenti e i turisti passeggiare lungo via alle Darsene: anche San Cristoforo, infatti, avrà finalmente il suo marciapiede. Il progetto è stato approvato nella seduta di giunta di martedì. La via, che serve come collegamento tra la strada provinciale e il piccolo centro abitato e porta direttamente alle spiagge e al Cus, è sfruttata molto anche dai turisti, ma è dissestata con buche e piccoli dossi ed inoltre è piuttosto stretta. Percorrerla a piedi è un'impresa, in particolare se ci sono carrozzine: infatti il marciapiede (che non è propriamente un marciapiede, ma è un piccolo rialzo) è malridotto, quasi impossibile da percorrere. I pedoni, inoltre, devono sempre fare i conti con le automobili che procedono in ambedue i sensi. Con il nuovo intervento la vita sarà per loro più facile: infatti, il progetto prevede la costruzione di un marciapiede di circa due metri che parte all'altezza della Casa del Maestro, all'angolo della provinciale, e porta fino al parcheggio di fronte al Cus. E' previsto inoltre un allargamento, seppure lieve, della strada con la realizzazione di una piccola aiuola con una panchina. Il costo dell'opera ammonta a circa 300 milioni, ma per realizzarla il Comune dovrà prima espropriare una parte dei terreni privati che costeggiano la via. L'inizio dei lavori è previsto per l'autunno. (Dafne Roat) . .> 10/06/2000. E' stata inaugurata ieri sera la prima farmacia comunale dell'Alta Valsugana, la quarta per Pergine. Si trova a S. Cristoforo in viale Europa di fronte al Pub Gulliver e occupa circa cento metri quadrati nello stabile della Carrozzeria Lazzeri in un punto strategico, infatti andrà a servire tutta la zona che comprende Susà, Canale, Ischia, Valcanover, S. Caterina. Una vera manna per chi non può raggiungere il centro perginese per comprare le medicine e sarà utile anche per i turisti che in estate trascorrono le vacanze sulle rive del lago. Alla cerimonia del taglio del nastro, oltre alle autorità, c'erano anche alcuni abitanti della frazione di Canale e S. Cristoforo che hanno subito approfittato per fare i primi acquisti. Ha così aperto ufficialmente i battenti la farmacia della discordia che ha sollevato un vespaio di polemiche, prima per la posizione, poi per il contenzioso, ancora in corso, avviato dall'Associazione Farmacisti Trentini. L'associazione è infatti ricorsa al Tar chiedendo l'annullamento della delibera del 21 maggio 1998 con la quale il Comune si è avvalso del diritto di prelazione (previsto dalla legge entro 60 giorni dalla delibera provinciale di istituzione della nuova sede) per l'esercizio diretto, dandola poi in gestione alle Farmacie Comunali spa, accusandolo di non aver rispettato i termini per la richiesta. La nuova formula (secondo gli addetti applicata per la prima volta in Italia) non prevede la gestione diretta da parte dell'amministrazione, come si faceva precedentemente, bensì viene gestita da una società per azioni (Farmacie comunali spa) a capitale pubblico. Tutto questo ha fatto arrabbiare l'associazione dei farmacisti che avrebbe preferito il bando di concorso. La causa non si è ancora conclusa e, come spiega il legale del Comune Sergio D'Amato, i tempi si prevedono piuttosto lunghi e molto probabilmente ci sarà il ricorso in secondo grado. Potrebbe comunque risolversi a favore del Comune visto che in altri casi analoghi il Tar si è espresso rigettando queste pretese. Altro punto che ha fatto discutere è la posizione, perché proprio vicino ad un'officina meccanica? Lo chiediamo al direttore delle Farmacie comunali spa Lorenzo Arnoldi. «Il Comune - spiega - ha ritenuto opportuno metterla a S. Cristoforo e questa era l'unica sede idonea che abbiamo trovato. Ma è in una buona posizione, è luminosa, spaziosa e ha un bel parcheggio.» Si parla spesso di farmacie comunali e private, per gli utenti probabilmente sono la stessa cosa, ma in realtà quali sono le differenze? «I servizi di base sono uguali - spiega Arnoldi - può essere differente l'assortimento dei prodotti parafarmaceutici, ma forse l'unica vera differenza sta nel tipo di materiale informativo (opuscoli sulla salute e simili). Ad esempio noi ogni anno distribuiamo delle schede sui temi comuni come le punture d'insetto, le scottature e inoltre da due anni ci occupiamo anche di una campagna di prevenzione degli incidenti dei bambini.» A S. Cristoforo ci sarà anche l'angolo del neonato dove le mamme possono pesare il proprio piccolo gratuitamente e dove sarà messo a disposizione il materiale per cambiarlo in caso di necessità. Dietro al bancone ci sarà il farmacista, Giorgio Fondriest, aiutato da altri due collaboratori la dottoressa Claudia Giampiccolo e il dottor Giorgio Giommi. L'orario di apertura è dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12 e il sabato al mattino (telefono 0461/533945). Dal mese di luglio sarà attivato in collaborazione con le altre farmacie anche l'orario notturno. (Dafne Roat) . .> 28/05/2000. «Tante promesse, ma poi non è mai stato fatto niente.» Sono parole di Angelo Piva di S. Cristoforo che, dopo progetti e interventi promessi e mai realizzati, ha deciso di rivolgersi al giornale l'Adige. Piva parla anche a nome di altri abitanti del paese. Ancora una volta S. Cristoforo sembra essere sotto l'occhio del ciclone. Non è la prima volta, infatti, che gli abitanti della piccola frazione in riva al lago elencano problemi e difficoltà. Anche il Circolo turistico di S. Cristoforo (Cts), che si è da poco ricostituito, aveva evidenziato alcuni interventi da effettuare. L'obiettivo: il rilancio del paese. In questa direzione si è mosso il Cts organizzando piccole iniziative culturali e d'intrattenimento per incentivare il turismo, ma tutto questo non basta. «Quello che serve è un vero impegno da parte dell'amministrazione pubblica» dicono a più voci gli abitanti. «Finora hanno fatto solo promesse - tuona Piva - e di cose che non vanno ce ne sono. Il marciapiede in viale Europa, ad esempio, è da anni che ce lo promettono, ma finora niente.» Un piccolo e malmesso marciapiede che percorre la via centrale c'è già, ma i continui interventi di asfaltatura hanno innalzato molto il livello della strada e quando piove l'acqua inevitabilmente scorre e allaga piazzali e giardini. Il problema era stato più volte sollevato anche in passato. «Quello che mi preoccupa di più è la pericolosità - dice Piva - i miei ragazzi per prendere il pulmino della scuola devono percorrere tutto il viale e senza marciapiede è pericoloso.» «Anche via delle Darsene - prosegue - ce l'avevano promessa ancora per lo scorso anno, ma non hanno fatto niente. Se poi pensiamo che la farmacia è in rosso e rischia la chiusura e l'ufficio postale barcolla, non so cosa può diventare S. Cristoforo. Adesso poi ci hanno portato via anche la casetta dell'Apt e l'hanno messa a Cirè, non capisco perché con tutto il posto che c'è qui. Il Cts sta lavorando per promuovere il paese, ma è inutile gettare un sasso se poi nessuno lo prende.» (Dafne Roat) . .> 16/04/2000. Per diventare campioni del mondo in pizza classica si nasce in Meridione, si gira il mondo imparando pizza dopo pizza, si conosce un campione olimpionico della specialità che ti inietta nel sangue il gusto della competizione, infine si sposa una bella ragazza di Valcanover in riva lal lago di Caldonazzo e si vince. La storia di Maurizio Gaccione potrebbe essere raccontata anche così. A Salsomaggiore martedì scorso ha conquistato il titolo mondiale di «pizza classica» battendo i 300 migliori fra italiani, spagnoli, statunitensi, giapponesi, canadesi, austriaci, sloveni, svizzeri, cechi, cileni, ecc. La sua creazione, «Popi» il nome, deve avere superato ogni attesa dal momento che i giurati si sono mangiati l'intera fettina di pizza in assaggio, apprezzandola. Solitamente ne gustano una minuscola porzione, come i sommelier annusano ed assaggiano appena. Come si diventa campioni, Gaccione? «Non smettendo mai d'imparare, accettando sempre quello che gli altri t'insegnano». Maurizio Gaccione, 38 anni della cosentina Acri anche ieri era nel suo locale, il «Giropizza» di San Cristoforo (nell'ex Minerva) vicino al lago, intento all'impasto. Come ogni giorno, prepara l'impasto già di primo mattino per i giorni successivi. E' uno dei suoi segreti. Anche a «Salso» era andato con la classica «biga» pronta da quattro giorni. Farine speciali miscelate in percentuali che lui solo conosce, un preparato particolare di pomodori ciliegino messi a macerare con sale, pepe, olio, aglio e basilico 17 ore prima. Altri ingredienti della «Popi» la mozzarella, funghi freschi, bufala, rucola, formaggio grana. Nella grande sala della competizione sei forni, a legna, elettrici. Giuria al forno formata da campioni come Graziano Bertuzzo, Danilo Pagano e Riccardo Menon. Tempo consentito 15 minuti per la preparzione e la cottura. Altre giurie al lavoro sull'impasto e sul gusto. La «Popi» esce dal forno e viene posta nella sua coreografia: base di radica d'ulivo, bonsai attorno. Uno spettacolo. Alle premiazioni l'urlo di gioia di Gaccione, i baci di miss Italia 1999, i brindisi al Gran Gala della pizza. Al suo nono mondiale aveva vinto, prima erano stati ottimi piazzamenti, quasi in vetta. E dire che a «Salso» s'era iscritto, ma senza più crederci molto. V'aveva portato il cugino Stefano con la «Tulipano nero» pizza di Gaccione, quella che gli aveva consentito di salire in vetta ai campionati nazionali negli anni precedenti. Ingredienti particolari: salmone e pistacchio. Il «Giropizza» è piena di trofei, della Comunità europea, di campionati vinti a tutti i livelli. Ha ideato e cotto pizze a Stoccarda dove era arrivato a 18 anni, diploma di elettricista in tasca, ma subito pizzaiolo. Poi a Roma per 12 anni nei locali più noti, da Popi a Trastevere al Tulipano Nero di piazza S. Cosimato, dal Boscaiolo vicino al Sistina. Casa a Roma e puntate di mesi a New York, pizzeria di Central Park, locale per soli artisti, in Giappone, in Francia ed in Austria. Poi a Bardolino sul Garda, all'Harri's. L'incontro con Massimo Mico, l'olimpionico della pizza, l'incontro con Enrico Famà presidente della Pizza e pasta italiana che gli fa il primo corso professionale a Verona «e lì ho imparato veramente a fare la pizza, gli devo molto». La pizza più lunga del mondo, oltre 132 metri, cotta in quattro ore. Una sera a cena all'Harri's una ragazza mora, Antonella Valcanover, figlia di Guido detto «Ciolda», dal nome del locale di Valcanover. Maurizio la sposa due anni fa ed apre il «Giropizza» per proporre ai trentini la pizza dall'antipasto al dessert, il suo sogno. (Mario Anelli) . .> 25/02/2000. Piano regolatore: dopo lo Sdi adesso è An a mettere in discussione alcune scelte importanti del prg. Ne scrive il consigliere Mario Lazzeri in un documento diffuso ieri. Quattro gli obiettivi nel suo mirino, tutti riguardanti la frazione di San Cristoforo dove risiede. Il primo: l'area alle spalle del panificio frazionale, verde ed alberata. Il piano prevede di trasformarla in una vasta zona per servizi ed attrezzature civili ed amministrative. Lazzeri non è d'accordo perchè altererebbe la fisionomia dell'abitato, ancor oggi caratetterizzato da scarsa densità abitativa e da ampie zone verdi. Proposta insostenibile, secondo Lazzeri, anche sulla scorta di quanto indica il Piano urbanistico provinciale; questo scrive in merito che la «pianura tra Pergine e San Cristoforo va tenuta libera da ogni edificazione per consentire la protezione del rapporto con l'ambiente collinare retrostante e di quello fra centro ed abitato». Secondo: Lazzeri è perplesso per il nuovo tracciato della ex statale 47 in quanto è ridisegnato notevolmente più a Sud rispetto a quanto previsto nel Piano urbanistico provinciale. La modifica, secondo il consigliere, è una vera e propria variante al piano stesso ed in quanto tale va trattata. Terzo: il nuovo prg perginese prevede di spostare il tracciato della ferrovia Trento-Venezia più ad Ovest dell'attuale, verso Canale, per lasciare spazio alla circonvallazione di San Cristoforo. La scelta, sostiene Lazzeri, peggiora il vecchio prg in quanto scaricherà su San Cristoforo flussi di traffico, rumori ed inquinamenti. Proprio in un punto dove il lago di Caldonazzo presenta una forte vocazione turistica e ricreativa. Quarto: in tema di edilizia abitativa pubblica e turistica, Lazzeri conclude sottolineando come il numero dei parcheggi previsti dal nuovo piano sia eccessivo: «la frazione non è una metropoli». . .> 29/12/1999. Il tratto di spiaggia del lago di Caldonazzo che dalla Darsena si spinge fino al Faro sarà interessato, fin dalla tarda estate del Duemila, da lavori di riqualificazione che non ne sconvolgeranno le caratteristiche ambientali, ma che ne consentiranno un ottimale utilizzo da parte di residenti e turisti. E il Cus potrà procedere all'ampliamento della sua struttura sportiva in riva al lago ricercando, se possibile, una soluzione diversa da quella progettata, limitatamente alla ubicazione dei due nuovi moduli previsti. E' quanto emerso dall'incontro promosso dall'assessore provinciale Iva Berasi lunedì sera presso il ristorante pizzeria «La Darsena», finalizzato esclusivamente alla presentazione di un progetto di massima relativo alla riqualificazione della sponda nord del lago e all'acquisizione di valutazioni e suggerimenti da parte di amministratori comunali, operatori turistici e abitanti della zona. Il progetto Cus prevede sostanzialmente la realizzazione di due nuovi moduli sul lato della struttura che guarda verso il centro storico antico di S. Cristoforo, al fine di ricavarvi spazi per il ricovero delle imbarcazioni e una vasca per il canottaggio simulato. Il progetto di massima del Servizio ripristino ambientale della Provincia prevede innanzitutto la ripulitura e la riorganizzazione degli spazi pubblici, quindi l'ampliamento della spiaggia per l'accesso al lago dei bagnanti, lo sfoltimento delle piante, il diradamento del canneto e la realizzazione di un percorso pedonale per accedere al vicino biotopo, senza però disturbarlo, e per collegare il lungolago di San Cristoforo e la spiaggia della Darsena con la passeggiata che prosegue fino alla Cà Rossa. E sono pure previsti sia il recupero del lavatoio antico ubicato a lato della spiaggia pubblica sia la ristrutturazione della «Darsena Dalmeri» a memoria storica delle attività che un tempo si svolgevano sul lago. Alla presentazione del progetto da parte dell'assessore Berasi, del sindaco Renzo Anderle e dei tecnici del Servizio ripristino ambientale della Provincia è seguito un vivace dibattito dal quale è emersa sostanzialmente una condivisione di quanto proposto, sia dalla Provincia che dal Cus, con qualche distinguo in merito all'ubicazione dei due nuovi moduli. Di qui l'invito ai responsabili del Cus stesso a ricercare, se possibile, una soluzione diversa, di minor impatto ambientale e meno penalizzante per gli utenti della spiaggia pubblica. Diversamente, il progetto sarà realizzato così come previsto in prima stesura. . .> 11/10/1999. E' stata inaugurata ieri mattina la ristrutturata chiesa di S. Cristoforo. L'antico edificio, che sorge su un colle a pochi passi dal lago di Caldonazzo, custodisce una lunga storia ed è stato recentemente ristrutturato. Adesso si mostra in tutta la sua medioevale bellezza con le classiche caratteristiche: il portale gotico e il campanile trecentesco a cuspide piramidale in muratura. E' la chiesa più antica della zona e secondo la tradizione è stata eretta al posto di un tempietto sacro dedicato a Diana e Nettuno, ma le prime testimonianze risalgono ai primi anni del tredicesimo secolo. E' comunque ancora oggi il centro e l'anima di una piccola comunità come quella di S. Cristoforo, contornata da case e paesaggi campagnoli dal sapore rustico e tradizionale. Una lunga scala immersa nel bosco porta al sagrato dove sono stati da poco terminati i lavori di sistemazione pavimentale. Il Comune si è occupato di realizzare la gradinata che porta alla sommità del colle in lastre di porfido con parapetto in legno ed è stata rifatta tutta la pavimentazione esterna anch'essa in porfido e le aiuole sistemate con fiori ed erbetta all'inglese. L'intervento, che è costato all'amministrazione, circa 50 milioni ha voluto privilegiare l'aspetto conservativo dell'antico edifico senza quindi intaccare la storicità del luogo. I lavori eseguiti dalla Parrocchia sono invece costati ben 68 milioni ai quali hanno contribuito il Comune, la Provincia, la Cassa Rurale e il Circolo Turistico di S. Cristoforo. L'antica chiesa è stata ristrutturata mediante un nuovo manto di copertura, sono stati rifatti gli intonaci esterni ed è stato realizzato un nuovo impianto d'illuminazione e amplificazione. Come ha ricordato il sindaco Renzo Anderle, nel corso della cerimonia d'inaugurazione, la chiesa prima di essere un edificio è una comunità, un insieme di persone che la fanno diventare tale e ieri la piccola folla presente lo ha testimoniato appieno ricordando anche l'affetto degli abitanti del paese per il piccolo «gioiello» medioevale, che è diventato una delle mete predilette dai turisti nel periodo estivo. (Dafne Roat) . .> 23/09/1999. Aldo Zanella lo premette prima di entrare nel merito: «Non desidero assolutamente essere considerato un oppositore del Cus, all'ampliamento della sua base nautica. L'ho portato proprio io a San Cristoforo». Ma qualcosa da dire l'ha pure. Vicesindaco socialista negli anni '80, uguale responsabilità dal '90 e per cinque anni, è noto per le sue battaglie a favore del lago di Caldonazzo. E' protagonista ed assieme testimone delle vicende che hanno coinvolto le sponde perginesi. In questi giorni si trova tra i 115 firmatari della mozione popolare che ha lanciato l'allarme proprio nei confronti del Cus, che intende ampliare la sua base nautica a San Cristoforo togliendo parte del verde pubblico vicino. Per anni Zanella ha combattuto per rendere pubbliche le sponde, togliendo verde anche al privato. «Solo dando spazio alla gente sulle rive, si riesce a far vivere il lago. Ho sempre seguito questa convinzione», spiegava ieri. Sono sue realizzazioni, politicamente parlando, la spiaggia pubblica, dal Lido al Cus. Prima privata, recintata, interdetta dai possessori di villette nei pressi. E' stata una battaglia durata vent'anni, pensata alla fine degli anni '70, proseguita negli '80 con gli espropri e finita in questo decennio. In precedenza le sponde del lago avevano subito l'azione devastante della ex statale 47. Durante la sua costruzione, dalle sponde vennero gettate in acqua tonnellate di pietrame e materiale di varia natura, dal territorio di Caldonazzo fino al Perginese. Altre spiagge targate Zanella si trovano lungo la riva di Valcanover, compresa quella in costruzione era già allora nei progetti. E «passeggiata Zanella» viene chiamato in gergo il percorso lungo il lago ricavato dal Lido verso le darsene, attorno alla chiesetta di San Cristoforo sino al Faro ed al confine catastale con Tenna. «Era un progetto complessivo per valorizzare e liberare le rive». Come nacque la sede nautica del Cus, il Centro sportivo legato all'ateneo trentino? «Da un idea dell'allora rettore Fabio Ferrari che subito abbracciai. L'ateneo pensava allo sport, a Pergine piaceva l'idea, stabiliva un forte collegamento con un mondo che avrebbe portato circolazione di nuove idee ed attività. Il patto fu chiaro: noi davamo l'ok ed i terreni, l'università si impegnava ad ospitare a San Cristoforo centinaia di giovani ogni anno, nella base nautica e nelle strutture ricettive locali. Il Cus nacque così, con denaro provinciale all'80 per cento e del Cusi per la parte rimanente». In zona doveva sorgere il Lido Europa, una mega realizzazione che venne bloccata da un intreccio di contrapposizioni. Il Cus liberò la situazione e diede fiato alla Pergine che voleva accostarsi alla modernità. Ora Zanella si trova tra i 115 firmatari della mozione popolare. Perché? «Per evitare sia intaccato il parco pubblico vicino al Cus. Va bene l'ampliamento, va bene l'attività di canottaggio (per inciso, perché non trasferire la vela all'Augsburgerhof, acquistato dall'università trentina?), ma la base nautica può anche svilupparsi verso la darsena, le soluzioni non mancano, potrebbero realizzarsi dei pontili al largo, lo spazio per l'alaggio delle imbarcazioni c'è». Indicazioni, non contrapposizioni, anzi, appoggio allo sviluppo, ma anche difesa dello spazio verde pubblico. (Mario Anelli) . .> 18/09/1999. Tra la difesa integrale del territorio e la richiesta del Cus di S. Cristoforo per ampliare la propria base, ha prevalso la mediazione in consiglio comunale. La decisione: il Centro universitario sportivo progetti pure, per le proprie esigenze di spazio, spiegando però per intero l'uso del territorio di pertinenza in modo da intaccare il meno possibile l'area pubblica circostante. Il progetto di massima del Cus prevede la costruzione di due manufatti sul suo lato sinistro, ovvero verso la spiaggia libera, per una superficie occupata di 200 metri quadri più aree di rispetto. La base si potrebbe allargare per ospitare scafi ed attrezzature che oggi si trovano spesso ammassati, soddisfacendo inoltre le esigenze cresciute per nuove attività. L'ampliamento, però, ha suscitato le reazioni di chi teme la costruzione d'una nuova barriera in prossimità del lago e di 150 cittadini che nei giorni scorsi hanno presentato un'interpellanza popolare (la prima a Pergine) in difesa del territorio interessato. Si sono schierati in difesa del parco pubblico che l'ampliamento intaccherebbe, e hanno chiesto all'amministrazione municipale di valorizzarlo. Le diverse posizioni sono riecheggiate negli interventi in consiglio sulla spinta d'una mozione del consigliere di An Mario Lazzeri, contrario all'ampliamento. Diverse altre posizioni: chi ha proposto di togliere il canneto tra Cus e spazio pubblico, per realizzare una spiaggia verde, chi ha chiesto il mantenimento della barriera vegetale per la sua funzione di spugna, visto che le correnti d'aria e d'acqua sospingono ogni cosa proprio sulla parte di litorale in questione. Qualcuno s'è fatto paladino delle spiagge pubbliche, altri hanno ricordato la funzione del Cus, fortemente voluto da Pergine nei lustri scorsi, per rinnovare le attività sull'acqua con spazio pubblico a disposizione per la base nautica. Quella oggi talmente stretta da obbligare a porre in verticale alcuni scafi. Come negare le esigenze del Cus, individuato da ogni piano di rilancio turistico come il fulcro d'ogni attività sull'acqua? . .> 07/09/1999. Eh no, andiamoci piano, dice preoccupato Mario Lazzeri, consigliere di An, a proposito dell'ampliamento della base nautica del Cus di San Cristoforo nel terreno appresso. Lazzeri ha esaminato ben bene le bozze dei progetti del Centro Universitario Sportivo legato all'ateneo trentino e s'è accorto che «incidono considerevolmente su una fascia di prato di circa 800 metri quadrati». Lo scrive in una mozione presentata ieri, invitando i colleghi consiglieri e l'amministrazione a ponderare bene prima di approvare. Lazzeri è assai preoccupato perché lo spazio per allargare la base nautica sarà tolto alla spiaggia pubblica, costata ai perginesi annose rivendicazioni per ottenere una spiaggia sulle sponde del lago di Caldonazzo frequentemente occupate dal privato. Controproposta di Lazzeri: ampliare verso la darsena, valorizzando il canneto che ufficialmente non è biotopo. . .> 09/08/1999. Vele di cotone, drizze e scotte di canapa e barche esclusivamente di legno. Cinquant'anni fa nasceva l'Associazione Velica Trentina. Di chi fu l'idea? Come si concretizzò? Certo, vi sono libri di presentazione, opuscoli e stampe, ma certamente è più genuino servirsi della memoria storica di uno dei fondatori: Sergio Piazza. È del '24, viso sorridente, simpatico. Da dove cominciare? Scruta il suo lago. Osserva le vele, cerca il vento e guarda la Ca' Rossa sull'altra sponda. «Durante la guerra andavamo là. Alle sette in punto arrivavano da sud gli aerei alleati per bombardare il ponte ferroviario a Calceranica. Si viveva alla giornata. Sempre in attesa. Poi, nel '45 la fine dell'incubo, i sospiri di sollievo e la gioia. La voglia di guardare avanti, di costruire qualche cosa di nuovo». Il turismo sul lago era prettamente formato da trentini. Poca gente e solo qualche vela. Acqua pulita ed il solito imprevedibile vento. «Dapprima l'Associazione Velica nacque - continua Piazza - per assistere i nuotatori della Rari Nantes nelle gare di gran fondo. La nostra sede era laggiù a San Cristoforo. Poi ne seguì il naturale distacco». Nel 1946 infatti, Guido Manazzon fondatore e presidente della Rari Nantes, chiese aiuto e supporto all'amico Enrico Garbari. Le rare barche avrebbero dovuto seguire i nuotatori durante le loro imprese. Nacque così una ramificazione della Rari Nantes dedicata alla vela. In seguito, in città, si costruirono le prime piscine e sul lago si fondò l'Associazione Velica Trentina. «Nel primo anno di vita organizzammo la regata dei Laghi Alpini; - rammenta Sergio Piazza - le barche erano jole, dinghy e beccaccini. Ovviamente in legno, dove alcune erano addirittura costruite in casa. I simpatizzanti erano in aumento ed Enrico Garbari, il presidente, convinse l'assemblea ad acquistare il terreno dove attualmente c'è la Velica. Sono convinto che senza il Garbari, non esisterebbe il nostro centro». Già, Enrico Garbari, uomo forte con carattere deciso e spigoloso. Arrivava al lago, prendeva la sua barca a motore per poi attraccare alla sua splendida Cà Rossa. Nella darsena armava la sua vela e poi fuori in cerca del vento. Optò per l'acquisto del terreno coinvolgendo l'Azienda Autonoma del Turismo di Trento. Ne seguì il progetto di Francesco Primon nel '55 e la costruzione dell'attuale edificio terminò tre anni dopo grazie all'impresa Oss Pinter. Ma i ricordi di Piazza tornano al Dopoguerra, all'orgoglio d'aver contribuito alla costruzione del sodalizio che oggi compie cinquant'anni. «S'arrivava al lago rigorosamente in bici; la strada era abbastanza buona fino a Pergine, poi tutto sterrato. Andavamo a Punta Indiani a fare il bagno». Nome strano per il lago di Caldonazzo, quello della Punta Indiani. Come mai? «Ci si cambiava nei cespugli e si usciva in costume da bagno. Ci chiamarono «indiani» perché sbucavamo fuori quasi nudi all'improvviso». Certo per quei tempi, gli «spogliarelli» all'ombra dei cespugli non erano certamente ben visti dai benpensanti e da quella parte di clero che seminava dietro agli arbusti vetri rotti. «Lo sapevamo - sorride Piazza - e prima d'entrare nelle nostre "cabine" si procedeva alla pulitura». Nel 1960 l'arrivo della prima gru permette di alare in acqua anche i cabinati ed in conseguenza aumentano i soci. Nel '85 l'Azienda Autonoma del Turismo di Trento cede la sua quota ai soci della Velica. La prima associazione velica trentina crebbe, non senza traumi, fino ad oggi. Fino ai cinquant'anni. (Maurizio Frassoni) . .> 31/07/1999. Dovrà passare per il consiglio comunale il progetto d'ampliamento del Cus a San Cristoforo. E' la richiesta che il consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Mario Lazzeri, avanzerà nei prossimi giorni alla giunta. L'articolo pubblicato da l'Adige giovedì scorso, ha allarmato il consigliere, residente nella frazione rivierasca. La preoccupazione di Lazzeri versa soprattutto sulla spiaggetta che attualmente sta fra l'attuale Cus e la chiesetta. Il consigliere ricorda ancora gli anni di lotta dell'amministrazione per aprire le spiagge sul lago, un tempo private. Ora, se l'espansione del Cus porterà via questa spiaggetta, allora si dovrà dire di «no» al Centro Sportivo Universitario. Secondo l'esponente di An, attualmente gli studenti hanno tutto lo spazio sufficiente fra la struttura sul lago e l'ex Hausburgerof. Inoltre l'intenzione di realizzare una vasca per gli allenamenti di canottaggio non sembra indispensabile. «Si può benissimo fare nel lago - ha dichiarato Lazzeri - perché occupare spazio, dove andiamo a rubarla la terra? C'è pure chi voga in camera da letto!». Sembra essere troppo ambizioso il progetto d'ampliamento del Cus, che andrà a raddoppiare, per le future opportunità d'impiego. I 300 studenti, ospiti a San Cristoforo, non aumenteranno come sostenuto dal presidente del Centro Andrea Tomasi, secondo il parere del consigliere, quindi perché spendere tanti soldi? Se proprio si deve parlare d'espansione, ha aggiunto Lazzeri, che si faccia sul lago o, al massimo, dove ora c'è il minigolf, un'area che nessuno utilizza. Ma niente di piú, dal momento che per gli abitanti e per i turisti i pochi metri di spiaggia hanno un valore inestimabile. E poi, non avrebbe senso, dopo aver lottato a lungo per levare le recinzioni, metterne delle altre, sia pure restando tutto di proprietà pubblica. . .> 16/03/1999. Il pub Gulliver è uno dei locali più alla moda nel perginese. Estate o inverno poco importa: il bar di S. Cristoforo è sempre affollatissimo. C'è un segreto? «Sicuramente la musica - spiega Andrea Laner, il titolare - la musica dal vivo ha un altro tipo di carattere, dà emozioni diverse. Il Gulliver è nato come roccaforte del blues, poi spazio ad altri tipi di musica, come il rock, il folk e accontentare un po' tutti i gusti.» Moltissimi giovani del perginese e delle frazioni frequentano il pub di S. Cristoforo, ma un'ondata di ragazzi viene anche da Trento e da fuori. La musica è sicuramente la carta vincente del Gulliver e, condita con tanta simpatia, riesce a creare un locale diverso dagli altri, che sa attirare gente di tutti i tipi. «I giovani - aggiunge Laner - hanno bisogno di cose differenti, c'è il desiderio di trovarsi in un locale alternativo.» Dalle cravatte ai jeans e scarpe da ginnastica il Gulliver è il pub per tutti; lì si trova simpatia, cordialità e soprattutto musica di qualità. «Ce ne dovrebbero essere di più di locali di questo tipo, oltre al Gulliver e l'Angi non ci sono proposte alternative per i giovani» hanno commentato alcuni ragazzi. La formula pub è vincente e negli ultimi anni questo tipo di locale ha conquistato il primato tra i preferiti dai giovani. Il pub ha superato anche la discoteca. Costi più bassi, anche in occasione di concerti, musica e bar in cui si può chiacchierare. «E' vero che il pub va forte - dice Laner - per un certo periodo c'era solo la discoteca; comunque non credo che una persona si fermi qui tutta la sera, la gente ha bisogno di cambiare, di spostarsi da un locale all'altro e per questo la concorrenza è molto positiva, così il cliente può avere un confronto. Il pub- ha concluso- è un'alternativa per i giovani, ma la discoteca resterà sempre la discoteca.» (Dafne Roat) . .> 08/01/1999. Nuova gestione per la Casa del maestro di S. Cristoforo; dalla fine di dicembre la villa gialla è stata affidata ad una cooperativa sociale veneta. Sarà Alba Solidarietà Sociale di Padova a gestire gli interessi dell'Enam (Ente nazionale di assistenza magistrale). Da anni il grande caseggiato giallo di S. Cristoforo ospita nei periodi di vacanza, feste natalizie, pasquali ed estive, i maestri in pensione. L'Enam si è occupato della gestione delle case direttamente dalla sede centrale di Roma fino all'estate '98. La gestione a distanza è sempre abbastanza complicata, non a caso lo scorso anno la casa di S. Cristoforo è stata testimone di alcuni problemi all'interno del direttivo. Da settembre l'ente nazionale ha deciso di fare un appalto e affidare la Casa del maestro a un ente esterno. «La scelta dell'appalto - ha spiegato Matteo Morsoletto, responsabile della Cooperativa - è stata fatta per offrire un servizio qualitativamente migliore e per un discorso di risparmio». La cooperativa «Alba» si è sempre occupata di assistenza anziani e disabili. Questa è una nuova esperienza che si pone come trampolino di lancio per una continuità che potrebbe perdurare negli anni. Se questo nuovo tipo di gestione andrà a buon fine l'ente potrà decidere di proseguire in questa direzione, altrimenti riprenderà in mano la situazione. Cosa cambia con la nuova gestione? Niente o quasi. Il nuovo direttivo ha deciso di seguire la linea dell'Enam assumendo anche lo stesso personale. «Sicuramente ci metteremo anche del nostro - ha spiegato Morsoletto -, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione di svaghi e gite». Questo primo periodo è andato piuttosto bene; il caseggiato, che è dotato di 78 posti letto, era al completo. La struttura, come hanno assicurato i responsabili, è a norma, ma non c'è l'ascensore. Sarà una vera faticaccia salire le scale per chi ha problemi di mobilità, ma questo problema, secondo i responsabili, non esiste in quanto la struttura è dotata di numerose stanze al pianterreno. Unico neo del primo periodo di «prova», se così si può definire, come hanno raccontato gli addetti ai lavori, è la mancanza di neve, problema che ha messo in castigo tutto il Trentino, in particolare le zone turistiche. Gli ospiti ruotano a turni di sei giorni nei periodi natalizi e pasquali, di dodici giorni per le vacanze estive. L'iniziativa, che è nata come vacanza climatica, attualmente si sta trasformando in un vero e proprio soggiorno dotato di tutti i comfort e anche di attrazioni di diverso tipo. Già la posizione della Casa del maestro di S. Cristoforo offre un paesaggio naturale lacustre, a pochi metri dalla sponda, che permette al visitatore di perlustrare la zona a piedi, di fare lunghe passeggiate, o nei periodi invernali, percorrendo qualche chilometro in più, di fare anche delle gite sulla neve. Il bilancio degli anni passati, come ha confermato Morsoletto, è senza dubbio positivo; si vedrà nel corso di quest'anno se la decisione dell'Enam otterrà i risultati sperati. (Dafne Roat) . .> 13/12/1998. «Per fortuna è intervenuto Malossini, quello se ne intende. Ha indicato la strada da seguire. Spero che nessuno s'offenda, ma lo potrò ben dire alla mia età». La pensa così Alfredo Lazzeri, «el Barba», albergatore di 88 anni suonati e da 63 sulla breccia, il più anziano ancora in attività in Trentino e per questo premiato dalla categoria. Venerdì pomeriggio aveva ascoltato con infinita pazienza per più di quattro ore gli interventi che s'erano succeduti durante il convegno dedicato al rilancio del lago di Caldonazzo, seduto tra operatori, amministratori e tecnici, nel palazzo comprensoriale. Aveva seguito con particolare attenzione l'intervento dell'ex presidente ed assessore al turismo della Provincia, come tutti i presenti, del resto. Il suo commento, ieri, netto e lucido: «E' bene ritrovarsi per discuterne, ma spetta a noi albergatori investire, praticare prezzi seri, rinnovare gli ambienti. Meno studi, meno chiacchere e più iniziative. Serve passione per fare questo mestiere. Venerdì pomeriggio io ho chiuso l'albergo per seguire il convegno». Lazzeri è l'anima di San Cristoforo, dove conduce l'albergo che porta il medesimo nome della località dal 1925. A 300 metri le rive del lago, un chilometro distante il Lido dei Sontacchi, la famiglia proprietaria che lo conduce da decenni. Trento conosce il Lido, la Valsugana e l'ambiente dell'ospitalità trentina conoscono «el Barba», per la sua lunghissima attività, per quel suo barbone bianco da profeta che aggiunge un tocco in più al suo carisma. La sua storia personale affonda le radici nell'ospitalità trentina ed è impastata con San Cristoforo ed il lago. Nato a Buenos Aires nel 1910, i genitori erano della vicina Ischia. Acquistarono loro le ex stalle usate dai nobili austriaci che nella località dimoravano fin dall'800. Enrico Lazzeri, il padre, le trasformò in locanda, al piano terra un negozio d'alimentari, come s'usava, affiancato, nel tempo, da tabacchi e giornali. Nella zona lungo la strada che da Pergine porta a Calceranica, c'erano le ville dei ricchi d'Oltralpe, di trentini altrettanto ricchi, parchi e giardini alberati. Un bel canneto le divideva dall'acqua. Una zona che Mussolini conobbe bene. Lazzeri racconta il passato come fosse appena ieri sera, la prende alla larga, disegna con la memoria il profilo dell'ambiente e ricorda gli uomini illustri o meno che vi dimorarono e che conobbe in ville ed alberghi. «Da piccolo girovagavo nei vagoni dei soldati austriaci, cercavo il tabacco per mio padre». Ricorda la miseria degli anni '30, ma anche gli sfarzi dei benestanti. «C'erano due Lidi, allora: quello dei Sontacchi, l'altro dove oggi ci sono le villette vicino alla spiaggia pubblica che hanno cancellato il parco preesistente». Elenca i nomi degli alberghi, racconta della bella clientela, mentre il suo albergo cresceva e si rinnovava. Ricorda i tempi del lago illuminato, con le gondole portate da Venezia, sfarzo e feste, fuochi. «Quelli erano tempi, i migliori di San Cristoforo. A Pergine non hanno mai capito cosa sia turismo. Noi abbiamo ripreso quota con l'azienda di soggiorno di Trento che aveva giurisdizione sul lago. Levico ha sempre fatto per conto proprio, Pergine torna solo adesso a pensare alla sua zona più bella, l'Azienda di promozione turistica ci ha lasciati quasi soli». Nostalgia assai diffusa tra gli operatori. L'albergo San Cristoforo sopravvive da un decennio dando ospitalità agli studenti che praticano la vela presso il vicino Centro universitario sportivo, mentre altri hanno chiuso e San Cristoforo non riesce a riprendersi. Ed allora «el Barba» Lazzeri si alza alle sei del mattino e va a letto alle 23, lavora un sacco d'ore con buon ritmo tra il bar, il ristorante, il giardino e l'ufficio ricavato in una sala a piano terra, guidando il lavoro dei collaboratori. Tutti i figli, pur occupati nelle loro attività. Sulle spalle le fatiche della sua lunga vita: autista da autorimessa, camionista, venditore di legname... In tasca la patente d'assaggiatore di grappa. Porta con orgoglio e per abitudine la lunga barba che s'è tagliato solamente quando era riuscito a scappare dai tedeschi, raccontava ieri, nel settembre '43: sceso a Bassano del Grappa dal treno che lo portava nei campi nazisti, aiutato da un Manci di Trento che gli diede un cappotto per coprirsi e camuffarsi. Anche ieri era al lavoro nel suo albergo di 25 stanze e 60 letti aperto tutto l'anno, l'unico a San Cristoforo. (Mario Anelli) . .> 13/12/1998. Sebastiano Sontacchi, il patron del Lido di San Cristoforo, ha le idee chiare su come rilanciare il turismo del lago. Da anni, osservando le sue acque farsi sempre più trasparenti (anche in modo stupefacente talvolta), sente l'urgenza della ripresa e con lui altri operatori rivieraschi. Il convegno di venerdì, lo studio di rilancio firmato Clas che ha messo a nudo le magagne degli operatori, ma anche le opportunità di ripresa, l'hanno spinto a produrre la sua ricetta, scritta in un documento apposito. Eccolo. Premessa: nel giro di pochi anni il cliente è cambiato perché il mercato è cambiato. Sempre meno il turista si sposta in zone dove il richiamo è debole, va in ferie compiendo scelte precise e non solo per fare una qualunque villeggiatura. Al lago, quindi, serve farsi riconoscere bene. Ed ecco quattro proposte. La prima: bisogna a tutti i costi investire e promuovere in modo nuovo l'accoglienza, aumentare comfort ed efficienza di gestione. «Qui o miglioriamo e guadagniamo tutti, o perdiamo tutti assieme. Il nostro turismo ha bisogno di tutti perché c'è spazio per tutti». Secondo: la legge deve consentire agli operatori di adeguare le loro strutture. Non chiede privilegi, ma solamente di ammodernare le strutture come è concesso a qualsiasi impresa industriale ed artigianale. Terzo: «Visto dall'alto, il nostro lago non è molto diverso da un'aiuola spartitraffico. E' chiaro che non possiamo pretendere di risolvere, da soli, i problemi dello spostamento in galleria della ferrovia e della superstrada». Ma lo si deve fare. Il treno potrebbe essere usato a scopi turistici fra il Trentino ed il Veneto. Quarto: al degrado ambientale debbono pensare le amministrazioni pubbliche, fianco a fianco con tutti gli operatori. Infine una proposta di lavoro assai definita: costituire un gruppo di lavoro fin dai prossimi mesi per valutare lo studio Clas, fissare le priorità e stendere un piano di lavoro. . .> 12/09/1998. Il
Comune di Pergine Valsugana ha ottenuto dalla giunta provinciale di
Trento l'approvazione alla variante al Piano regolatore generale,
adottata dal consiglio comunale a fine dicembre 1997 e contenuta nella
delibera dell' assessore competente per l' urbanistica Danilo Zanoni. Il
parere tecnico positivo era già stato concesso, il 5 agosto scorso, dal
Servizio urbanistica e tutela del paesaggio. La variante individua, a
livello cartografico, due strade interne all'abitato di San Cristoforo,
e cioè viale Europa e via alle Darsene, come «viabilità da
potenziare». Per poter procedere, anche al fine degli espropri, alla
rettifica delle stesse strade e alla realizzazione dei relativi
marciapiedi. Le opere programmate, in linea tecnica, non contrastano
infatti con l'assetto urbanistico e migliorano la situazione
viabilistica e pedonale. Il provvedimento sarà pubblicato sul
Bollettino ufficiale della Regione Trentino - Alto Adige ed esposto al
pubblico nella sede del Municipio di Pergine.
. .>
. Il
varo ufficiale del «ciclosurf» ideato e costruito da Mario
Lazzeri è avvenuto ieri pomeriggio nelle acque del CUS, nell'ambito
della seconda edizione di «San Cristoforo senza frontiere». Su quattro
esemplari del nuovo surf a pedali alcuni soci del CUS hanno effettuato
una gara di slalom parallelo a eliminazione sotto gli occhi attenti del
costruttore e davanti a un folto pubblico che ha seguito con curiosità
e interesse la manifestazione. La singolare imbarcazione ha superato
brillantemente la prova ufficiale e d'ora in poi caratterizzerà le
spiagge del lago, dove chiunque potrà noleggiarne una per pedalare
dolcemente sullo specchio d'acqua. Mario Lazzeri, titolare di
un'autofficina del luogo, si è impegnato per mesi nella realizzazione
del ciclosurf del quale aveva già portato a termine il prototipo
nell'autunno dello scorso anno, depositandone il brevetto.
Apparentemente semplice, è in realtà una macchina a propulsione umana
della massima precisione, perfettamente bilanciata, facile e comoda da
manovrare, costituita da una tavola da surf della lunghezza di tre metri
e sessanta centimetri sulla quale è fissato un telaio simile a quella
di una bicicletta dotato di sella, pedali per la propulsione e di
manubrio per l'azionamento del timone.
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. Hanno
suscitato interesse e ammirazione quelle veloci imbarcazioni dei
canottieri del Club Thalwil (Zurigo) che per dieci giorni, incuranti del
freddo, della pioggia e della neve di questo strano aprile, hanno vogato
sullo specchio d'acqua del lago di San Cristoforo per prepararsi alla
prima gara della stagione 1998 che si svolgerà proprio oggi sul lago di
Luserna. «Questo è un lago ideale per lo sport del canottaggio -
affermava ieri con entusiasmo Werner Gfeller, l'industriale svizzero
coordinatore del club che da 5 anni sceglie San Cristoforo per le
attività propedeutiche alla stagione agonistica - qui veramente
potrebbe mettere le radici questo sport che è uno dei più completi per
la formazione dei giovani.» E durante la festa di commiato ha voluto
suggellare il legame che ormai unisce i canottieri di Thalwil con San
Cristoforo battezzando due delle sue imbarcazioni rispettivamente con i
nomi di «Cristoforo» e di «Alfredo», dal nome del proprietario
dell'albergo presso il quale il gruppo di atleti abitualmente soggiorna.
Per gli allenamenti sul lago i canottieri svizzeri appartenenti a tutte
le categorie, dai 13 anni in su, hanno fatto capo al Cus e hanno
utilizzato imbarcazioni proprie da due, quattro, sei e otto vogatori,
lunghe fino a 18 metri, percorrendo tragitti di circa otto chlometri per
tre volte nell'arco della giornata. Complessivamente il club conta un
centinaio di atleti. Uno di loro, Guenter Schneider, un potente vogatore
alto un paio di metri, esercita anche le funzioni di presidente. Al suo
attivo il club ha dodici vittorie al campionato svizzero in 14 anni, una
medaglia d'argento ai campionati mondiali del 97, alcune medaglie
olimpiche e un'infinita serie di vittorie conquistate in ogni parte del
mondo. E San Cristoforo porta loro davvero fortuna. (C.F.)
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. Tra i nuovi brevetti depositati nel corso del 1997 da progettisti trentini ha suscitato particolare interesse quello relativo al «ciclosurf» ideato da Mario Lazzeri, titolare di un'autofficina meccanica di San Cristoforo al Lago. E sembra che ci siano già molti produttori decisi a puntare su quella singolare tavola da surf a pedali che sicuramente sarà la novità della prossima stagione balneare. In sostanza si tratta di un'imbarcazione leggera e scorrevole dotata di un'elica azionata dai pedali di una bicicletta montata sulla tavola da surf e di un timone collegato con due tiranti al manubrio. Un prototipo del ciclosurf è stato collaudato dal progettista alla fine dell'estate del 1997 e ha dato risultati sorprendenti sia per quanto riguarda la stabilità che la manovrabilità. Mario Lazzeri ha lavorato per molti mesi alla sua nuova creatura riuscendo alla fine a realizzare una nuova attrezzatura sportiva ecologica e sicura con la quale si potranno effettuare delle piacevoli pedalate sullo specchio d'acqua del lago di San Cristoforo. Basta aspettare qualche mese per averne la conferma. |